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In ricordo di Tullio De Mauro


tulliodemauroUn mese fa se n’è andato Tullio De Mauro. Linguista, Ministro della pubblica istruzione, ma soprattutto non molto ascoltato combattente per la democrazia,  per il diritto e il dovere dello studio, per il diritto all’apprendimento e alla consapevolezza. Un po’ come Don Milani, anche se in forme diverse.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo a Roma tre anni fa, nella sua abitazione, per una intervista che eravamo “costretti”  a fare dal momento che ormai si spostava molto poco. L’età, infatti, suggeriva di dosare le forze e per averlo a Scuola Coop l’unica possibilità era fare un video. Insieme a Matteo De Nicolò, che con un suo collega allestì un volante set di registrazione nella sala del professore, si ebbe conferma di ciò che trapelava dalla sua vita pubblica di scienziato e politico: eravamo di fronte a un Signore. Un uomo coltissimo di fronte al quale per me era inevitabile qualche goccia di sudore dovuta al timore reverenziale e alla consapevolezza di trovarmi di fronte a un gigante.

Ma come tutti i veri giganti, come tutti i veri maestri, la sua cultura non era un muro. Il suo parlare era lento, sobrio, semplice, senza tecnicismi, ma chiarissimo. Nessun atteggiamento saccente, nessun vanto, tratto narcisista o egocentrico. Nessuna ostentazione. Nel corso del dialogo, perché tale mi sembrò più che una intervista, ebbe modo anche di suggerirmi un libro di Milgram, Obbedienza all’autorità. Non gli dissi che avevamo fatto una bella iniziativa sul tema proprio grazie anche a quella lettura. Ma ebbi la soddisfazione di pensare che quando alcune nostre proposte di Scuola Coop vengono da alcuni liquidate come “filosofia” (tra l’altro non si capisce perché questo disprezzo per la materia visto che anche una certa economia nasce da lì: Adam Smith era un filosofo morale), il problema non sta certo nelle iniziative.

Gli portammo come regalo un bel cesto di prodotti Fior Fiore a cui reagì con un gran sorriso e un grazie convinto e ripetuto. Quando finì la registrazione, un’ora spaccata, non un minuto di più come mi aveva promesso al telefono, sempre con lo stesso tono con cui aveva affrontato i temi che si possono ascoltare nel video, mi chiese se noi della Coop potevamo fare qualcosa per far ritornare in vendita i pomodori San Marzano. “Erano così buoni – disse – ma non si trovano più. La coop non potrebbe fare qualcosa?”

Forse fu in seguito a quell’incontro che maturammo l’idea di progettare un’attività che riguardasse il linguaggio. Ma la verità è che in molte occasioni sia i nostri colleghi, sia studiosi di discipline molto diverse avevano messo l’accento su un problema, anche di Coop, relativo al linguaggio.

Così adesso abbiamo la nostra bella attività dal titolo “Laboratorio della parola” curato anche da Daniela Regnicoli e Valeria Ferini, con la docenza di Adriano Zamperini dell’Università di Padova. Inutile dire che un’attività di questo genere non si riscontra in nessuna delle Business School o delle attività formative manageriali “del regno”. Inutile anche dire che l’attività, finanziata e quindi a costi bassissimi, è frequentata da poche persone che ruotano intorno all’area del personale e della Comunicazione. Nessuna altra funzione presente. Non stupisce e purtroppo se ne conosce almeno uno dei motivi: abituati da anni e anni in cui ci hanno formattato a scuola convincendoci che geografia, storia, matematica italiano etc. etc. sono totalmente separate tra loro, concepiamo identicamente le nostre funzioni aziendali. Così un “commerciale”, un “amministrativo”, un “tecnico”, non incroceranno mai, almeno nella loro professione o nel loro ambiente di lavoro, argomenti come quelli da noi trattati. Come se non fossero essere parlanti. Come se le loro attività non avessero a che fare con le parole. Come se vendite e parole fossero mondi separati.

Uno degli ultimi scritti di Tullio De Mauro è la prefazione di un libro molto interessante di Alberto Orioli, vice direttore del Sole 24 ore: Gli oracoli della moneta. L’arte del linguaggio dei banchieri centrali. A pagina 13 si legge una affermazione di Ben Bernanke, Presidente della Federal Reserve: “La politica monetaria è per il 98% parole, per il 2% azione”

La frase non afferma che quel 98% di parole è inutile, come qualche “teorico del fare” potrebbe essere portato a credere. Segnala al contrario che in quell’agire la parte preponderante è costituita dalle parole, dal linguaggio, da “discorsi” che costituiscono il terreno sulle quale le azioni attecchiscono. Nel bene e nel male.

Ancora una volta si conferma quindi che non ci sono attività filosofiche, disprezzabili. Ma solo filosofie diverse. Quella che dice che in qualsiasi attività sia meglio uscire dal proprio guscio, curiosare per il mondo, e cercare di conoscere oltre il confine della propria professione o posizione, a noi sembra ancora la migliore.

Grazie di cuore a Tullio De Mauro per tutto ciò che ci ha insegnato, anche se ancora fatichiamo a impararlo. Comunque sia il suo lavoro non è stato tempo perso. Troverete qui il video completo. Dura un’ora. Certo non è leggerissimo. Ma si può vederlo in 6 comode rate da 10 minuti ciascuna. Meno appassionante, ma certamente con un impegno di tempo decisamente inferiore a quello di qualsiasi serie televisiva.

