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(Ri)Pensare la formazione – Incontro con Alessandro Rizzi

Abbiamo sentito Alessandro Rizzi, docente a Scuola Coop di diversi corsi tra i quali “Alla ricerca dell’innovazione” e “Visioni e Valori”. Con lui abbiamo provato a gettare uno sguardo sulle prospettive della formazione alla luce del post coronavirus, quando arriverà. Come sempre Alessandro ci porta in giro per musei e meraviglie artistiche per cogliere spunti utili per la vita personale e organizzativa di tutti giorni. Buon Viaggio. * Il profilo di Alessandro Rizzi su LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/alessandro-rizzi-0bb97b37

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(Ri)Pensare la formazione – Incontro con Nicola Naddi

Con Nicola Naddi, docente a Scuola Coop dei corsi sulla Gestione dei Conflitti e sulle diverse modalità di essere capo, abbiamo provato a inquadrare, dal punto di vista organizzativo e soggettivo, le diverse tappe che stiamo affrontando e affronteremo a causa del coronavirus. Che ruolo avrà la formazione nel periodo della semi normalità, che auspichiamo vicino? E a più lungo termine? * Il profilo di Nicola Naddi su LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/nicola-naddi-40a24312

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Ciao presidente

Sabato mattina è scomparso improvvisante Francesco Berardini, Presidente di Coop Liguria e da marzo del 2019 anche Presidente di Scuola Coop.

Scuola Coop si unisce al dolore dei colleghi di Coop Liguria, alla famiglia e atutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo di strada.

Purtroppo, non avendone avuto il tempo, non abbiamo nessun documento fotografico o video “nostro” che lo ricordi.

Lo facciamo, allora, con un video in cui racconta del progetto Coop Start Up con il quale la sua cooperativa ha contribuito alla nascita di nuove cooperative giovanili. Un tema che ci sta a cuore e che ci piace pensare come un punto di contatto ideale perché il futuro di tutti noi possa contenere la storia di cooperatori veterani come Francesco.

L’ultimo contatto è stato prima di Natale per gli auguri. Ma lui ci tenne a dirci che gli auguri non li faceva mai a nessuno. Non sapremmo dire se per ateismo, ma certo per la volontà di stare fuori dal coro e di non partecipare a quel tanto di ipocrita che a volte si cela dietro i buoni doveri natalizi.

In questi mesi non è stato un rapporto facile, quello con Francesco. Ma capitava anche, dopo una discussione piuttosto accesa, di ricevere una telefonata di questo tenore: “a volte sono brusco, ma dietro c’è affetto!”.

Che la terra ti sia lieve, Francesco.

Enrico Parsi, direttore di Scuola Coop.

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La memoria del presente

LA MEMORIA

DEL PRESENTE

parole, immagini, riflessioni

da Primo Levi ai nostri giorni

 Milano, 24 gennaio 2020

Evento pubblico, rivolto a soci, quadri, e dirigenti del movimento cooperativo

Volantino

Premessa

La memoria della Shoah, almeno una volta all’anno, si pone al centro dell’attenzione della pubblica opinione (non tutta) grazie ad una legge approvata nel luglio del 2000 su proposta del deputato Furio Colombo e votata all’unanimità dall’intero Parlamento in seduta congiunta. Una convergenza culturale che forse oggi, nelle stesse aule, non sarebbe così scontata.

Il 27 gennaio 1945 alcuni soldati russi a cavallo, ad Auschwitz, si trovarono non solo di fronte a cataste di cadaveri e allo sguardo attonito dei sopravvissuti, ma a loro insaputa di fronte alle conseguenze di un esperimento sociale, industriale e organizzativo che, con una logica giardinieristica (togliere le erbacce per rendere il giardino più bello), doveva, nelle intenzioni dei suoi protagonisti cambiare antropologicamente l’umanità rendendola “migliore”, sulla base di criteri considerati oggettivi.

La memoria è un rischio, quando diventa una operazione che guarda al passato come se questo fosse una casella separata dal presente, da cui ci si evolve in modo naturale semplicemente ricordando. Una visione rassicurante perché ci fa sentire lontani, diversi e giusti.

