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Nimby in China, la collaborazione con Cifnews Italia

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La Cina è un mondo da scoprire. Una potenza economica e culturale in rapidissimo cambiamento. Con le sue contraddizioni e specificità, che cambiano da zona a zona del suo vasto territorio e che a volte possono farci sembrare di essere su un altro pianeta. Non a caso abbiamo scelto questa immagine per la prima copertina. Ci è stata gentilmente concessa dal fotografo Daniele Mattioli, che vive e lavora da anni a Shanghai. Questa foto è stata scelta dal National Geographic come copertina dello speciale “Inside China” nel 2007. In uno scatto, l’immagine di un paese che sembra sfuggirci ogni volta che tentiamo di metterlo a fuoco.

Per saperne di più Nimby ha avviato una collaborazione con Cifnews Italia, la sede italiana dell’omonimo portale cinese dedicato al cross-border e all’industria del commercio elettronico, nato nel 2013 a Xiamen.

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Attraverso una serie di domande Cifnews ci aiuterà a indagare meglio molti aspetti di questo paese.

Il primo articolo parla di logistica e di e-commerce, ed è già disponibile su Nimby.

Daniele Mattioli Photography

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Nimby è un luogo che ospita notizie riguardanti la grande distribuzione estera. Per ampliare il nostro panorama di riferimento e allargare lo sguardo.

È nato da un’idea di Scuola Coop ed è stato progettato assieme a rappresentanti delle Cooperative. È rivolto a tutti i lavoratori Coop. Se sei un lavoratore Coop e vuoi sapere come consultarlo scrivi a segreteria@scuola.coop.it 

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Quelli del Coop Contest – Day 3

Modulo III del Coop Contest 4. Questa volta non siamo stati troppo cattivi con le domande, vero?

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La spesa che non pesa – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.50La proposta di Giulia, Unicoop Firenze, ha catalizzato l’attenzione di molti dei partecipanti al Contest di quest’anno. Il gruppo, dopo qualche negoziazione, è costituito da Giulia di Unicoop Firenze, Ilaria e Claudia di Coop Amiatina, Luca e Paolo di Coop Lombardia, Elia e Pietro di Novacoop, Alberto di Coop Alleanza 3.0

Nessun stupore che il tema sia di quelli che aggregano. L’attenzione all’ambiente con la conseguente riduzione dell’uso di imballaggi usa e getta a favore dei vuoti a rendere richiede di certo una dedizione e un impegno di tempo nel supermercato superiore alle soluzioni take away. Ma la sensibilità ecologica non manca tra i giovani, come pure l’interesse verso le porzioni pensate su misura per ogni esigenza di acquisto, che evitano sprechiamo l di cibo sempre meno tollerabili. Lo sfuso poi si lega a un concetto di qualità conveniente: pago il prezzo del prodotto, non quello dell’imballaggio o della pubblicità.

Ecco che l’offerta si integra con i banchi assistiti di carne, pesce, gastronomia, panetteria e di prodotti (anche confezionate laddove non si può fare altrimenti) di produttori locali. Il km zero, o meglio il prodotto di fornitori regionali, soddisfa infatti un medesimo bisogno di tutela del territorio e dell’ambiente, che è nella sensibilità di chi sceglie. Laddove sfuso e locale non bastano, la preferenza va all’offerta di prodotti Viviverde Coop.
Il gruppo si sta cimentando nella creazione di un vero e proprio format di vendita inedito. In bocca al lupo!

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LegalCoop – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.45“Perché la cooperazione è il luogo della condivisione, dell’innovazione e della socialità, un laboratorio di economia per chi crede nel benessere collettivo”.

In queste poche parole presenti nel concept inviato troviamo il nucleo della proposta di Legal Coop.

Perché parliamoci chiaro a fronte di questa dichiarazione di intenti resa concreta da innumerevoli azioni coerenti, c’è anche una realtà quotidiana fatta del nome di Coop (spesso usato a sproposito a cappello di realtà distanti anni luce) associato a fatti e comportamenti che sono dall’altra parte della barricata rispetto alla legalità.

