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BimbinCoop!


bimbincoop

Mi chiamo Sara, e la mia mamma lavora qui in gastronomia”. Questa volta gli annunci non riguardavano ‘bimbi persi che attendono la mamma al box’, ma figli di dipendenti che dicevano  a viva voce e a tutto il mondo che la loro mamma, o il loro papà (in un caso la nonna!) lavorano proprio lì, in quell’Ipercoop.

E ai loro annunci i clienti si sono spesso fermati a sorridere. Qualcuno, emozionato, ha addirittura battuto le mani.

Con la prima edizione di “BimbinCoop”, i sette ipermercati di Coop Liguria si sono aperti ai figli dei dipendenti per mostrare loro dove lavorano mamma e papà.
È stata una bella festa, che ha coinvolto, divertito e commosso Soci, clienti e dipendenti.

La giornata si è svolta all’insegna della manifestazione nazionale “bimbi in azienda” promossa dai quotidiani La Stampa e Il Corriere della Sera del 27 maggio. Abbiamo scelto di spostarla al 2 giugno per facilitare la partecipazione, grazie alla chiusura delle scuole.

Hanno aderito 110 bambini (su una popolazione complessiva di circa 1.200 dipendenti) che sono stati accolti dai capi reparto e da questi accompagnati – assieme ai loro genitori – a visitare gli uffici, i laboratori, i magazzini, i locali comuni.

Dopo aver “giocato” con l’altoparlante del box informazioni, bimbi e genitori (in qualche caso nonni) hanno concluso la giornata in sala formazione, con alcune animatrici della Cooperativa Pandora che hanno organizzato giochi e attività creative. Dopo la merenda (ovviamente prodotti della linea Club 4-10) ad ogni bimbo è stato regalato un peluche degli Amici della Fattoria, per ricordare la giornata.

Per i genitori è stata un’occasione speciale. Frequentare uffici, magazzini e laboratori al di fuori dell’orario di lavoro, in borghese, col proprio figlio per mano, spiegandogli cosa fa papà, o mamma, quando la mattina esce per andare a lavorare, ha consentito di vedere diversamente il proprio lavoro.

scritto da Maurizio Fasce, Responsabile politiche del personale Coop Liguria, divisione ipermercati

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Riflessionie e altro ancora sulla formazione…


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

DSC_0090Nel scrivere i vari post per Scuola Coop mi sono sempre posta nell’ottica del formatore e ho provato, non so se con successo o meno, a portare le mie riflessioni sulla formazione in azienda, sulle sue prospettive, sui suoi limiti oggettivi e soggettivi..

Mi è sembrato interessante allora provare a cambiare la prospettiva e ho chiesto ai due ragazzi che l’anno scorso hanno partecipato al Coop Contest di scrivere le loro riflessioni sulla formazione in generale, senza limiti imposti..

Questo è quello che mi hanno risposto.

“La formazione, specialmente all’interno del mondo Coop, può fare brutti scherzi.

Spesso ci immaginiamo che la persona che percorre la “scalata” alla collinetta di Montelupo sia una persona diversa da quella che a fine giornata la percorre in discesa (usiamo il freno motore, mi raccomando..). Ci piace immaginarci così, più ricchi di idee e strumenti, più “formati”. Spesso non ci andiamo neanche tanto lontani in effetti. Forse.

Più raramente invece, pensiamo al fatto che a fine giornata non siamo la stessa persona che è entrata in ufficio o negozio o magazzino.

Separare mentalmente queste due cose a volte sembra sufficiente per sentirsi cresciuti: è facile associarlo ad un luogo ed un tempo definiti invece che sparpagliato in qualche momento imprecisato e nello stesso luogo dove viviamo la nostra quotidianità lavorativa.

Purtroppo credo che a volte non basti.

Coop ha creato Scuola Coop per fornirci gli strumenti, i metodi, le esperienze e visioni diverse dalle nostre, in buona sostanza per fornirci quello che ci consente di crescere, se lo vogliamo. Accedi per continuare a leggere il post

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Igiene del formatore


Pubblicato da Matte Canato, Nova Coop

“Presso  Nova Coop è stato organizzato un corso di formazione destinato ai capi reparto, del canale supermercati, in ruolo da lungo periodo. Le giornate formative sono state realizzate con l’intento di rafforzare e valorizzare la loro professionalità al fine di  sviluppare competenze sia di tipo tecnico (inerenti, ad esempio, all’uso di sistemi informatici) sia di tipo trasversale (come comprendere l’importanza di una comunicazione efficace all’interno di un punto vendita).

Durante il corso sono state impiegate sia metodologie tradizionali, riconducibili a lezioni di tipo frontale, proiezione di slides e uso della lavagna mobile, che innovative come: giochi di ruolo, esercitazioni che richiedevano l’uso di immaginazione, creatività e interazione tra gruppi.

Più nello specifico, è stata progettata una giornata con l’obiettivo di far comprendere ai destinatari che all’interno del punto vendita, una comunicazione efficace (con capi negozio, colleghi e clienti) e un’adeguata gestione del tempo, sono elementi essenziali per operare con efficienza.

