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Oltre il confine: L’economia collaborativa è cooperazione?


definitivo volantino 7 giugnoL’approfondimento del pomeriggio e i materiali completi

Il 23 giugno 2016 si è svolto a Scuola Coop un seminario del ciclo “Oltre il Confine” dal titolo “L’economia collaborativa è cooperazione?”. Al mattino abbiamo ascoltato quattro interventi sul tema della sharing economy mentre al pomeriggio abbiamo interagito con operatori di questo settore e con colleghi che stanno seguendo progetti di economia collaborativa nelle Cooperative. Abbiamo infine cercato di portare a sintesi le riflessioni dei partecipanti.

In questo articolo spieghiamo i motivi che hanno portato Scuola Coop a promuovere il seminario del mattino e ripercorriamo in sintesi i contributi di Andrea Rapisardi, Marta Mainieri, Vanni Rinaldi e Trebor Sholz.

Nel pomeriggio abbiamo dialogato con Luisa Galbiati, promotrice della piattaforma di cucina diffusa SoLunch, e con Michele Pasinetti, direttore generale della rete Cauto, che ha promosso il Banco di Comunità di Castiglione delle Stiviere. Inoltre abbiamo conosciuto in anteprima, insieme a Riccardo Olmi di INRES, il progetto “La spesa social” che dall’autunno sarà attivo in alcuni supermercati Coop e il progetto Il crowdfunding per San Paolo di Pisa che ci è stato raccontato da Claudio Vanni di Unicoop Firenze. Accedi per continuare a leggere il post

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Welfare Aziendale e Benessere Organizzativo


altanmiami

da http://espresso.repubblica.it/altan

È possibile che la salute di una persona dipenda anche dalla qualità del lavoro che fa (per non dire poi se il lavoro non ce l’ha!)?

È possibile che i presupposti che “governano” la maggior parte dei contesti organizzativi non siano molto sani? Nemmeno per coloro che governano?

È possibile che il welfare aziendale sia una forma di carità? Oppure un modo per risparmiare un po’ di soldi facendo bella figura con i “dipendenti? Oppure un modo per promuovere una nuova stagione di protagonismo sociale e democrazia? Oppure l’inizio di una stagione in cui si riaffermerà una idea del lavoro e della vita non separati irriducibilmente come nelle corde del neoliberismo che ci accompagna da almeno 40 anni?

E’ possibile che una idea di impresa basata solo sul profitto non sia caratteristica della tradizione industriale italiana? E addirittura sia anticostituzionale?

E ancora: Noi Cooperatori che organizzazioni vogliamo? Che società vogliamo? Come vogliamo stare tra di noi? Cosa intendiamo per benessere organizzativo? Accedi per continuare a leggere il post

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“Patto intergenerazionale e organizzazioni possibili”


manifesto dirigibile 21 copia“Oltre il confine” Viaggio nel mondo del management che pensa

2° incontro: “Patto intergenerazionale e organizzazioni possibili” Un futuro possibile

21 novembre 2014, ore 9,30, Scuola Coop di Montelupo Fiorentino
 

L’argomento su cui ci confrontiamo oggi è un fenomeno sociale, antropologico, psicologico ed economico che ci riguarda tutti indipendentemente dall’età, dal ruolo, dal genere.

La maggiore longevità della popolazione, infatti, ha conseguenze multiple e mette alla prova i criteri con cui abbiamo concretamente vissuto il patto tra le generazioni da una parte e i luoghi organizzati del vivere civile dall’altra, comprese le organizzazioni del lavoro e i luoghi istituzionali della politica e dello Stato.

Il ricambio generazionale ai vertici è certo importante, ma rischia di far concentrare il pensiero su aspetti riguardanti la esclusiva ricerca del potere. Se ai vertici di tutti le aziende, se ai vertici della politica, ci fossero solo giovani scintillanti e twittanti, avremmo comunque il problema di una popolazione lavorativa più longeva con implicazioni valoriali, economiche, organizzative non risolvibili con un algoritmo inventato da questa o quella società di consulenza. Questo fenomeno mette alla prova i criteri con cui abbiamo costruito nel tempo le nostre vite e le nostre organizzazioni e il disorientamento che molti di noi vivono non è un problema individuale. Ed è legittimo chiedersi quanto gli attuali disegni organizzativi siano in grado di reggere il cambiamento che ci coinvolge e quanto non siano parte in causa della crisi. È legittimo chiedersi come possiamo muoverci guardando al futuro a partire dal presente.

La giornata odierna è pensata per offrire stimoli, suggestioni e ipotesi.

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Alcune buone ragioni per rimettersi a studiare


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In memoria di Tullio de Mauro, scomparso il 5 gennaio scorso. Lo ricordiamo con commozione, ricordando l’intervista che ci ha regalato.
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Post dello scorso ottobre 2014

La prima buona ragione è che la crisi non è solo economica, ma culturale sociale, antropologica. Ambientale. Ma se ne parla come se fosse qualcosa al di fuori di noi, una cosa che capita accidentalmente e che subiamo. Se ne parla come l’automobilista che nel traffico cittadino impreca contro gli altri automobilisti rei di non facilitargli la vita con la loro presenza. E se si fosse anche noi a provocarla la crisi, invece che subirla, con stili di vita, di pensiero e organizzazioni inadeguate al ben vivere?

La seconda buona ragione è che non è possibile non avere/essere una cultura. In Coop stiamo progressivamente perdendo consapevolezza di quale sia la nostra. Penso che non riflettere, non mettere mano, non considerare tempo utile la manutenzione della propria cultura possa essere catalogato come suicidio.

La terza buona ragione è di carattere ambientale. Siamo dentro una catastrofe dovuta a cambiamenti climatici che chiunque di noi non sia distratto può agevolmente riconoscere. Eppure continuiamo a parlare di rilancio di consumi o di piani industriali con gli stessi criteri che ci hanno portato sin qui. I criteri novecenteschi con cui valutiamo economia e politica, tra cui destra e sinistra, sono oggi irrealistici. Oggi dovremmo chiederci se la politica e l’economia, se le nostre imprese, favoriscono e conservano la vita e i legami sociali oppure distruggono entrambi. Leggi il seguito

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“Oltre il confine” Viaggio nel mondo del management che pensa


Manifesto

Che cos’è un confine?

Un modo per dividere il mondo tra noi e loro.
Una buona occasione per litigare.
Il piacere della scoperta
Un’occasione per guardare più in là
Il presupposto per una prigione
Un modo per stare bene con gli altri
Un gioco
Il presupposto per l’esclusione
Il presupposto per l’inclusione
La giusta distanza tra le persone
Il vero centro del mondo.

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