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Riflessionie e altro ancora sulla formazione…


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

DSC_0090Nel scrivere i vari post per Scuola Coop mi sono sempre posta nell’ottica del formatore e ho provato, non so se con successo o meno, a portare le mie riflessioni sulla formazione in azienda, sulle sue prospettive, sui suoi limiti oggettivi e soggettivi..

Mi è sembrato interessante allora provare a cambiare la prospettiva e ho chiesto ai due ragazzi che l’anno scorso hanno partecipato al Coop Contest di scrivere le loro riflessioni sulla formazione in generale, senza limiti imposti..

Questo è quello che mi hanno risposto.

“La formazione, specialmente all’interno del mondo Coop, può fare brutti scherzi.

Spesso ci immaginiamo che la persona che percorre la “scalata” alla collinetta di Montelupo sia una persona diversa da quella che a fine giornata la percorre in discesa (usiamo il freno motore, mi raccomando..). Ci piace immaginarci così, più ricchi di idee e strumenti, più “formati”. Spesso non ci andiamo neanche tanto lontani in effetti. Forse.

Più raramente invece, pensiamo al fatto che a fine giornata non siamo la stessa persona che è entrata in ufficio o negozio o magazzino.

Separare mentalmente queste due cose a volte sembra sufficiente per sentirsi cresciuti: è facile associarlo ad un luogo ed un tempo definiti invece che sparpagliato in qualche momento imprecisato e nello stesso luogo dove viviamo la nostra quotidianità lavorativa.

Purtroppo credo che a volte non basti.

Coop ha creato Scuola Coop per fornirci gli strumenti, i metodi, le esperienze e visioni diverse dalle nostre, in buona sostanza per fornirci quello che ci consente di crescere, se lo vogliamo. Accedi per continuare a leggere il post

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Il crocevia della valutazione del personale


Pubblicato da Bruno Degasperi, Sait soc.coop.

filosofi

Platone e Aristotele

La lettura del libro di Miguel Benasayag edito da Scuola Coop contiene spunti di riflessione molteplici, e decisamente accattivanti per chiunque intenda aggiungere un surplus di riflessione al lavoro che è chiamato a svolgere. Tra le altre cose, l’illuminante ripresa che fa Benasayag di Aristotele (per il quale lo schiavo era l’uomo “flessibile”, capace di occuparsi di molte cose diverse tra loro, mentre l’uomo libero era colui che aveva un talento e un destino da assecondare) mi ha ulteriormente convinto della fondatezza di una tesi sostenuta da Martha Nussbaum, che difende il valore della cultura umanistica come fattore di crescita democratica nella società contemporanea. Accedi per continuare a leggere il post

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La cura del Talento


Pubblicato da Barbara Zavatti, Coop Estense

La cura del talentoNato come unità di misura di denaro nell’antica Grecia, commutato nel significato di oggi dalla parabola di Gesù. Dote, dono, inclinazione, desiderio, abilità naturale. Abbandonato a sé, non ha nessun valore, è nell’investimento della vita che si trasforma  in valore.

“…Troviamo la cosa che nella vita ci attrae di più e facciamola. Che quell’unica cosa faccia così parte di noi che sia naturale come il respirare; tanto naturale come lo è per l’ape cogliere il miele, è per l’albero perdere le sue vecchie foglie in autunno e far crescere quelle nuove in primavera. Se studiamo la natura troviamo che ogni creatura, uccello, albero e fiore, ha il suo proprio ruolo, la sua funzione ben definita e particolare con la quale aiuta e arricchisce l’intero universo….La loro vita è una vita di bellezza e utilità. Il loro lavoro è così naturale per loro, che è la loro vita. Il nostro vero lavoro quando lo troviamo ci appartiene, ci si addice, è senza fatica, è facile, è una gioia, non ce ne stanchiamo mai, è il nostro passatempo. Fa sbocciare da noi la nostra vera personalità e tutti i talenti e capacità che stanno dentro di noi in attesa di essere manifestati. In questo siamo felici e a nostro agio; solo quando siamo felici possiamo fare del nostro meglio…”

“Libera te stesso” di Edward Bach  Accedi per continuare a leggere il post

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Un’esperienza di vita professionale


Pubblicato da Marcella La Rocca, Unicoop Firenze

Questo più che un articolo vuole essere una riflessione, una condivisione rispetto al mio “vissuto” in cooperativa fino ad oggi.

Tutto nasce nell’Aprile del 2011, quando un’agenzia di somministrazione mi contatta per un lavoro. L’impegno era inizialmente di due mesi, fino all’estate , in Direzione RU, ufficio formazione, azienda : Unicoop Firenze.

Amici, parenti , tutti super entusiasti, fra congratulazioni e complimenti, non smettevano di dirmi che di questi tempi ero stata molto fortunata. Io non capivo, mi sembrava normale, tutto questo entusiasmo perché? In fin dei conti era solo un lavoro, un’esperienza come tante altre …

Da li a poco le cose per me iniziarono a cambiare, a prendere una piega diversa. Dai due mesi iniziali, passammo a quattro, sei , fino ad arrivare a un anno. Anche il lavoro in ufficio cambiava, pian piano acquisivo sempre più responsabilità e autonomia.