Enrico Parsi

Foto inizio articolo: internazionale.it

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Con quel pensiero un pò così…


manomissioni.previewPer chi si occupa di comunicazione, relazioni interpersonali, per chi crede che con le parole non si descriva il mondo, ma se ne costruisca uno, il linguaggio della politica è una fonte continua di stimolo, ma anche la dimostrazione di come le trappole a cui noi tutti siamo sottoposti prescindano dagli (ormai sbiaditi) colori politici.

Diversi anni fa era Silvio Berlusconi che inventava slogan di facile presa come “noi siamo quelli che amano”, intendendo così affermare che tutti gli altri odiavano e che il bene stava solo dalla sua parte (ma forse più prosaicamente aveva in testa le feste con le “orgettine”). Leggi il seguito

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Parole soltanto parole, parole tra noi…


Pubblicato da Enrico Parsi

Slaid, treining on de giob, lirningorganizescion, totalquoliti, performans, bestpractis, empauerment, insaid, castomersatisfescion, mitin, coffibrek, senior e iunior, turnova, beccoffis, niusletta, timbildin, lain, renginerin, iumanresors, startap, treinin, treininondegiob, visuallirnin, profescional, castomercear, progectmenager, lirninghinnovescion.

Giastintaim, coccing, mentoring, progetlaif, brifin e debrifin, skillz, bestpractiz, giob, uorksciop, devlopmensentar, breinstormmin, miscion, tecnicalitis, facilitimenagement, governanz, bencimarkin, socialresponsabiliti, steiccolder, menager, diversitimenager, autput, brend, riteil, riteiltur, stoccopsciontz, assessment, muvi treining, bisnes, rolplain, cearmen. Cheisistori, beccap, fud, corporeit. Conferenzcoll.

Noau!

And so on…

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Parole soltanto parole, parole tra noi: Velenosi!


Pubblicato da Enrico Parsi

Le nostre abitudini linguistiche spesso coincidono con le nostre abitudini mentali e le determinano.

Chi ha visto il film “Palombella rossa” ricorderà la scena in cui Nanni Moretti prende a schiaffi la giornalista che lo sta intervistando, colpevole di aver interpretato il suo pensiero con un linguaggio astruso, politichese, contorto. Moretti reagisce dicendo più o meno le seguenti parole: “Io non parlo così, non ho mai detto queste cose.” E finisce: “Chi parla male pensa male! E vive male!”.

Ma cosa significa in effetti “pensare male”?

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Parole soltanto parole, parole tra noi…


Pubblicato da Enrico Parsi

Il giorno ad urlapicchio

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi

col cielo dagro e un fònzero gongruto

ci son meriggi gnàlidi e budriosi

che plòghidan sul mondo infragelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi

un giorno tutto gnacci e timperlini,

le nuvole buzzìllano, i bernecchi

ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio

un giorno carmidioso e prodigiero,

è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio

in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

 

Fosco Maraini, da “Gnosi della fànfole”

Per una po’ di tempo vorrei proporre qualche riflessione sulle parole, sui nostri linguaggi, sui gerghi professionali, tanto amati da chi li usa, ma niente affatto neutri. Sulle parole della politica e su quelle aziendali, manageriali e imprenditoriali che negli ultimi anni sono diventate pervasive non solo andando ad occupare la politica stessa, ma fino al punto di inquinare anche la nostra vita personale.

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E-learning: una proposta di Linee guida


Pubblicato da Gianni Tasselli e Tania Platani, Coop Nordest

Da tempo nelle nostre cooperative sono adottate modalità di autoformazione o di E-learning. Date le diverse necessità occorre dotarsi di una forma di coordinamento concettuale.

Per pensare in modalità parole chiave gli elementi costitutivi dell’ e-learning si potrebbe:

1. Curare la fase di content providing , ovvero costruire i contenuti adatti a questo particolare tipo di formazione: stile e linguaggio che rispecchiano il “mood & feel” dell’azienda; arricchire il percorso di esempi a partire dalle esigenze dell’utente (principio dell’utilità di Knowls) e in cui l’utente possa riconoscersi; dosare / misurare bene numero e scelta delle parole per far si che l’utente sia agevolato, tenendo presente che la lettura a video è diversa dalla lettura di un testo cartaceo. Importante osservare che un insieme di slides non sono un corso e-learning !

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Uno spot che vale un convegno.


Pubblicato da Enrico Parsi

Si è svolto a Scuola Coop un convegno organizzato da ANCC, intitolato “Ritratti di Famiglia” nel quale abbiamo ascoltato interessantissimi interventi di taglio economico e sociale e nel quale abbiamo potuto curiosare sul ruolo della GdO nella crisi e a favore delle famiglie stesse.

Si tratta di un appuntamento ormai classico che il nostro collega Albino Russo, responsabile del Settore Economico di ANCC, organizza nel mese di luglio con grande maestria e con una scelta di temi e relatori sempre affascinante.

Anche quest’anno gli stimoli sono stati  molti e gli interventi si sono caratterizzati per eterogeneità e schiettezza di posizioni, talvolta scomode, e proprio per questo rilevanti. Accedi per continuare a leggere il post

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