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Un’economia possibile


noi-le-coop-rosseScuola Coop ha organizzato  la giornata “Noi le Coop Rosse. Next stop” per parlare di economia. Il volano che ci ha spinto a pensare a questo incontro è stata la pubblicazione di Noi, le Coop rosse, tra supermercati e riforme mancate, il libro di Vincenzo Tassinari, ex presidente di Coop Italia, scritto in collaborazione con Dario Guidi.

Noi le Coop rosse è in primo luogo il racconto di un cooperatore. Un uomo che, come presidente di Coop Italia, ha vissuto in prima persona tutti i passaggi che hanno fatto diventare “grande” la distribuzione moderna. Vincenzo Tassinari è stato ospite a Scuola Coop per presentare il libro e per parlare di quegli anni, ma anche di come vede il futuro di Coop e dell’economia che ci circonda.

Assieme a lui sono intervenuti Enrico Parsi, direttore di Scuola Coop, e Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata. Enrico Parsi ha sottolineato le differenze neoliberismo e Cooperazione, modelli sì economici, ma che disegnano anche le nostre società e definiscono il nostro modo di intendere e fare impresa. Leonardo Becchetti ci ha parlato di Economia Civile. Un appellativo all’apparenza semplice, ma ricco di significati.

I tre relatori hanno parlato non di economia, ma di economie. Economie possibili, diverse da quella che viviamo tutti i giorni e che troppo spesso percepiamo come unica alternativa.

I video della giornata sono disponibili sul nostro canale Youtube.

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Oltre il confine: L’economia collaborativa è cooperazione?


definitivo volantino 7 giugnoL’approfondimento del pomeriggio e i materiali completi

Il 23 giugno 2016 si è svolto a Scuola Coop un seminario del ciclo “Oltre il Confine” dal titolo “L’economia collaborativa è cooperazione?”. Al mattino abbiamo ascoltato quattro interventi sul tema della sharing economy mentre al pomeriggio abbiamo interagito con operatori di questo settore e con colleghi che stanno seguendo progetti di economia collaborativa nelle Cooperative. Abbiamo infine cercato di portare a sintesi le riflessioni dei partecipanti.

In questo articolo spieghiamo i motivi che hanno portato Scuola Coop a promuovere il seminario del mattino e ripercorriamo in sintesi i contributi di Andrea Rapisardi, Marta Mainieri, Vanni Rinaldi e Trebor Sholz.

Nel pomeriggio abbiamo dialogato con Luisa Galbiati, promotrice della piattaforma di cucina diffusa SoLunch, e con Michele Pasinetti, direttore generale della rete Cauto, che ha promosso il Banco di Comunità di Castiglione delle Stiviere. Inoltre abbiamo conosciuto in anteprima, insieme a Riccardo Olmi di INRES, il progetto “La spesa social” che dall’autunno sarà attivo in alcuni supermercati Coop e il progetto Il crowdfunding per San Paolo di Pisa che ci è stato raccontato da Claudio Vanni di Unicoop Firenze. Accedi per continuare a leggere il post

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Meritocrazia e Capitale: la lettura di un libro che merita!


thomas-piketty-il-capitale-nel-xxi-secoloCerto non mancano le recensioni e i commenti all’opera di Piketty, quindi non voglio aggiungerne un’altra.

Me la sbrigo dicendo che è stata una lettura affascinante. Non è solo un trattato di economia politica: è un saggio storico, sociologico, di psicologia sociale e demografico, insomma un’opera delle scienze umane; caratterizzato da un’impressionante supporto di dati.

In questa sede vorrei dare allora una delle mille possibili letture: il Capitale del XXI sec e il merito.

Questo concetto di merito mi fa lo stesso effetto che (con rispetto parlando) faceva il Tempo a S. Agostino: so benissimo cosa è se non lo devo spiegare a nessun altro mentre, se ci provo, entro in un groviglio inestricabile che mi fa definire impossibile la missione. Accedi per continuare a leggere il post

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Crescere insieme, per un’economia giusta


Pubblicato da Stefano Ferrata

Autore: Bortolotti Bernardo

Titolo: Crescere insieme,

Ed.: Laterza , 2013

Le riforme strutturali di cui il paese ha bisogno.

Una politica riformatrice.

Noi riformatori….alzi la mano chi ascoltando queste parole, da qualsiasi pulpito vengano dette, non cerca una qualsiasi attività che lo distolga dalla tortura dell’ascolto.

Che peccato!!? Riforma era la sorella meno esplosiva di rivoluzione, ma non era un soggetto noioso magari non era adrenalinica nelle discussioni, ma in fondo gli avresti affidato in mano il futuro della tua comunità. Poi il vuoto pneumatico, il niente assoluto.

Mi sono venute in mente le riforme strutturali leggendo questo bel libro del professor Bortolotti, docente di Economia Politica presso l’Università di Torino. Le migliori riforme, quelle alla  Caffè  giusto per ricordare un grande economista.