Per questo sia chi ha proposto l’idea, Claudia di CFT, a proposito benvenuti ai tre partecipanti del Contest di quest’anno provenienti dalla collaborazione con Generazioni di Legacoop, sia chi ha aderito all’invito a lavorare insieme e cioè   Domenico, Chiara, Jessica e Daniele di Alleanza 3.0, Marianna e Irene di Unicoop Firenze, Carol dell’Università di Padova hanno ritenuto che un progetto sulla Legalità fosse non solo utile ma anche urgente.

Si tratterà di costruire un progetto che contribuisca a rendere ancora più efficace il nostro essere allo stesso tempo imprese commerciali e sociali, rafforzando e\o creando dei canali di valorizzazione a partire dalle proposte già oggi presenti in Coop. Quindi ricadute tangibili ma anche visibili nei punti vendita, reti di Ambasciatori della nostra impresa, attingendo al bacino dei soci, dei lavoratori o dei partner imprenditoriali, associativi e istituzionali con i quali abbiamo in comune una certa visione dell’economia e della società. E chissà quante altre direzioni potranno essere seguite grazie al percorso appena cominciato.

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I punti della salute. FidelizzAmati – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.35Cibo croce e delizia dei nostri tempi.

Posto che la prima, grande, drammatica discriminazione è tra chi ci può accedere tranquillamente e chi no (e purtroppo i dati Istat confermano che in Italia il problema si sta ripresentando), il cibo ha assunto nel nostro mondo occidentale una centralità per certi versi sorprendente.

Si parla sempre più spesso di fenomeno di moda che va dal trash del food-porn al settarismo più spinto.

Ecco, tolta la testa e tolta la coda (come diceva una pubblicità di almeno 45 anni fa) rimane il cuore del tema: ed è a questo cuore che si rivolge il progetto “I punti della salute. FidelizzAmati”. Fuor di metafora organicista il tema è possiamo avere con i cibo un rapporto sano, equilibrato, che non si neghi i piaceri, che non sono solo sensoriali ma anche culturali, ma che tenga anche presenti le necessità di una corretta alimentazione?

E se la risposta è positiva il passaggio successivo è: Coop può fare di più in questa versante oltre quello che già propone da anni sia con i prodotti a marchio sia con le attività sull’educazione alimentare?

E si può legare questo tema  della corretta alimentazione in maniera più stringente al momento della spesa o almeno al luogo fisico ad esso ancora oggi deputato che sono i nostri punti vendita? E può essere che un servizio di consulenza personalizzato sull’alimentazione possa fare da volano ad una ulteriore fidelizzazione alla nostra insegna?

E ancora…e ancora..e ancora…perché davvero le questioni legate all’alimentazione sono come le ciliegie (tanto per rimanere in tema)  una tira l’altra.

Per nostra fortuna Martina, Klodian e Irene di Unicoop Firenze, Laura e Marco di Alleanza 3.0, Alessandro e le due Sonia di Coop Lombardia si sono detti disponibili a rischiare l’indigestione da problemi…tanto poi un nutrizionista che li aiuti a risolvere lo troveranno. Buona fortuna e in bocca al lupo (non letteralmente)!

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Self Coop 24 – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-21 12.27.07L’oggetto simbolo del progetto Self Coop 24 è la vending machine, cioè il distributore automatico, per offrire i prodotti Coop ventiquattr’ore su ventiquattro e in luoghi altri rispetto al punto vendita, riqualificati per l’occasione.

Da quest’idea della proponente, Eva, il gruppo ha cominciato a rimaneggiare, ad aggiungere, scomporre e ricomporre.

La vending machine è rimasta, ma non immaginatevi il solito distributore. Potrebbe diventare un vero e proprio chiosco multimediale per offrire una molteplicità di servizi. Dalla misurazione della pressione alla consultazione degli eventi più vicini e via dicendo.

