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Riflessionie e altro ancora sulla formazione…


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

DSC_0090Nel scrivere i vari post per Scuola Coop mi sono sempre posta nell’ottica del formatore e ho provato, non so se con successo o meno, a portare le mie riflessioni sulla formazione in azienda, sulle sue prospettive, sui suoi limiti oggettivi e soggettivi..

Mi è sembrato interessante allora provare a cambiare la prospettiva e ho chiesto ai due ragazzi che l’anno scorso hanno partecipato al Coop Contest di scrivere le loro riflessioni sulla formazione in generale, senza limiti imposti..

Questo è quello che mi hanno risposto.

“La formazione, specialmente all’interno del mondo Coop, può fare brutti scherzi.

Spesso ci immaginiamo che la persona che percorre la “scalata” alla collinetta di Montelupo sia una persona diversa da quella che a fine giornata la percorre in discesa (usiamo il freno motore, mi raccomando..). Ci piace immaginarci così, più ricchi di idee e strumenti, più “formati”. Spesso non ci andiamo neanche tanto lontani in effetti. Forse.

Più raramente invece, pensiamo al fatto che a fine giornata non siamo la stessa persona che è entrata in ufficio o negozio o magazzino.

Separare mentalmente queste due cose a volte sembra sufficiente per sentirsi cresciuti: è facile associarlo ad un luogo ed un tempo definiti invece che sparpagliato in qualche momento imprecisato e nello stesso luogo dove viviamo la nostra quotidianità lavorativa.

Purtroppo credo che a volte non basti.

Coop ha creato Scuola Coop per fornirci gli strumenti, i metodi, le esperienze e visioni diverse dalle nostre, in buona sostanza per fornirci quello che ci consente di crescere, se lo vogliamo. Accedi per continuare a leggere il post

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Contest e Merito


Pubblicato da Francesca Zangani, Coop Liguria Divisione Ipermercati

ImmIn questi giorni a Scuola Coop è iniziata la nuova avventura del Coop Contest.

Formalmente avviata da qualche mese, ma solo in questi giorni i 10 progetti sono stati scelti (dalla giuria e dai partecipanti) e gli 82 ragazzi hanno iniziato a lavorarci, con le incognite e le paure che ogni anno si ripresentano.

Quest’anno la mia cooperativa partecipa con un nutrito gruppo di giovani: ben 11 considerando i colleghi dei  supermercati e degli ipermercati insieme e due facilcoach a disposizione dei partecipanti.

Una adesione convinta e decisa, che testimonia non solo la voglia di essere parte di un progetto così bello, ma soprattutto la voglia di valorizzare i giovani di talento, offendo loro un percorso formativo  unico, professionale e umano.

Così come l’anno scorso, la cosa che più mi ha colpita è l’energia e la voglia di fare dei nostri giovani, la voglia di portare il loro contributo, magari piccolo, alla cooperazione; forse Scuola coop è uno dei pochi luoghi del movimento cooperativo dove essere giovani di belle speranze è una virtù da coltivare con cura (ma d’altronde è uno dei compiti della formazione!).

Anche questo, sembra quasi un controsenso, spesso si scontra con le realtà dove noi tutti lavoriamo e dove, in buona parte, sono solo over 50 a definire scelte e strategie; i giovani spesso non hanno molta voce in capitolo. Certo l’esperienza e le capacità sviluppare sul campo e nel tempo sono importantissime, ma a volte un punto di vista diverso, la capacità di accettare e accogliere il nuovo sono anch’esse importanti! Accedi per continuare a leggere il post

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Il crocevia della valutazione del personale


Pubblicato da Bruno Degasperi, Sait soc.coop.

filosofi

Platone e Aristotele

La lettura del libro di Miguel Benasayag edito da Scuola Coop contiene spunti di riflessione molteplici, e decisamente accattivanti per chiunque intenda aggiungere un surplus di riflessione al lavoro che è chiamato a svolgere. Tra le altre cose, l’illuminante ripresa che fa Benasayag di Aristotele (per il quale lo schiavo era l’uomo “flessibile”, capace di occuparsi di molte cose diverse tra loro, mentre l’uomo libero era colui che aveva un talento e un destino da assecondare) mi ha ulteriormente convinto della fondatezza di una tesi sostenuta da Martha Nussbaum, che difende il valore della cultura umanistica come fattore di crescita democratica nella società contemporanea. Accedi per continuare a leggere il post

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Il tema della “Intergenerazionalità”


Pubblicato da Romeo Cambi, Unicoop Firenze

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Obiettivi conoscitivi

Da un lato, l’allungarsi delle aspettative medie di vita e la revisione dell’età di pensionamento (per motivi di sostenibilità finanziaria dei sistemi previdenziali nazionali) determinano un aumento del periodo speso dalle persone al lavoro; dall’altro, l’accelerazione dei cambiamenti sociali e culturali – sostenuta e diffusa sempre più dalle possibilità di comunicazione legate alla nuove tecnologie – genera a sua volta un accorciamento dei cicli generazionali, che risultano sempre più compressi entro archi temporali ristretti. In altri termini, se tra i nostri bisnonni e i nostri nonni le differenze generazionali erano minime, dato che il mondo cambiava molto lentamente, quelle tra noi e i nostri figli saranno enormi (si pensi solamente allo spartiacque rappresentato dell’essere “nativi” o “migranti” digitali).

