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Coop in Rete: tutti i materiali del seminario


manifesto coop in rete

I social media sono acceleratori potenti di dinamiche sociali basate su apporto personale e cooperazione, in grado di migliorare risultati organizzativi e qualità della vita. I percorsi di cooperazione non sono tuttavia “incorporati” nella tecnologia ma necessariamente il frutto di progetti intenzionali che a valle originano strumenti quali una piattaforma, una intranet, una app, una network sociale o altro. A chiusura del cerchio osserviamo che, proprio in questi strumenti e ambienti, emergono contenuti e modalità che possono dare nuovo vigore ai contesti cooperativi che li hanno generati.

Per il terzo anno consecutivo, anche quest’anno, il 29 ottobre, Scuola Coop ha proposto un seminario sui temi legati alla comunicazione e alla collaborazione che si realizza attraverso il digitale. Questa volta il seminario è stato proposto in collaborazione con l’Ufficio Stampa di ANCC e ha investito sia l’ambito organizzativo interno alle nostre Cooperative sia la comunicazione esterna che si sviluppa con i soci e con i cittadini.

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“Patto intergenerazionale e organizzazioni possibili”


manifesto dirigibile 21 copia“Oltre il confine” Viaggio nel mondo del management che pensa

2° incontro: “Patto intergenerazionale e organizzazioni possibili” Un futuro possibile

21 novembre 2014, ore 9,30, Scuola Coop di Montelupo Fiorentino
 

L’argomento su cui ci confrontiamo oggi è un fenomeno sociale, antropologico, psicologico ed economico che ci riguarda tutti indipendentemente dall’età, dal ruolo, dal genere.

La maggiore longevità della popolazione, infatti, ha conseguenze multiple e mette alla prova i criteri con cui abbiamo concretamente vissuto il patto tra le generazioni da una parte e i luoghi organizzati del vivere civile dall’altra, comprese le organizzazioni del lavoro e i luoghi istituzionali della politica e dello Stato.

Il ricambio generazionale ai vertici è certo importante, ma rischia di far concentrare il pensiero su aspetti riguardanti la esclusiva ricerca del potere. Se ai vertici di tutti le aziende, se ai vertici della politica, ci fossero solo giovani scintillanti e twittanti, avremmo comunque il problema di una popolazione lavorativa più longeva con implicazioni valoriali, economiche, organizzative non risolvibili con un algoritmo inventato da questa o quella società di consulenza. Questo fenomeno mette alla prova i criteri con cui abbiamo costruito nel tempo le nostre vite e le nostre organizzazioni e il disorientamento che molti di noi vivono non è un problema individuale. Ed è legittimo chiedersi quanto gli attuali disegni organizzativi siano in grado di reggere il cambiamento che ci coinvolge e quanto non siano parte in causa della crisi. È legittimo chiedersi come possiamo muoverci guardando al futuro a partire dal presente.

La giornata odierna è pensata per offrire stimoli, suggestioni e ipotesi.

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Alcune buone ragioni per rimettersi a studiare


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In memoria di Tullio de Mauro, scomparso il 5 gennaio scorso. Lo ricordiamo con commozione, ricordando l’intervista che ci ha regalato.
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Post dello scorso ottobre 2014

La prima buona ragione è che la crisi non è solo economica, ma culturale sociale, antropologica. Ambientale. Ma se ne parla come se fosse qualcosa al di fuori di noi, una cosa che capita accidentalmente e che subiamo. Se ne parla come l’automobilista che nel traffico cittadino impreca contro gli altri automobilisti rei di non facilitargli la vita con la loro presenza. E se si fosse anche noi a provocarla la crisi, invece che subirla, con stili di vita, di pensiero e organizzazioni inadeguate al ben vivere?

La seconda buona ragione è che non è possibile non avere/essere una cultura. In Coop stiamo progressivamente perdendo consapevolezza di quale sia la nostra. Penso che non riflettere, non mettere mano, non considerare tempo utile la manutenzione della propria cultura possa essere catalogato come suicidio.

La terza buona ragione è di carattere ambientale. Siamo dentro una catastrofe dovuta a cambiamenti climatici che chiunque di noi non sia distratto può agevolmente riconoscere. Eppure continuiamo a parlare di rilancio di consumi o di piani industriali con gli stessi criteri che ci hanno portato sin qui. I criteri novecenteschi con cui valutiamo economia e politica, tra cui destra e sinistra, sono oggi irrealistici. Oggi dovremmo chiederci se la politica e l’economia, se le nostre imprese, favoriscono e conservano la vita e i legami sociali oppure distruggono entrambi. Leggi il seguito

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Changing ITALIA/cambiare per crescere


ImmagineIl 3 Luglio scorso si è tenuto a Scuola Coop la settima edizione del Seminario Economico Nazionale organizzato da Ancc, dal titolo “Changing Italia”. È stata una nuova occasione per riflettere insieme sui cambiamenti in atto nel Paese (il nostro mercato), nelle società (i nostri soci) e nella Gdo (il nostro business). Con la consapevolezza che l’innovazione è l’unica via per tornare a crescere e, contemporaneamente, che la predisposizione al cambiamento della domanda (le famiglie) spesso supera di molto quella dell’offerta (le imprese).

Il Seminario, come negli anni passati, ha accolto sollecitazioni a carattere multidisciplinare di economisti, sociologi, esperti e manager di settore.

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