Il mio lavoro in cooperativa è iniziato quando al suo interno stavano cambiando molte cose . In questo periodo storico, di crisi economica e non solo, anche Unicoop Firenze ha sentito il bisogno di rinnovarsi e di affermare con più forza valori e radici che la caratterizzano e la distinguono dalle altre aziende.

In questo il mio settore ( Formazione e cambiamento organizzativo ) ha avuto un ruolo strategico, di notevole importanza, noi del resto siamo i promotori del cambiamento. Diversi sono stati i progetti che abbiamo realizzato e che tutt’ora stiamo portando avanti. Il centro di tutto è la distintività cooperativa e i valori che la caratterizzano.

Particolare rilievo hanno avuto le attività svolte per il progetto “ Cultura dell’impresa cooperativa”, progetto che ha l’obiettivo di dare a tutti , “vecchi” e “nuovi”, quel senso di orgoglio che deriva dal lavorare per gli altri, per l’interesse generale, comune. Accedi per continuare a leggere il post

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Dobra Dan Talijanski


Pubblicato da Gianni Tasselli, Coop Nordest

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Quel giorno dovevamo sbarcare a Zagabria, e l’idea di dover comunicare coi croati mise qualcuno in apprensione: facciamo corsi di inglese per tutti ?  Invece preso contatto con gli indigeni scoprimmo che i loro giovani diplomati sapevano l’italiano. O meglio, che erano veramente bravi con le lingue. I diplomati conoscono tutti almeno tre lingue, scritte e parlate. Cioè tedesco, russo e italiano, oppure francese, inglese, russo. Oppure ancora tedesco, inglese e italiano. E poi almeno due lingue della Yugoslavia. Si perché il serbo-croato è una lingua con due alfabeti, il cirillico e il latino, latino con 32 segni. A proposito, quanto conta studiare il latino a scuola ?

Ma non è solo la lingua la specialità dei giovani croati, assieme all’aspirazione a viaggiare in Italia.

In ogni scuola di ogni ordine e grado fanno gare di matematica tra loro, spontaneamente. Quanto sia vero lo abbiamo riscontrato al momento di fare esercitazioni agli allievi capi reparto sulla formazione dei prezzi. Ci eravamo detti, con le traduzioni per parlarci, ci servirà più tempo. Invece ci è voluta la metà del tempo utilizzato con gli allievi italiani, perché i croati facevano le operazioni matematiche a mente. Ipercompetitivi, facevano a gara nei gruppi per chi arrivava prima al risultato. Accedi per continuare a leggere il post

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Igiene del formatore


Pubblicato da Matte Canato, Nova Coop

“Presso  Nova Coop è stato organizzato un corso di formazione destinato ai capi reparto, del canale supermercati, in ruolo da lungo periodo. Le giornate formative sono state realizzate con l’intento di rafforzare e valorizzare la loro professionalità al fine di  sviluppare competenze sia di tipo tecnico (inerenti, ad esempio, all’uso di sistemi informatici) sia di tipo trasversale (come comprendere l’importanza di una comunicazione efficace all’interno di un punto vendita).

Durante il corso sono state impiegate sia metodologie tradizionali, riconducibili a lezioni di tipo frontale, proiezione di slides e uso della lavagna mobile, che innovative come: giochi di ruolo, esercitazioni che richiedevano l’uso di immaginazione, creatività e interazione tra gruppi.

Più nello specifico, è stata progettata una giornata con l’obiettivo di far comprendere ai destinatari che all’interno del punto vendita, una comunicazione efficace (con capi negozio, colleghi e clienti) e un’adeguata gestione del tempo, sono elementi essenziali per operare con efficienza.

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Formare i responsabili: una responsabilità…


Pubblicato da Ilaria Poli, Coop Italia C.N.N.A.

imagesCAMLGDXLQuando si affronta il tema della formazione dei profili aziendali alti (quadri) spesso ci troviamo di fronte a barriere psicologiche di varia natura.

La prima generalmente è la presunzione che arrivare a quella posizione organizzativa definisca la persona che la ricopre già “completa” e molte volte non si ritiene necessario essere coinvolti in piani formativi né di gruppo né tantomeno individuali.

L a giornata di formazione viene colta da alcuni come “perdita di tempo” perché “c’è da lavorare”. Persiste spesso l’idea che formarsi, soprattutto se le materie affrontate non sono specifiche/tecniche ma trasversali, sia poco necessario, se non superfluo.

In questo panorama generale e diffuso, abbiamo deciso di organizzare un corso in house per tutti i quadri aziendali e per il responsabile del personale (che sono io…) sulla gestione economica delle risorse umane in un’ottica di ottimizzazione organizzativa e gestionale.