Le politiche di reclutamento della nostra cooperative hanno portato all’interno dell’organizzazione, in maniera virtuosa, soprattutto negli ultimi anni, generazioni anagrafiche differenti che vanno dai giovani al primo impiego ai quarantenni e ultraquarantenni in cerca di nuova occupazione.

Il risultato è che nei luoghi di lavoro si concentrerà un numero di generazioni crescente – sia dal punto di vista anagrafico che di anzianità di servizio – portatrici di visioni del mondo e di competenze professionali, di storie e vissuti personali profondamente diversi e potenzialmente conflittuali, perché crescenti saranno le differenze di valori, atteggiamenti e comportamenti che caratterizzeranno i diversi gruppi. La coesistenza e la sovrapposizione in alcuni casi rischia, sotto la spinta di esigenze produttive sempre più pressanti e di richieste del mercato sempre più veloci e dinamiche, di sfociare non in un sincretismo positivo ma nel “muro contro muro” e nella lotta di posizione “giovani” e “anziani”, “nuovi” e “vecchi”, nell’arroccamento in schemi contrapposti, nell’appello al passato come fonte dei valori e delle virtù, o in quello alle tecnologie – come fonte del progresso e della competizione – alla disponibilità, alla capacità di condivisione dei cambiamenti. Accedi per continuare a leggere il post

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La cura del Talento


Pubblicato da Barbara Zavatti, Coop Estense

La cura del talentoNato come unità di misura di denaro nell’antica Grecia, commutato nel significato di oggi dalla parabola di Gesù. Dote, dono, inclinazione, desiderio, abilità naturale. Abbandonato a sé, non ha nessun valore, è nell’investimento della vita che si trasforma  in valore.

“…Troviamo la cosa che nella vita ci attrae di più e facciamola. Che quell’unica cosa faccia così parte di noi che sia naturale come il respirare; tanto naturale come lo è per l’ape cogliere il miele, è per l’albero perdere le sue vecchie foglie in autunno e far crescere quelle nuove in primavera. Se studiamo la natura troviamo che ogni creatura, uccello, albero e fiore, ha il suo proprio ruolo, la sua funzione ben definita e particolare con la quale aiuta e arricchisce l’intero universo….La loro vita è una vita di bellezza e utilità. Il loro lavoro è così naturale per loro, che è la loro vita. Il nostro vero lavoro quando lo troviamo ci appartiene, ci si addice, è senza fatica, è facile, è una gioia, non ce ne stanchiamo mai, è il nostro passatempo. Fa sbocciare da noi la nostra vera personalità e tutti i talenti e capacità che stanno dentro di noi in attesa di essere manifestati. In questo siamo felici e a nostro agio; solo quando siamo felici possiamo fare del nostro meglio…”

“Libera te stesso” di Edward Bach  Accedi per continuare a leggere il post

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Il potere dell’ascolto


Pubblicato da Marcello Ceccarelli, Unicoop Tirreno

Potere dell'ascolto

In Unicoop Tirreno stiamo vivendo un momento particolare, importante, probabilmente decisivo……La Cooperativa ha iniziato questo percorso da circa due anni, con una profonda riorganizzazione a livello di Direzione e con scelte importanti che hanno riguardato tutto l’apparato che gestisce la Rete Vendita.

Gli obiettivi sono importanti:

* Ripensare ad una diversa presenza in Campania

* La riorganizzazione degli ipermercati e la conseguente trasformazione in Superstore

* L’efficientamento in tutta la Rete Vendita

* Il rilancio commerciale

In questo quadro, sicuramente complicato, è facile pensare che la formazione, lo sviluppo e la gestione delle risorse siano temi secondari, ai quali non abbiamo tempo da dedicare, ai quali forse penseremo quando avremo sistemato cose più importanti…….questo è un rischio ( personalmente mi piace definirlo in questo modo ) che corriamo sia all’interno della Direzione del Personale ma anche dentro ad altri Settori, è un pensiero pericoloso che può definirsi trasversale, che può effettivamente limitare l’attenzione verso le nostre persone.

Mi piace evidenziare però come le intenzioni della Cooperativa vadano in altra direzione, ovvero verso il sostegno forte alle risorse umane, verso il loro sviluppo, verso un miglioramento della professionalità, come base per sostenere le attività decisive che è necessario portare avanti. Accedi per continuare a leggere il post

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Un’esperienza di vita professionale


Pubblicato da Marcella La Rocca, Unicoop Firenze

Questo più che un articolo vuole essere una riflessione, una condivisione rispetto al mio “vissuto” in cooperativa fino ad oggi.

Tutto nasce nell’Aprile del 2011, quando un’agenzia di somministrazione mi contatta per un lavoro. L’impegno era inizialmente di due mesi, fino all’estate , in Direzione RU, ufficio formazione, azienda : Unicoop Firenze.