Si vocifera anche di creare una linea ad hoc, ma è ancora tutto da vedere.

L’unica cosa sicura è che le potenzialità sono tantissime e sarà solo il gruppo a decidere cosa ne uscirà fuori.

Quindi un gran buon lavoro a Eva e Sara di Unicoop Tirreno, Jurgen, Mario e Jacopo di Coop Alleanza 3.0, Valentina di Coop Lombardia, Chiara e Ilaria di Coop Reno

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Dalla culla alla Coop – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-20 15.40.29Tra i forum e i blog dedicati alle mamme una domanda ricorrente è: come fare la spesa con i bambini? E tra le tante risposte, molte suggeriscono di rinunciare proprio all’idea.

Sarà per questo che Ilaria Raucci di Coop Lombardia e il gruppo Dalla culla alla Coop si è messo al lavoro per immaginare una Coop più accogliente verso bambini e genitori.

Si tratta di un progetto che parte da basi molto solide: l’attenzione di Coop verso i bambini e le loro famiglie si esprime attraverso esperienze consolidate come la linea Crescendo e Kids, il sito alimentazionebambini, e naturalmente l’educazione al consumo consapevole che lega Coop alle scuole da oltre trent’anni.

Si può fare di più?

Pensando ai negozi sicuramente sì, in pochi hanno spazi attrezzati per il cambio e l’allattamento ma non solo. Osservare da vicino tutta la fase dell’arrivo di un bimbo fino alla sua nascita e oltre rende consapevoli di una serie di bisogni legati alla cura di sè e del bimbo, che toccano l’alimentazione, la mobilità, la fruibilità dei principali servizi e sono legati da un’esigenza di sicurezza e protezione con cui si reinterpreta e si vive la quotidianità.

Anche per questo esiste una rete ampia e informale di supporto ai genitori o a chi si occupa di bambini che si nutre di esperienze, consigli e suggerimenti utili e che orienta scelte e consumi.

È noto che l’Italia non vanti da tempo primati demografici sulle nascite ma è anche vero che un’attenzione maggiore ai bisogni delle famiglie con bambini sarebbe un piccolo passo avanti. Non un incentivo a invertire la tendenza, questo certo richiede l’insieme delle forze di un sistema ma di sicuro un bel segnale di civiltà.

Ci piace pensare che Coop possa fare da apripista e per sapere dove ci porterà aspettiamo l’evoluzione del lavoro di Ilaria, Coop Lombardia – Marika e Nicole di Coop Liguria – Alessio e Fabio di Coop Alleanza 3.0 – Giulia di Coop Amiatina –  Fausto di Labcom

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Coop Innovation Lab – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-20 15.25.17Una volta era Adriano Olivetti. Che aveva intuito l’importanza di mettere al centro della propria organizzazione le persone coi loro bisogni, la cura del benessere individuale e sociale, la formazione continua (oggi ribattezzata long life learning), la cura del bello e della comodità degli ambienti, come volano di creatività e socializzazione. Ai giorni nostri, a far da contrappeso all’ansia per la produttività crescente e quindi all’attenzione per il qui e ora, cresce la consapevolezza che il cambiamento e la nuova conoscenza si sviluppano con una intensità tale che occorre strutturarsi nel continuo per accoglierla, per non restare indietro, per intercettarla.

L’idea di Marcella di Unifi, che propone luoghi nella periferia dell’organizzazione (cioè nei punti vendita) pensati per essere permeabili alla conoscenza e all’innovazione che preme da fuori, raccoglie questa suggestione, che sembra anche tenere assieme altre esigenze: la facilitazione dello scambio e della convivenza tra generazioni, l’accoglienza del sapere che portano con sé i nuovi assunti, il bisogno di realizzazione che per molte persone passa anche da un accrescimento cognitivo e culturale continuo.