Nessun esercizio di memoria mette al riparo dalla possibilità che si possa tornare ad esperienze come quelle dei lager diceva Primo Levi, e con lui molti altri sopravvissuti e attenti studiosi. L’attualità sociale e politica ci dice che alcune logiche, parole e simbologie non sono scomparse dal panorama delle nostre società.

L’iniziativa

Il giorno della memoria è da molti criticato per un suo progressivo divenire occasione consumistica. L’iniziativa che proponiamo invece mira a una riflessione sobria che tenga insieme contemporaneamente la conoscenza e l’interpretazione di quanto accaduto con l’attualità. I flussi di odio che sembrano emergere e il ripresentarsi in tutta Europa di parole, simboli e azioni che si rifanno esplicitamente all’ideologia nazista ci interroga, al di là di fenomeni di superficie, su cosa stia realmente succedendo nella nostra società e se i pericoli per la democrazia e per il tessuto sociale in cui ci troviamo ad operare siano reali o meno.

Un’occasione, per chi è cooperatore, di pensare a quanto e come il proprio ruolo sia stato, sia e possa essere un argine a derive che non possiamo escludere, anche se in forme diverse dal passato.

Promotori

L’iniziativa è promossa da Scuola Coop, dalla rivista Doppiozero e in particolare dal suo direttore Marco Belpoliti, il massimo esperto della vita e delle opere di Primo Levi, dalla Fondazione Barberini, da Generazioni di Legacoop, ANCC – COOP e Coop Lombardia.

La sede

La sede sarà a Milano, ancora da definire.

Il programma di dettaglio è in corso di definizione

Contributi teorici previsti

Marco Belpoliti insegna all’Università di Bergamo e a quella di Zurigo. Scrittore, saggista è uno dei massimi conoscitori della vita e delle opere di Primo Levi, Dirige la rivista on line Doppio Zero e collabora con Repubblica e l’Espresso.

Simona Forti, insegna all’Università del Piemonte Orientale. Scrittrice e saggista è una delle massime conoscitrici dell’opera di Hannah Arendt

Davide Bidussa, storico sociale delle idee, editorialista, saggista, è stato direttore editoriale della Fondazione Feltrinelli

Giuseppe Varchetta, Psicologo dell’organizzazione socio fondatore e past president di Ariele, dopo una lunga esperienza nell’area della formazione, dello sviluppo organizzativo e della gestione del Personale, è stato professore a contratto presso l’Università Statale Bicocca di Milano, dove ora collabora come cultore della materia. Numerosi i suoi saggi sulla formazione e l’organizzazione.

Programma

Saluti e introduzione ai lavori

Video Ritorno ad Auschwitz, Intervista a primo Levi prima parte

Simona Forti, il potere

Video Ritorno ad Auschwitz, Intervista a primo Levi seconda parte

Giuseppe Varchetta, La zona grigia

Video Ritorno ad Auschwitz, Intervista a primo Levi terza parte

Davide Bidussa, La memoria

Marco Belpoliti. Primo Levi oggi

Riflessioni finali con Davide Bidussa, Rosella Reverdito (Cda di Coop Lombardia e Vicepresidente Cooperativa Sociale Pandora), Katia De Luca coordinatrice Generazioni di Legacoop)

Conclusione dei lavori

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DI-SEGNO PUBBLICO

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Luoghi, innovazione sociale

nuove forme di partecipazione civica, economia

Firenze

Ex Manifattura Tabacchi

31 ottobre 2019

9.00- 16.30

Scarica il programma completo

Il convegno propone un focus sui luoghi come potenziali generatori di rinnovati legami sociali, come possibili sistemi che attraggono e contemporaneamente attivano risposte ai bisogni e alle richieste dei cittadini.

Guarderemo ai luoghi di innovazione sociale che hanno nella densità relazionale il loro punto di forza. Contesti e spazi, anche molto diversi fra loro, ma molto vicini nel valore che riescono ad alimentare.

Per l’Università di Firenze, Corso Magistrale in Disegno e Gestione degli Interventi Sociali, significa interrogarsi sia sul concetto di luogo sociale, sia sulla potenziale inclusività dei luoghi commerciali per i soggetti più deboli della società.