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Il venditore come promotore di sostenibilità


Pubblicato da Claudio Sansalvadore, Matteo Massari e Fausto Mezzetti, Coop Estense

mercato coperto di GenovaNei giorni dell’8/9/10 maggio, il settore Sviluppo Risorse Umane ha organizzato una visita a Genova in occasione della manifestazione “Slow Fish” coinvolgendo un gruppo di Capi Reparto e Specialisti del Reparto Pesce della nostra Cooperativa.

La manifestazione, quest’anno  alla sua sesta edizione, si è tenuta negli spazi del Porto Antico di Genova, luogo di storia, cultura e tradizione della città. Manifestazione ad  ingresso libero e titolata “Il mare di tutti” perché il mare è, o dovrebbe essere, di tutti: una risorsa preziosa e non illimitata e condizionata dall’agire degli uomini e dal modo in cui essi si comportano a terra.

Il “prendersi cura” di un bene comune, che nelle società tradizionali era una buona pratica condivisa da tutta la comunità, sembra essere oggi un elemento meno presente nell’azione quotidiana degli uomini a terra. Quello che arriva dal mare è come fosse  “cosa di nessuno”, di cui nessuno è responsabile e di cui si può abusare senza limiti e preoccupazioni per il futuro.

Le risorse ittiche e soprattutto la loro limitatezza e finitezza paiono essere argomenti di nessun interesse e valore ed in mancanza di una assunzione di responsabilità condivisa che sappia farsi carico di questo bene comune prevalgono le logiche del mercato, del guadagno immediato e del valore puramente economico di chi trae profitto dallo sfruttamento di un bene che è, e dovrebbe  essere di tutti.

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La Formazione dell’Uomo


Pubblicato da Gianni Tasselli, Coop Nordest

Quaderni dal carcereQuella volta, in biblioteca, questo libro mi incuriosì. Non sono molti i libri che parlano di questo tema. Vi si raccolgono gli scritti pedagogici di Antonio Gramsci, uno dei pensatori più attuali e profondi. Studiato oggi nelle migliori Università americane, del Nordamerica e del Sudamerica.

La storia di Gramsci un po’ la sanno tutti. Meno si sa davvero cos’ha scritto. Croce lo definiva un pensatore “nostro”, interamente capace di riflettere sui “caratteri” italiani.

Nei Quaderni del Carcere, ma anche negli scritti precedenti, si trovano riflessioni su individualità e personalità, sul rapporto tra educazione intellettuale e attività lavorativa, e altri scritti pedagogici.

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Con gli allievi capi negozio per vivere insieme una singolare esperienza formativa


Pubblicato da Floriano Pazzagli, Resp.Sviluppo Risorse Umane Unicoop Tirreno

PRIMA PARTE : “Alla ricerca dei valori con gli allievi capi negozio di Unicoop Tirreno, Unicoop Firenze, e Coop Amiatina, camminando sui monti della Faggiola.”

Mi è sembrata subito interessante l’idea di partecipare insieme a Unicoop Firenze e Coop Amiatina ad una iniziativa formativa che ponesse al centro un tema che troppo spesso diamo per scontato o forse troppo lontano per essere concreto, i VALORI COOP.

E allora perché non accompagnare gli allievi capi negozio Laziali alla ricerca dei valori attraverso un percorso che così come proposto dalla consulenza veniva definito “un luogo sconosciuto nella natura selvaggia con scarse informazioni e risorse limitate”.

La premessa importante era di condividere la cornice dentro la quale tenere il nostro tema, muoverci in coerenza con la missione cooperativa, ancora più chiare dovevano essere le finalità, fornire ai soci prodotti e servizi di buona qualità alle migliori condizioni possibili, tutelando nel contempo la salute,  la sicurezza e rispettando l’ambiente, contribuendo alla crescita culturale e sociale della comunità di riferimento.

Tanti ingredienti stimolanti per trovarsi insieme e iniziare un percorso che è anche un cammino per CRESCERE.

Si parte….. ritrovo l’11 giugno presso la piazzola al km 10,1 della strada provinciale della Faggiola, un luogo di montagna alla sommità di una collina dove seduti in un prato riceviamo le informazioni su quello che sarebbe stato l’impegno nelle due giornate,  mi piace sottolineare che dietro di noi un mausoleo ci ricorda che in quella montagna un gruppo di partigiani avevano perso la loro giovane vita durante la guerra di liberazione.

Restare insieme il giorno, la notte, scegliendo il cammino cercando acqua e cibo, materiali e strumenti per costruire il campo base, utilizzare gli asini e i muli per trasportare la merce….

Ma il nostro tema erano.. i VALORI…

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Parole a distanza


Scuola Coop propone delle interviste ai consulenti e agli studiosi con cui ha collaborato nel corso del tempo, per riflettere sulla situazione attuale secondo la materia e i temi trattati da ciascuno di loro. Abbiamo provato a farci raccontare come i diversi saperi si interrogano su quanto sta accadendo, quali prime riflessioni si alimentano verso un futuro che ancora non si sa quanto prossimo.