Cosa avviene nel laboratorio di innovazione? Chi vuole allena il proprio cervello a quelle abilità che aiutano a comprendere le nuove tecnologie che si affacciano all’orizzonte, chi vuole condivide con altri il proprio sapere e si mette in connessione, nell’ottica che stiamo parlando di attività in orario lavorativo ma non obbligatorie. E altro ancora che Marcella e i suoi compagni di viaggio sono sulla strada di inventare.

Un augurio di buon lavoro a tutti i componenti del gruppo: Marcella e Viola di Unicoop Firenze, Giorgia di Novacoop, Cristian e Francesca di Coop Alleanza 3.0, Sara e Anita di Coop Lombardia, Elena di Centrale Adriatica

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Ti richiamo io: il cicalino – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-20 15.07.36Appena dato il via alla creazione dei gruppi una lunga coda si è formata per iscriversi a “Ti richiamo io: il cicalino” e non poteva essere altrimenti per l’idea più votata dai partecipanti che propone una gestione intelligente delle file ai banchi serviti.

Laura Marras, proponente di Coop Alleanza è al lavoro con un gruppo di otto persone interessate alla possibilità di immaginare e proporre modalità diverse di servizio nei nostri supermercati, facilitate dalle tecnologie e più attente al particolare rapporto col tempo che soci e clienti esprimono nel fare la spesa. Sì, perché cicalino non è più soltanto uno strumento per gestire le code ai banchi, ottimizzando i tempi d’attesa, ma ha già ampliato l’ambito di progetto interrogandosi sulla qualità del tempo che passiamo in negozio, la fruibilità degli spazi, la disponibilità e reperibilità delle merci senza rinunciare ai momenti di contatto e di relazione tra chi lavora in negozio e i clienti, anzi puntando a una maggiore valorizzazione dello scambio.

La strada è ancora lunga per capire cosa sarà davvero Cicalino ma il gruppo è mosso dalla voglia di scoprire, di fare ricerca e di innovare coniugando la spinta verso soluzioni inesplorate con l’immagine familiare e le caratteristiche di prossimità di Coop.

Ah, e non affezionatevi a questo nome…il cambiamento che porterà quest’idea a diventare progetto parte proprio dal titolo!

Buon lavoro a Marras Laura, Coop Alleanza 3.0 – La Valle Jabel, Coop Liguria – Pasquini Emanuela, Coop Italia – Mannoni Fabio, Coop Italia – Galzignato Luca, Novacoop – Leone Silvia, Novacoop – De Falco Andrea, Consorzio Nordovest – Macellaro Erica Coop Alleanza 3.0

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#Socialfood – Coop Contest 4

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Può la Coop diventare un punto nevralgico nella rete – detto in senso letterale in questo caso – delle innovazioni culinarie, dei superfood, delle tendenze relative al cibo che si manifestano nel mondo?

Secondo quelli di #socialfood, sì. Sfruttando i social network. L’idea di base, Francesca di Inres, è quella di captare questi trend riguardanti il food e poi riproporli in punto di vendita, creando un collegamento virtuoso fra digitale e fisico, per andare in contro, o addirittura anticipare, le tendenze future del cibo.

Questa l’idea di base, che nello scorso modulo del Coop Contest, ha già iniziato a essere rimaneggiata dai componenti del gruppo: Nicola e Gioacchino di Coop Alleanza 3.0, Gisella e Cristina di Coop Liguria, Camillo di Labcom, Linda di Centrale Adriatica e Annalisa di Novacoop.

In ogni caso, che si tramuti in una lunch box da proporre nei nostri negozi, oppure una classifica degli ingredienti più “condivisi” nel mondo, o chissà cos’altro, la cosa sicura è che: #Food is the new fashion. E, come ha scritto Francesca nel suo concept:  

#SOCIALFOOD è sicuramente il mezzo migliore per rendere la Coop più vicina ai gusti in rapida e continua evoluzione dei suoi soci, che vivono il cibo come un modo di esprimersi.  

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