Per il mondo Coop significa approfondire e fare un passo avanti in quel percorso, realizzato da Scuola Coop e denominato Coop e i Luoghi, legami, economia, socialità che invita a connettersi meglio nel processo di innovazione e generazione civica e sociale diffuso in tutte le nostre regioni e che racconta una Italia vivace, sostenibile, evoluta. Un’Italia in cui cultura e socialità definiscono il valore dell’economia e il profitto non è l’obiettivo, ma un vincolo per fare bene le cose.

 Scarica il programma completo

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Punti di Vista

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Punti di Vista nasce per raccontare i PDV Coop da molteplici prospettive.

È una raccolta di esperienze, di testimonianze e di iniziative promosse o svolte dalle Cooperative, che Scuola Coop ha intercettato e raccontato nelle sue attività.

Punti Di Vista vuole contribuire a far conoscere le tante cose interessanti che vengono proposte ogni giorno nei  nostri PDV.

È rivolto a tutti i lavoratori Coop!

Se sei un lavoratore Coop e vuoi accedere a PdV scrivi a segreteria@scuola.coop.it e ti diremo come fare!

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Nimby

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NIMBY è un luogo che ospita notizie riguardanti la grande distribuzione estera. Per ampliare il nostro panorama di riferimento e allargare lo sguardo.

NIMBY è un’idea di Scuola Coop ed è stato progettato assieme a rappresentanti delle Cooperative. È rivolto a tutti i lavoratori Coop.

Se sei un lavoratore Coop e vuoi accedere a Nimby scrivi una mail a nimby@scuola.coop.it e ti diremo come fare!

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Perché NIMBY?

NIMBY è un acronimo che sta per “Not In My Back Yard”, che letteralmente significa “non nel mio cortile” e connota un particolare movimento di protesta.

Noi invece gli abbiamo dato un’interpretazione più libera, che ci porta con curiosità a cercare ciò che accade in giro per il mondo, proprio nei cortili degli altri, per definire la nostra identità anche attraverso analogie e differenze.

NIMBY sceglie le notizie con occhi “di Coop”, evidenziando tematiche ritenute utili e vicine alle esigenze pratiche, e al contempo proponendo riflessioni per evitare di accettare acriticamente qualsiasi tendenza.

Cosa garantisce

NIMBY propone una traduzione “ragionata” di notizie inerenti lo stesso tema, proposti da differenti testate estere, sia specializzate che non. Gli articoli provengono da fonti attendibili.

Sviluppi futuri

Sulla base delle tematiche emerse e di maggior interesse si potranno organizzare dei gruppi di studio, momenti di approfondimento e percorsi di ricerca.

Nell’evoluzione naturale del progetto, è prevista l’attivazione di contatti con studiosi e rappresentanti di imprese internazionali per l’avvio di uno scambio continuativo.

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Coop dice no al caporalato, al lavoro nero, allo sfruttamento

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Riportiamo il comunicato stampa di ANCC – COOP, pubblicato l’8 agosto 2018 

*

La tragica morte di 16 lavoratori in incidenti stradali in Puglia è strettamente legata allo sfruttamento del lavoro e alle mafie del caporalato. Si stima che il lavoro il lavoro illegale in agricoltura in Italia tocchi punte del 50%, una percentuale tra le più alte in Europa (fonte Ispettorato Nazionale del Lavoro).

Le leggi ci sono, ma sono necessarie misure più incisive di controllo e di contrasto alla criminalità nell’agricoltura e nelle industrie di trasformazione.

Ogni giorno Coop si impegna a garantire la legalità del lavoro. Dal 1998 monitoriamo i fornitori di prodotto a marchio Coop nel rispetto dello standard SA8000, chiedendo la sottoscrizione e l’applicazione di un codice etico e svolgendo adeguati controlli, con auditor qualificati e indipendenti.

Per le filiere ortofrutticole particolarmente a rischio, tra cui quella del pomodoro, Coop ha coinvolto non solo gli 80 fornitori ortofrutticoli di prodotto a marchio Coop (per 7200 aziende agricole), ma tutti gli 832 fornitori nazionali e locali di ortofrutta (per oltre 70.000 aziende agricole).

