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Understanding the older consumer market: gli anziani e il mercato o il mercato degli anziani/3


Pubblicato da Marco Dori, Unicoop Tirreno

La discriminazione di fatto

L’Ageism è un termine inglese con il quale si vuole significare la discriminazione verso gli anziani. Lo studio dell’ILC-UK for Age UK ci dice che in Inghilterra la discriminazione basata sull’età è più diffusa di quella di genere, etnia, religione, disabilità ed orientamento sessuale. “Il giovane è buono, il vecchio è noioso”, In particolare il mondo del consumo, del marketing e della pubblicità sono ageist. Diverse sono le testimonianze di casi di discriminazione applicate ai limiti di età: il massimo di età per il credito nel caso delle vendite online; diverse e più gravose fasce assicurative auto per le età più avanzate; strutture ricettive o SPA con   limitazione di età per l’accesso. Le forme di discriminazione si posso manifestare, inoltre, con modalità più sottili che ostacolano di fatto l’accesso delle persone anziane al consumo e al relativo mercato. Il problema si pone, quindi, sin dalla progettazione del prodotto, dal design. Sono diversi i prodotti che non sono né attraenti né facili all’uso (amichevoli). Le istruzioni sono spesso scritte con caratteri microscopici; i telefoni cellulari hanno tasti o modalità touch screen impraticabili;  l’illuminazione dei locali (la luce delle candele) non consente la lettura agevole dei menù senza occhiali da lettura; etc.. Le ricerche hanno evidenziato, per quanto riguarda l’usabilità, tre categorie di aree critiche: gli imballaggi, le informazioni e le istruzioni, la facilità d’uso e stile. Accedi per continuare a leggere il post

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Understanding the older consumer market: gli anziani e il mercato o il mercato degli anziani/2


Pubblicato da Sergio Bertona, Novacoop

3,5 quali aspirazioni della popolazione più anziana non sono attualmente realizzate?

Uno dei temi relativi all’accesso dei mercati riguarda le barriere che si frappongono tra la popolazione più anziana e la difficoltà di usufruire dei beni e dei servizi dei quali ha desiderio o ha necessità.
E’ utile pertanto comprendere quali siano i motivi per i quali la parte di popolazione più anziana non usufruisce delle opportunità che offre il mercato e, quindi, è utile indagare i motivi che determinano tali mancati acquisti.
Purtroppo, i dati in questa particolare area sono limitati.
Esiste un significativo calo nella partecipazione sociale fra i più anziani, particolarmente tra quelle fasce con età più avanzata.
La ricerca è stata orientata all’ottenimento di informazioni sulla frequenza di partecipazione alle diverse attività, al gradimento che ha procurato tale partecipazione e alla soddisfazione derivante dalla diversa frequenza alle iniziative stesse. Particolare interesse hanno avuto i dati sulla percentuale di risposte ottenute, sulla partecipazione alle diverse attività con una frequenza inferiore a una volta al mese ed è insoddisfatto di questa situazione.
È risultato che i più anziani avrebbero voluto partecipare maggiormente a queste attività. Complessivamente, quattro su dieci intervistati hanno dichiarato di essere scontenti per il fatto di non essere riusciti di seguire almeno una delle tre principali attività in modo regolare, e una proporzione analoga risulta anche tra coloro che lamentano la saltuarietà della loro partecipazione a eventi teatrali, concerti ed opera. L’analisi dei dati rivela che l’insoddisfazione per la saltuarietà della partecipazione alle diverse attività convive con altri fattori che generano inquietudine. I risultati sono sorprendente vari. In particolare emergono come predominanti le preoccupazioni di carattere economico ma, in generale, al rammarico per la scarsa presenza nella vita sociale.
Le analisi tuttavia sembrano non spiegare in modo convincente la variazione dei livelli di soddisfazione. Per esempio quando esamina il desiderio di andare al cinema, che il modello registra appena al disopra 7 per cento dei motivi d’insoddisfazione, si intuisce che una gamma di altri fattori influenzano il dato. È inoltre importante notare come l’età da sola non sia l’unica causa d’insoddisfazione. Ma ciò non avviene per via della scarsa frequenza alle diverse attività, ma per ragioni complesse che sono esposte di seguito. Accedi per continuare a leggere il post

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Understanding the older consumer market: gli anziani e il mercato o il mercato degli anziani/1


Pubblicato da Alessandra Gasperini

ilc-logoPerché approfondire la conoscenza dei comportamenti e delle scelte socio-economiche e culturali degli anziani? Perché non accontentarsi di fotografare questi comportamenti individuando l’ampia e indistinta classe di età degli over 65 e sostituirla invece con due o tre sottoclassi?

Queste alcune delle domande alle quali risponde il report di International Longevity Centre UK (think-tank pubblico\ privato di Oltremanica che studi la longevità): “The Golden Economy. The Consumer Marketplace in an Ageing Society”.

Ce ne occuperemo con questo ed altri post di prossima pubblicazione.

La finalità dichiarata è quella di individuare le barriere alla fruizione dei prodotti e servizi che incontrano le persone una volta superati i 55-60 anni e di individuare le cosiddette aree di “fallimento”, cioè quegli spazi di mercato non coperti in questo caso magari perché sconosciuti. Quali sono i bisogni degli anziani? Il mercato attuale riesce a soddisfarli? Chiaramente il rovescio della medaglia è quello di scovare opportunità di business ancora ignote… siamo, neanche a dirlo, in piena logica anglosassone ;-) Accedi per continuare a leggere il post

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GENERAZIONI, Giovani e anziani nel 2020


Generazioni
Giovani e anziani nel 2020
A cura di Stefano Palumbo, Guerini ed Associati Ed.

Il tema del rapporto intergenerazionale nel nostro paese, sarà volenti o nolenti, centrale per la tenuta sociale.

I nuovi equilibri demografici che dovremo rendere armonici coinvolgeranno in maniera trasversale tanti ambiti del nostro quotidiano.

A partire dalla famiglia sempre più allungata in termini di scarto d’età, alle imprese dove si troveranno a convivere anziani giovani  e giovani attempati, ai luoghi della vita sociale dove la segmentazione potrebbe avvenire più per motivi culturali ed economici che anagrafici.  Accedi per continuare a leggere il post

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Senior ed elettronica: come semplificare il processo di acquisto?


Pubblicato da Roberta Neri

Sul sito RetailWatch (www.retailwatch.it) sono disponibili alcuni risultati di una ricerca commissionata a GfK Eurisko da AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati) dal titolo “Senior e Consumer Electronics: contesto culturale, dotazioni, prospettive”.

Evidentemente il target dei “non giovani” sta a cuore (commercialmente) a molti, in tutte le sue varie definizioni e confini anagrafici. (*)

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Coop e le età dopo la seconda


Pubblicato da Roberta Neri e Stefano Ferrata

Eravamo pronti a scrivere un post a difesa della terza età, che spesso viene utilizzata come la fonte di tutti problemi del paese, quando sono stati diffusi i risultati di unaricerca dell’Università della Calabria che per l’ennesima volta sottolineano che l’Italia non è proprio un paese per giovani (per la verità neanche per i middle age!): classe dirigente con una media di 59 anni, età media del governo 64, banche e Chiesa con 67 anni guidano la classifica.

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