Analisi lucida, concetti chiari, proposte discutibili…nel senso da discutere, magari da non accettare  a scatola chiusa, ma nelle quali riconosci un valore, un contenuto, un senso.

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Economia low cost


Pubblicato da Enrico Parsi

Nel momento peggiore della crisi finanziaria del 2008 la Regina d’Inghilterra chiese agli economisti della London School of Economics perché, loro così esperti e importanti, non fossero riusciti a prevederla.

Una tra le possibili risposte è che una parte degli economisti accademici, al di là delle apparenze e della percezione che si è diffusa universalmente in merito alle discipline economiche come esempio di razionalità indiscutibile, non sono sempre esperti e tanto meno preparati e razionali, ma semplici divulgatori di formule la cui dubbia efficacia dovrebbe balzare subito agli occhi se solo si fa attenzione al fatto che si cerca di farle passare come buone per tutti i popoli, per tutte le culture e per tutte le stagioni.

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Ego-nomia


Pubblicato da Enrico Parsi

La parola “economia”, è abusata e usata male, soprattutto nella sua versione aggettivo. Per es. quando diciamo “ …per ragioni economiche”. Quest’ultima frase, infatti, può servire a coprire le peggiori nefandezze in nome di un modello (il neo liberismo) che innanzitutto viene fatto coincidere con un’intera disciplina, l’economia appunto, a sua volta poi trasformata in un ente superiore sotto i cui schemi indiscutibili filtrare e piegare non solo la quotidianità dei luoghi di lavoro che abitiamo, ma l’intera esistenza, la vita nostra e del pianeta che ci ospita. Un ente superiore sotto i cui schemi costruire una gerarchia inattaccabile di valori che cerca di rendere ridicoli e insignificanti le passioni, la cultura, i legami sociali, la poesia e al contrario un pregio assoluto la ricerca di utilitarismi economici e quantificabili. Il fatto che questo modo di ragionare sia stato proposto come “pensiero unico” non dice nulla di serio sull’economia e sulla vita in sé, ma ci dice molto sulle caratteristiche di chi lo propone. Ad esempio la dice lunga sulla sua antidemocraticità intrinseca. I fenomeni complessi, infatti, andrebbero affrontati con una pluralità di linguaggi e di discipline. In economia, come in politica, come nella scienza, come nella religione, il pensiero unico non ha mai portato e non porta nulla di buono.
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L’economia cooperativa è civile?


Conosciamo il Professor Luigino Bruni da tre anni.
Sono stati tre anni densi, al di là della frequenza degli incontri.
Densi perché seguirne il lavoro, le pubblicazioni, gli interventi pubblici
ha rappresentato per noi un piacere intellettuale e uno stimolo
operativo. Le sue idee sull’impresa civile, sul mercato, fatto innanzitutto
di relazioni, sull’idea di competizione che non necessariamente
deve avere la valenza distruttiva che l’egemonia culturale neo-liberista
ci ha indotto a immaginare, sono state per noi fonte di energia. E ci
hanno aiutato a proporre ai nostri colleghi cooperatori incontri e
seminari nei quali abbiamo potuto apprezzare l’ampiezza dello sguardo,
capace di tenere nello stesso panorama i modelli economici e la
fatica della relazione diretta tra le persone.
Non potevamo non sentire il pensiero di Bruni così vicino.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e trovare una disponibilità e
una generosità, del tutto coerenti con le teorie formulate.
Con l’occasione dell’uscita del suo ultimo testo, dedicato per intero
alla cooperazione italiana, alle sue radici storiche, ma soprattutto alle
sfide per il futuro, lanciamo per il 2013 un gruppo di studio con il professore.
Può apparire una proposta un po’ retrò. In realtà ci siamo affezionati
all’idea di uno studio liberato dalle soggezioni cattedratiche, in cui si
senta la fatica che deriva dall’incontro/scontro di idee e convinzioni
sedimentate. Di uno studio che, senza l’assillo immediato della traduzione
operativa, si ponga nelle pieghe delle pratiche e delle nostre
realtà sociali ed economiche.
La scelta dei temi che porremo al centro della riflessione con Bruni
dovrebbe facilitare questa dimensione concreta: l’impresa economica
civile e il mercato, le cooperative, le organizzazioni e le loro relazioni
interne, le motivazioni umane nei confronti del lavoro.

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Parole a distanza


Scuola Coop propone delle interviste ai consulenti e agli studiosi con cui ha collaborato nel corso del tempo, per riflettere sulla situazione attuale secondo la materia e i temi trattati da ciascuno di loro. Abbiamo provato a farci raccontare come i diversi saperi si interrogano su quanto sta accadendo, quali prime riflessioni si alimentano verso un futuro che ancora non si sa quanto prossimo.