A tutti i fornitori Coop chiede una serie di impegni per il rispetto dei diritti dei lavoratori e prevede l’esecuzione di un piano di controlli a cui non si può venir meno, pena in caso di non-adesione l’esclusione dal circuito.

I controlli arrivano a coinvolgere le singole aziende agricole con un monitoraggio specifico. In caso di non-conformità alle tematiche in oggetto Coop chiede un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, può anche decidere di escludere i fornitori o i subfornitori coinvolti. Sono 10 le imprese escluse da Coop negli ultimi anni per il mancato rispetto delle norme etiche.

In questo momento, come in tutti gli altri anni, abbiamo 7 ispettori che controllano il rispetto del codice etico direttamente nei campi di pomodoro di Puglia e Campania.

Ma la battaglia non si vince solo coi controlli, è necessario evitare che la moneta cattiva scacci la buona e che la ricerca del prezzo più basso possibile faccia a pugni con i diritti delle persone.

Per questo motivo non facciamo le aste al ribasso ed abbiamo relazioni stabili e di lungo periodo coi nostri fornitori.

“Il prezzo che assicuriamo a chi produce – dichiara Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – permette il rispetto della sicurezza e la giusta retribuzione ai lavoratori e alle imprese. L’accordo di filiera Coop garantisce agli agricoltori del Sud un prezzo superiore di oltre il 10% rispetto al prezzo dell’accordo interprofessionale. Fare agricoltura nel rispetto delle regole e facendo in modo che siano coperti i costi di produzione non solo è possibile, ma è anche sostenibile. Con la campagna Buoni&Giusti Coop lo abbiamo dimostrato. Buoni&Giusti Coop vuole essere un apripista per intervenire concretamente sul lavoro nero e su tutte le forme di illegalità. Vuole dire che noi ci siamo.”

Roma, 8 agosto 2018

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La meglio Coop

gruppo

E’ finito il quarto Contest. Martedì sera abbiamo premiato il gruppo vincente Spunti di Benessere, a cui vanno tutti i complimenti di Scuola Coop. Menzione speciale della Giuria a Consapevolmente, l’ultimo gruppo a presentare il proprio progetto. La discussione con la Giuria è stata da brividi. A loro è andato, non a caso, il più lungo applauso della lunga due giorni, se escludiamo quello finale riservato giustamente ai vincitori.

In tanti immaginano il Contest come un concorso di idee; se ne può cioè avere una rappresentazione astratta, di pura creatività in movimento. In realtà il Contest, se lo conosci da vicino, sono i gruppi che nascono a Scuola. Quest’anno erano otto, per un totale di sessanta colleghi, sotto i trentacinque anni.

Ma non sono i numeri che rendono. Devi vedere gli occhi. In questi mesi li abbiamo visti cambiare: da timidi, curiosi, diffidenti, a corrucciati, stanchi, arrabbiati, a speranzosi, spaventati, emozionati. Gli ultimi giorni erano commossi. Eravamo tutti commossi. I ragazzi (sono donne e uomini bell’e fatti ma non perdiamo il vizio di chiamarli così), Scuola Coop, Giovanni Roncucci e Roberta Varotto, anche alcuni tra i tanti colleghi che ogni anno ci aiutano a fare festa nei giorni conclusivi.

Eravamo ad ascoltare i gruppi partecipi ed emozionati, perché quest’anno, ancora meno che in passato, il clima delle presentazioni non è stato quello dell’ultimo giorno di scuola, in cui ti affidi a una parte imparata più o meno a memoria, esprimendo la fiducia che solo i riti sono capaci di infondere. Non ce ne vogliano i gruppi degli anni scorsi, non è un racconto che vuole sminuire le precedenti edizioni, anzi. Senza i precedenti tre Contest, non avremmo mai saputo cogliere le emozioni nuove.

