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postato il 16 maggio 2012.
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postato il 08 maggio 2012.
Pubblicato da Enrico Parsi, Scuola Coop
Era un tipo particolare, Gregory Bateson: studiò il comportamento dei delfini non prima di avere studiato i comportamenti degli abitanti della nuova Guinea, in compagnia di sua moglie, una certa Margaret Mead. Fu protagonista di un movimento che cambiò radicalmente l’approccio alla “malattia mentale” passando da una visione individuale e lineare dei comportamenti ad una relazionale e sistemica.
E proprio il concetto di relazione fu, per lui, il fascio di luce capace di mostrare lati inconsueti dei fenomeni sociali e naturali. Fu “ecologista” serio. Frasi e pagine memorabili anticiparono con rigore cristallino, i problemi ambientali del nostro tempo. Fu capace con un semplice locuzione, “la struttura che connette” di far comprendere come non si potesse più studiare la natura, l’economia, la storia slegando i fenomeni come se il contesto in cui si verificano non esistesse. Fu scienziato eclettico, curioso, rigoroso e creativo. Difficile da riassumere…


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postato il 02 maggio 2012.
Pubblicato da Stefano Ferrata, Scuola Coop
La collaborazione è un’arte e nel nostro percorso storico non solo non ci siamo più molto allenati ad esercitarla, ma addirittura il sistema economico che ci siamo costruiti come impalcatura delle nostre relazioni ci plasma a non praticarla, privilegiando l’individualismo competitivo se non il tribalismo aggressivo.
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postato il 27 aprile 2012.
Pubblicato da Stefano Ferrata, Scuola Coop
Una puntata particolarmente fortunata quella di Report del 22 aprile. Alle 21,20 più o meno ora di inizio, la Juventus già vinceva tre a zero con la Roma per cui l’esercito dei gufi di professione (tra i quali mi iscrivo)
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postato il 24 aprile 2012.
Pubblicato da Enrico Parsi, Scuola Coop
“L’operazione è riuscita benissimo. Il paziente è deceduto”.
Questa terribile battuta spiega bene, almeno in campo medico, quale sia la concezione del mondo di certi professionisti. In questo caso una tipologia di medici molto interessata ai singoli pezzi di un corpo e alle procedure chirurgiche, ma totalmente incapace di riconoscere come persona, l’ “oggetto” del loro lavoro.
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postato il 23 aprile 2012.
Pubblicato da Alessandra Gasperini, Scuola Coop

…spero non il mio!” La battuta è di quelle quasi involontarie, che scaturiscono da una riflessione iniziata seria. Di quelle chiose che riassumono in modo leggero il contenuto fondamentale di un corso. Semplicemente geniale.“
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postato il 16 aprile 2012.
Pubblicato da Alessandra Gasperini, Scuola Coop
Basta digitare “Canale Scuola Coop” sulla funzione di ricerca di Youtube. Inseriremo a partire da oggi nel nostro canale pubblico gli interventi degli studiosi ed esperti che animano i nostri convegni e seminari. I materiali multimediali più significativi. I contenuti a cui più teniamo e che hanno interessato maggiormente voi.
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postato il 13 aprile 2012.
Pubblicato da Stefano Ferrata, Scuola Coop
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postato il 28 marzo 2012.
Pubblicato da Luisa Pilo, Scuola Coop
40 ragazzi dai 18 ai 26 anni, 5 giornate da trascorrere insieme immersi nella natura…
no, non sono gli ingredienti del prossimo reality per nuovi talenti ma la proposta rivolta ai giovani organizzata dalla Fondazione Il cuore si scioglie onlus e le Cooperative Trentine in collaborazione con l’Università di Sophia e Scuola Coop.
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postato il 26 marzo 2012.
Pubblicato da Stefano Ferrata, Scuola Coop

Ci vorrebbe un filosofo di quelli bravi (magari Enea mi può aiutare) per riuscire a dirimere un annoso dibattito (che peraltro svolgo tra me e me, senza romper le scatole altrui): quando finisce un lavoro con un gruppo, come quello del master dei capi negozio, che segui più o meno intensamente per sei mesi, nei quali ti chiedi cosa preparo? come li coinvolgo? si appassioneranno? ecco quando finisce questa storia cosa rimane dentro una sensazione di pieno o di vuoto?
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