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La formazione e la verità del bambino


Pubblicato da Bruno Degasperi, Sait

copj170.aspMai come in questi tempi l’imperativo è quello di rimanere aderenti alla dura realtà dei fatti. Accade così che il riflesso sulla formazione di questo imperativo sia la critica – diffusa soprattutto tra i livelli medio-alti, come è stato giustamente rilevato da Ilaria Poli in un precedente post – a quella formazione non tecnica che, invece di attenersi al “sano realismo”, a come concretamente si configurano le relazioni all’interno delle organizzazioni, cerca anche di far riflettere le persone su modelli diversi di comportamento, attorno ad alternative possibili all’esistente.

Eppure mai come in questi tempi mantenere una distanza rispetto a questo realismo può consentire alla formazione di presentarsi come una spazio di libertà funzionale al cambiamento. La richiesta di aderenza ai “fatti” nella formazione nasconde una potente insidia, che è quella di far coincidere una legittima pretesa di concretezza con la supina accettazione dei singoli di qualsiasi aspetto dello status quo, comprimendo così le possibilità di far evolvere le organizzazioni.

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La Formazione dell’Uomo


Pubblicato da Gianni Tasselli, Coop Nordest

Quaderni dal carcereQuella volta, in biblioteca, questo libro mi incuriosì. Non sono molti i libri che parlano di questo tema. Vi si raccolgono gli scritti pedagogici di Antonio Gramsci, uno dei pensatori più attuali e profondi. Studiato oggi nelle migliori Università americane, del Nordamerica e del Sudamerica.

La storia di Gramsci un po’ la sanno tutti. Meno si sa davvero cos’ha scritto. Croce lo definiva un pensatore “nostro”, interamente capace di riflettere sui “caratteri” italiani.

Nei Quaderni del Carcere, ma anche negli scritti precedenti, si trovano riflessioni su individualità e personalità, sul rapporto tra educazione intellettuale e attività lavorativa, e altri scritti pedagogici.

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…partiamo dalla fine… Il 13 e 14 febbraio


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

Parlare delle cose belle della Formazione è un compito impegnativo. Sono dell’idea che ogni esperienza formativa porta con sé delle note positive che sono di accrescimento non solo per i discenti ma in primo luogo per il formatore stesso.

Ma partiamo dalla fine… Il 13 e 14 febbraio ho avuto il piacere di poter partecipare alla presentazione dei progetti del Coop Contest a Scuola Coop. La cosa che più mi ha colpito è che i comuni denominatori di tutti e 9 i progetti sono stati valori e passione.

Questo ha riaperto nella mia memoria un cassettino che era rimasto chiuso e che, tolta un po’ di polvere superficiale, si è riaperto lasciandomi sensazioni positive così come hanno fatto i progetti del Contest.

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“…perchè la formazione non può essere uno spot in mezzo ad una lunga trasmissione”


Pubblicato da Bruno de Gasperi, Sait

Questa la curiosa, ma efficace, metafora che ho trovato scritta in un questionario di gradimento al termine di un incontro che si è tenuto nell’ambito della “Formazione continua per Reparti Freschi Sait” che abbiamo tenuto a battesimo l’anno scorso. Sait è un consorzio di cooperative di consumatori, che eroga servizi alle associate, ma ha anche in gestione diretta 34 punti vendita, di medie e piccole dimensioni. Sono perlopiù punti vendita di vicinato, di servizio ad un quartiere, e talora collocati in piccoli centri. Sono realtà dove esiste un forte gap (anzitutto di tipo generazionale), tra il cliente che ricerca un rapporto con l’addetto alla vendita poco mediato e orientato alla socializzazione e il cliente del mordi-e-fuggi. Accedi per continuare a leggere il post

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In 5 per un viaggio lungo e impegnativo…


Pubblicato da Marcello Ceccarelli, Unicoop Tirreno

Sono sincero, anche solo l’idea di scrivere, o meglio “postare”, su un blog mi spaventa un po’…in fondo è come mettersi un po’ a nudo, subentra la paura di sbagliare, di non essere compreso ed apprezzato….non è per me una cosa abituale, non è uno strumento familiare, ma credo che lo debba diventare; condividere esperienze, commentare, avere la possibilità di interagire, sono tutte cose che ritengo davvero utili e riconosco che farlo in questo modo è semplice, veloce e produttivo.

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Noi facciamo la differenza…


Pubblicato da Sergio Colombo, Coop Lombardia

Trovo davvero interessante questa idea del blog sulle “cose belle della formazione”; in primo luogo, perché, l’attività del formatore, credo caratteristica di tutti i lavori, è anche fatta di routine, di corsi obbligatori, di corsi di excel da organizzare e quindi mi piace l’idea di una finestra su ciò che di bello, innovativo, creativo riusciamo, a volte, a realizzare nel nostro lavoro. In secondo luogo, questo blog ci dà la possibilità di mettere in rete esperienze che possono servire alla nostra community di formatori; non sempre è necessario inventare, sinceramente ritengo sia intelligente ed economico anche copiare cose ben fatte e che hanno funzionato.

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