Amici, parenti , tutti super entusiasti, fra congratulazioni e complimenti, non smettevano di dirmi che di questi tempi ero stata molto fortunata. Io non capivo, mi sembrava normale, tutto questo entusiasmo perché? In fin dei conti era solo un lavoro, un’esperienza come tante altre …

Da li a poco le cose per me iniziarono a cambiare, a prendere una piega diversa. Dai due mesi iniziali, passammo a quattro, sei , fino ad arrivare a un anno. Anche il lavoro in ufficio cambiava, pian piano acquisivo sempre più responsabilità e autonomia.

Il mio lavoro in cooperativa è iniziato quando al suo interno stavano cambiando molte cose . In questo periodo storico, di crisi economica e non solo, anche Unicoop Firenze ha sentito il bisogno di rinnovarsi e di affermare con più forza valori e radici che la caratterizzano e la distinguono dalle altre aziende.

In questo il mio settore ( Formazione e cambiamento organizzativo ) ha avuto un ruolo strategico, di notevole importanza, noi del resto siamo i promotori del cambiamento. Diversi sono stati i progetti che abbiamo realizzato e che tutt’ora stiamo portando avanti. Il centro di tutto è la distintività cooperativa e i valori che la caratterizzano.

Particolare rilievo hanno avuto le attività svolte per il progetto “ Cultura dell’impresa cooperativa”, progetto che ha l’obiettivo di dare a tutti , “vecchi” e “nuovi”, quel senso di orgoglio che deriva dal lavorare per gli altri, per l’interesse generale, comune. Accedi per continuare a leggere il post

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Dobra Dan Talijanski


Pubblicato da Gianni Tasselli, Coop Nordest

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Quel giorno dovevamo sbarcare a Zagabria, e l’idea di dover comunicare coi croati mise qualcuno in apprensione: facciamo corsi di inglese per tutti ?  Invece preso contatto con gli indigeni scoprimmo che i loro giovani diplomati sapevano l’italiano. O meglio, che erano veramente bravi con le lingue. I diplomati conoscono tutti almeno tre lingue, scritte e parlate. Cioè tedesco, russo e italiano, oppure francese, inglese, russo. Oppure ancora tedesco, inglese e italiano. E poi almeno due lingue della Yugoslavia. Si perché il serbo-croato è una lingua con due alfabeti, il cirillico e il latino, latino con 32 segni. A proposito, quanto conta studiare il latino a scuola ?

Ma non è solo la lingua la specialità dei giovani croati, assieme all’aspirazione a viaggiare in Italia.

In ogni scuola di ogni ordine e grado fanno gare di matematica tra loro, spontaneamente. Quanto sia vero lo abbiamo riscontrato al momento di fare esercitazioni agli allievi capi reparto sulla formazione dei prezzi. Ci eravamo detti, con le traduzioni per parlarci, ci servirà più tempo. Invece ci è voluta la metà del tempo utilizzato con gli allievi italiani, perché i croati facevano le operazioni matematiche a mente. Ipercompetitivi, facevano a gara nei gruppi per chi arrivava prima al risultato. Accedi per continuare a leggere il post

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Igiene del formatore


Pubblicato da Matte Canato, Nova Coop

“Presso  Nova Coop è stato organizzato un corso di formazione destinato ai capi reparto, del canale supermercati, in ruolo da lungo periodo. Le giornate formative sono state realizzate con l’intento di rafforzare e valorizzare la loro professionalità al fine di  sviluppare competenze sia di tipo tecnico (inerenti, ad esempio, all’uso di sistemi informatici) sia di tipo trasversale (come comprendere l’importanza di una comunicazione efficace all’interno di un punto vendita).

Durante il corso sono state impiegate sia metodologie tradizionali, riconducibili a lezioni di tipo frontale, proiezione di slides e uso della lavagna mobile, che innovative come: giochi di ruolo, esercitazioni che richiedevano l’uso di immaginazione, creatività e interazione tra gruppi.

Più nello specifico, è stata progettata una giornata con l’obiettivo di far comprendere ai destinatari che all’interno del punto vendita, una comunicazione efficace (con capi negozio, colleghi e clienti) e un’adeguata gestione del tempo, sono elementi essenziali per operare con efficienza.

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Formare i responsabili: una responsabilità…


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

imagesCAMLGDXLQuando si affronta il tema della formazione dei profili aziendali alti (quadri) spesso ci troviamo di fronte a barriere psicologiche di varia natura.

La prima generalmente è la presunzione che arrivare a quella posizione organizzativa definisca la persona che la ricopre già “completa” e molte volte non si ritiene necessario essere coinvolti in piani formativi né di gruppo né tantomeno individuali.

L a giornata di formazione viene colta da alcuni come “perdita di tempo” perché “c’è da lavorare”. Persiste spesso l’idea che formarsi, soprattutto se le materie affrontate non sono specifiche/tecniche ma trasversali, sia poco necessario, se non superfluo.

In questo panorama generale e diffuso, abbiamo deciso di organizzare un corso in house per tutti i quadri aziendali e per il responsabile del personale (che sono io…) sulla gestione economica delle risorse umane in un’ottica di ottimizzazione organizzativa e gestionale.

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