C’era l’orgoglio nei volti: l’energia positiva che derivava dall’aver pensato per mesi a soluzioni in grado di migliorare la Coop, la propria cooperativa, i propri negozi, la vita dei colleghi e dei soci. Pensato con la serietà del dettaglio, misurandosi il più possibile con la prova dei fatti, attraverso interviste, rendering, sondaggi. L’orgoglio di parlare da pari con la Giuria di dirigenti. L’orgoglio di essere stati selezionati per il Contest e di essere arrivati in fondo. C’era anche qualcosa di più: la “presenza” dei gruppi su quel palco esprimeva la voglia di stare lì fino in fondo a difendere le proprie idee, non come si fa in un gioco sapendo che c’è un premio in palio (importante ma fino a un certo punto); piuttosto come si fa con i fondamentali, sentendo che in palio ci sono opportunità future da cogliere, ritardi da colmare, posti di lavoro da tutelare, una identità da salvaguardare. Quest’anno ci credevano, in media, con una forza che abbiamo sentito inedita.

Quest’anno non abbiamo sentito la disponibilità a sorvolare di fronte alle provocazioni della Giuria ad esempio, che ci sono sempre state, perché fa parte del gioco e perché la Giuria sapeva fare proprio bene il suo mestiere. Sui temi cardine la richiesta di attenzione è stata sottolineata, in ogni progetto, con intenzione autentica e marcata: l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei soci, la formazione di chi lavora, l’innovazione, la responsabilità sociale e via e via.

E se ti chiedevi, ascoltandoli: che pensano questi ragazzi di Coop? La risposta ti arrivava diretta: che chiedono di più, che vogliono essere ascoltati, che sono preoccupati. Che sono pronti a dare un contributo maggiore e in diversi casi stanchi di aspettare. Più di uno ha già deciso di tornare a studiare o pensa di farlo, lasciando il lavoro perché non lo ritiene conciliabile con lo studio.

Scuola ha provato a essere un’ancora, in una fase in cui di ancore ce ne sono poche per tutti. Bisogna sapere che questo serbatoio di energia buona, più grande di quanto pensiamo, esiste.

E che la Coop di domani arriva da lì.

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Nimby in China, la collaborazione con Cifnews Italia

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La Cina è un mondo da scoprire. Una potenza economica e culturale in rapidissimo cambiamento. Con le sue contraddizioni e specificità, che cambiano da zona a zona del suo vasto territorio e che a volte possono farci sembrare di essere su un altro pianeta. Non a caso abbiamo scelto questa immagine per la prima copertina. Ci è stata gentilmente concessa dal fotografo Daniele Mattioli, che vive e lavora da anni a Shanghai. Questa foto è stata scelta dal National Geographic come copertina dello speciale “Inside China” nel 2007. In uno scatto, l’immagine di un paese che sembra sfuggirci ogni volta che tentiamo di metterlo a fuoco.

Per saperne di più Nimby ha avviato una collaborazione con Cifnews Italia, la sede italiana dell’omonimo portale cinese dedicato al cross-border e all’industria del commercio elettronico, nato nel 2013 a Xiamen.

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Attraverso una serie di domande Cifnews ci aiuterà a indagare meglio molti aspetti di questo paese.

Il primo articolo parla di logistica e di e-commerce, ed è già disponibile su Nimby.

Daniele Mattioli Photography

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Nimby è un luogo che ospita notizie riguardanti la grande distribuzione estera. Per ampliare il nostro panorama di riferimento e allargare lo sguardo.

È nato da un’idea di Scuola Coop ed è stato progettato assieme a rappresentanti delle Cooperative. È rivolto a tutti i lavoratori Coop. Se sei un lavoratore Coop e vuoi sapere come consultarlo scrivi a segreteria@scuola.coop.it 

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Blog “360 gradi”


Parliamo di…

Scene di vita quotidiana a Scuola Coop. Racconti dai corsi, seminari e gruppi di studio. Sguardi sul mondo accompagnati da buone letture e suggestioni cinematografiche. Con i contributi dei colleghi delle Cooperative.

Parole a distanza


Scuola Coop propone delle interviste ai consulenti e agli studiosi con cui ha collaborato nel corso del tempo, per riflettere sulla situazione attuale secondo la materia e i temi trattati da ciascuno di loro. Abbiamo provato a farci raccontare come i diversi saperi si interrogano su quanto sta accadendo, quali prime riflessioni si alimentano verso un futuro che ancora non si sa quanto prossimo.