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Coop in Rete: tutti i materiali del seminario


manifesto coop in rete

I social media sono acceleratori potenti di dinamiche sociali basate su apporto personale e cooperazione, in grado di migliorare risultati organizzativi e qualità della vita. I percorsi di cooperazione non sono tuttavia “incorporati” nella tecnologia ma necessariamente il frutto di progetti intenzionali che a valle originano strumenti quali una piattaforma, una intranet, una app, una network sociale o altro. A chiusura del cerchio osserviamo che, proprio in questi strumenti e ambienti, emergono contenuti e modalità che possono dare nuovo vigore ai contesti cooperativi che li hanno generati.

Per il terzo anno consecutivo, anche quest’anno, il 29 ottobre, Scuola Coop ha proposto un seminario sui temi legati alla comunicazione e alla collaborazione che si realizza attraverso il digitale. Questa volta il seminario è stato proposto in collaborazione con l’Ufficio Stampa di ANCC e ha investito sia l’ambito organizzativo interno alle nostre Cooperative sia la comunicazione esterna che si sviluppa con i soci e con i cittadini.

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Coop in rete, storie di cooperazione emergente


manifesto coop in reteI social network stimolano a esprimerci su durate corte o cortissime (i 140 caratteri di Twitter) che aumentano la nostra capacità di sintesi e rafforzano la nostra abilità a esporre pensieri brucianti in poco spazio. Allo stesso tempo questi (quando vengono usati bene e non diventano solo sfogatoi moltiplicatori di rabbia ed emozioni di breve periodo) sono luoghi nei quali si costruisce dal basso, assieme, sapere collettivo, in scambi che annullano i limiti spazio-temporali tra persone lontanissime che partecipano allo stesso dibattito virtuale.

Leonardo Becchetti “Wikieconomia. Manifesto dell’economia civile” (Il Mulino, 2014)

Le tecnologie digitali – che hanno spaccato il mondo tra entusiasti e scettici a priori – non garantiscono di per sé le magnifiche sorti e progressive, non necessariamente benedicono la democrazia o i movimenti libertari,  tanto meno facilitano il cosiddetto ascensore sociale, appannato dal miraggio delle start-up, che sopravvivono solo se sono innovative secondo le metriche della finanza speculativa, da cui di fatto dipendono. E’ anche vero, come sostiene l’economista Leonardo Becchetti, studioso di economia civile, che ciò di cui ad esempio dovrebbe occuparsi un economista – anche solo liberale – è di come può una maggioranza debole e dispersa contrastare e arginare il potere delle lobby concentrate e aggressive. E che in questo senso è fuori di dubbio che una novità importante sono proprio loro, i social network; è la rete, che può aiutare l’interesse della maggioranza a prendere forma e consapevolezza. Leggi il seguito

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Il web ci rende liberi?


Pubblicato da Alessandra Gasperini

Proseguono le letture estive sui prodigi e sui limiti della rete digitale. E’ la volta di Gianni Riotta, giornalista e ricercatore sui new media, che pochi mesi fa esce con questo libro: “Il web ci rende liberi? Politica e vita quotidiana nel mondo digitale”(Einaudi, 2013). Il libro colleziona e intreccia sia le tesi degli studiosi entusiasti che quelle degli scettici, dimostrando puntualmente che simili reazioni polifoniche si sono avute nella storia tutte le volte che si è affermato uno nuovo media rivoluzionario: dalla stampa, alla televisione, al semplice fax. Il libro è interessante poiché offre una documentazione ampia, che consente di contro argomentare alcune vulgate sui social media. La prima idea a saltare è che esista una realtà quotidiana e, a fianco, una realtà eterea e impalpabile.  Suggestivo ma falso: intanto i crocevia di smistamento del traffico web non sono nuvole o cyberspazio virtuale ma pietra, ferro e vetro, luoghi fisici soggetti ai danni dei black out, delle alluvioni, degli esplosivi! Poi se guardiamo alla rete con sano realismo ci accorgiamo che giornali, libri, web, old e new media si mischiano ad ogni nostro gesto. Il web è la nostra vita, ne è una parte almeno. Per capire il web e il nostro tempo dobbiamo prima comprendere noi stessi, senza lasciarci impietrire dalla Gorgone high-tech, sottolinea Riotta, che in modo molto piacevole mischia nel libro storia, religione, filosofia e letteratura.

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Incontri di qualità


Questo progetto si propone di collocare Coop al centro di un network, di trasformare le nostre organizzazioni in hub della qualità e della cultura agro-alimentare.

Da un lato il progetto offre l’occasione a Coop di approfondire la conoscenza dei migliori produttori, del prodotto a marchio e non solo, per qualità dell’offerta complessiva: dal prodotto, ai luoghi di produzione, al rispetto dell’ambiente, alla storia organizzativa.

Dall’altro prevede che la conoscenza sia messa in rete, distribuita ai soci e ai clienti in diverse modalità.

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Ruoli della comunicazione in rete


Nel 2012 la Scuola ha realizzato il seminario “Vendere ai social. Il
marketing e la comunicazione ai tempi dei social media” nel quale
Gianluca Diegoli e Mariangela Ziller, esperti di comunicazione in
rete, hanno proposto un percorso introduttivo alle dinamiche del web
2.0 evidenziando come queste stiano cambiando le relazioni sociali:
dal modo di reperire le informazioni o di impiegare il tempo libero, a
quello di esprimere la propria partecipazione alla vita democratica, a
quello di scegliere cosa consumare. Niente funziona più come 10
anni fa. In questo contesto anche le Cooperative e Coop Italia hanno
incrementato la presenza on line in modo esponenziale, soprattutto
negli ultimi due anni, aprendo siti, account su youtube e sui principali
social network.
Chi sono i colleghi che si occupano della comunicazione con i dipendenti
e con i soci nelle nostre Cooperative? Dal censimento compiuto
in occasione del seminario, abbiamo appreso che si tratta di poche,
pochissime persone per ogni organizzazione, spesso supportate da
fornitori esterni, spesso approdate a questa professione a partire da
altre, anche abbastanza distanti.
Per questi colleghi, pionieri in un ruolo di grande visibilità e responsabilità,
intendiamo proporre nel 2013 un percorso di formazione
modulare, frequentabile cioè per intero o anche in modo parziale,
secondo esigenze e interessi individuali.
Il primo obiettivo è quello di mettere in rete le esperienze delle diverse
Cooperative rispetto alle dinamiche relazionali del web 2.0, consapevoli
che le velocità con le quali le diverse organizzazioni si muovono
rispetto a questa prospettiva è differente. Inoltre c’è l’intento di
creare un dialogo con esperti del web in grado di prospettare scenari,
fornire linee guida e eventuali occasioni di consulenza su progetti
in corso nelle varie organizzazioni, che in aula possono diventare casi
di studio e occasioni concrete di apprendimento.
La progettazione del Percorso sarà realizzata attraverso un gruppo di
lavoro che riunisce le Cooperative maggiormente interessate.

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