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“Il project manager è il lavoro del futuro…


Pubblicato da Alessandra Gasperini, Scuola Coop


…spero non il mio!” La battuta è di quelle quasi involontarie, che scaturiscono da una riflessione iniziata seria. Di quelle chiose che riassumono in modo leggero il contenuto fondamentale di un corso. Semplicemente geniale.“

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LE PAROLE DEL MANAGER


Varanini F.

Le parole del manager
Guerini e associati
Milano
2006
“Io non parlo così! Non ho mai detto queste cose! Chi parla male pensa male e vive male!”
Così Nanni Moretti nel film Palombella Rossa, dopo aver tirato uno schiaffo alla giornalista che aveva la colpa di aver tradotto la sua intervista usando parole di moda come “trend positivo”. Questo libro aiuta a prendersi cura delle parole evitando di cadere nelle trappole della banalizzazione linguistica che rischia sempre di essere banalizzazione del pensiero. Ogni parola delle 108 proposte viene raccontata attraverso la sua origine etimologica e attraverso una miniera di brevi connessioni alla storia e all’oggi, talvolta spiazzando le nostre certezze. Un libro colto, leggero e impegnato.

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Contro il management. La vanità del controllo, gli inganni della finanza e la speranza di una costruzione comune


Varanini F.
Guerini e Associati
2010

Francesco Varanini, etnografo, scrittore, consulente, ricostruisce la storia del management, a partire dagli anni trenta del novecento. Il manager, affermatosi come figura sociale in grado di conciliare interessi diversi, finisce negli ultimi decenni per badare soprattutto al proprio interesse e per essere l’ambasciatore di un solo stakeholder all’interno delle aziende: Mr Finance, la finanza nella sua forma derivata e totalitaria. Il manager ha un solo padrone, lontano, esigente, diffuso, tentacolare che si individua nella comunità finanziaria ma anche nel direttore della filiale di banca o nel fondo di investimento.

La finanza considera l’impresa fatta di persone come una figurina riconducibile a una metrica schematica, fatta di pochi indici di misura, che sono considerati universalmente significativi. Il ragionamento si sposta sulle conseguenza di un tale status quo, che l’autore auspica condurrà alla fine del management per come lo conosciamo.
Come sarà fatta la figura che sostituirà il manager? Il meccanismo riduttivo ma se vogliamo efficace di ricondurre il proprio ruolo all’idea di controllo è saltato di fronte ad emergenze incontrollabili: dalla tragedia delle torri gemelle, al pozzo di petrolio che sprigiona greggio senza avere la ragionevole possibilità di un controllo. All’ideologia del controllo e del programma va sostituita la pratica del progetto.
Varanini dipinge varie tipologie di manager, senza nascondere le proprie preferenze e critiche. Il testo passa in rassegna anche le storie italiane dei grandi manager che hanno segnato il destino del Paese: da Alberto Beneduce, a Carlo Feltrinelli, ad Adriano Olivetti, a Natale Capellaro. Un testo caratterizzato da spunti storico-filosofici ma anche da scelte di campo nette. “Mi sono trovato a usare, mio malgrado, paroloni, e al contempo mi sono trovato ad usare, per necessità, parolacce.” anticipa al lettore Varanini nell’Introduzione.

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Verso il Festival: il manager che non c’è


Picture by repolona - http://www.flickr.com/photos/repolona/3509726702/sizes/m/in/photostream/

Articolo di Scuola Coop

Ho mangiato pane, economia e management per anni all’Università e alla fine ho desiderato di diventarlo anch’io. Manager. Era il desiderio genuino di dare un contributo per migliorare il mondo e la vita delle persone, a partire dalla mia, perché no. Desideravo soprattutto essere soddisfatta del mio lavoro, del contributo che portavo alla mia organizzazione. Avevo una grande disponibilità di tempo da dedicare al lavoro e molta immaginazione. E neanche 30 anni.
Non mi sono mai piaciute le grandi società di consulenza, le divise grigie aziendali di lusso, le relazioni ultra formali. Ero pronta per la Coop! Accedi per continuare a leggere il post

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