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Coop dice no al caporalato, al lavoro nero, allo sfruttamento

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Riportiamo il comunicato stampa di ANCC – COOP, pubblicato l’8 agosto 2018 

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La tragica morte di 16 lavoratori in incidenti stradali in Puglia è strettamente legata allo sfruttamento del lavoro e alle mafie del caporalato. Si stima che il lavoro il lavoro illegale in agricoltura in Italia tocchi punte del 50%, una percentuale tra le più alte in Europa (fonte Ispettorato Nazionale del Lavoro).

Le leggi ci sono, ma sono necessarie misure più incisive di controllo e di contrasto alla criminalità nell’agricoltura e nelle industrie di trasformazione.

Ogni giorno Coop si impegna a garantire la legalità del lavoro. Dal 1998 monitoriamo i fornitori di prodotto a marchio Coop nel rispetto dello standard SA8000, chiedendo la sottoscrizione e l’applicazione di un codice etico e svolgendo adeguati controlli, con auditor qualificati e indipendenti.

Per le filiere ortofrutticole particolarmente a rischio, tra cui quella del pomodoro, Coop ha coinvolto non solo gli 80 fornitori ortofrutticoli di prodotto a marchio Coop (per 7200 aziende agricole), ma tutti gli 832 fornitori nazionali e locali di ortofrutta (per oltre 70.000 aziende agricole).

A tutti i fornitori Coop chiede una serie di impegni per il rispetto dei diritti dei lavoratori e prevede l’esecuzione di un piano di controlli a cui non si può venir meno, pena in caso di non-adesione l’esclusione dal circuito.

I controlli arrivano a coinvolgere le singole aziende agricole con un monitoraggio specifico. In caso di non-conformità alle tematiche in oggetto Coop chiede un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, può anche decidere di escludere i fornitori o i subfornitori coinvolti. Sono 10 le imprese escluse da Coop negli ultimi anni per il mancato rispetto delle norme etiche.

In questo momento, come in tutti gli altri anni, abbiamo 7 ispettori che controllano il rispetto del codice etico direttamente nei campi di pomodoro di Puglia e Campania.

Ma la battaglia non si vince solo coi controlli, è necessario evitare che la moneta cattiva scacci la buona e che la ricerca del prezzo più basso possibile faccia a pugni con i diritti delle persone.

Per questo motivo non facciamo le aste al ribasso ed abbiamo relazioni stabili e di lungo periodo coi nostri fornitori.

“Il prezzo che assicuriamo a chi produce – dichiara Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – permette il rispetto della sicurezza e la giusta retribuzione ai lavoratori e alle imprese. L’accordo di filiera Coop garantisce agli agricoltori del Sud un prezzo superiore di oltre il 10% rispetto al prezzo dell’accordo interprofessionale. Fare agricoltura nel rispetto delle regole e facendo in modo che siano coperti i costi di produzione non solo è possibile, ma è anche sostenibile. Con la campagna Buoni&Giusti Coop lo abbiamo dimostrato. Buoni&Giusti Coop vuole essere un apripista per intervenire concretamente sul lavoro nero e su tutte le forme di illegalità. Vuole dire che noi ci siamo.”

Roma, 8 agosto 2018

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La meglio Coop

gruppo

E’ finito il quarto Contest. Martedì sera abbiamo premiato il gruppo vincente Spunti di Benessere, a cui vanno tutti i complimenti di Scuola Coop. Menzione speciale della Giuria a Consapevolmente, l’ultimo gruppo a presentare il proprio progetto. La discussione con la Giuria è stata da brividi. A loro è andato, non a caso, il più lungo applauso della lunga due giorni, se escludiamo quello finale riservato giustamente ai vincitori.

In tanti immaginano il Contest come un concorso di idee; se ne può cioè avere una rappresentazione astratta, di pura creatività in movimento. In realtà il Contest, se lo conosci da vicino, sono i gruppi che nascono a Scuola. Quest’anno erano otto, per un totale di sessanta colleghi, sotto i trentacinque anni.

Ma non sono i numeri che rendono. Devi vedere gli occhi. In questi mesi li abbiamo visti cambiare: da timidi, curiosi, diffidenti, a corrucciati, stanchi, arrabbiati, a speranzosi, spaventati, emozionati. Gli ultimi giorni erano commossi. Eravamo tutti commossi. I ragazzi (sono donne e uomini bell’e fatti ma non perdiamo il vizio di chiamarli così), Scuola Coop, Giovanni Roncucci e Roberta Varotto, anche alcuni tra i tanti colleghi che ogni anno ci aiutano a fare festa nei giorni conclusivi.

Eravamo ad ascoltare i gruppi partecipi ed emozionati, perché quest’anno, ancora meno che in passato, il clima delle presentazioni non è stato quello dell’ultimo giorno di scuola, in cui ti affidi a una parte imparata più o meno a memoria, esprimendo la fiducia che solo i riti sono capaci di infondere. Non ce ne vogliano i gruppi degli anni scorsi, non è un racconto che vuole sminuire le precedenti edizioni, anzi. Senza i precedenti tre Contest, non avremmo mai saputo cogliere le emozioni nuove.

C’era l’orgoglio nei volti: l’energia positiva che derivava dall’aver pensato per mesi a soluzioni in grado di migliorare la Coop, la propria cooperativa, i propri negozi, la vita dei colleghi e dei soci. Pensato con la serietà del dettaglio, misurandosi il più possibile con la prova dei fatti, attraverso interviste, rendering, sondaggi. L’orgoglio di parlare da pari con la Giuria di dirigenti. L’orgoglio di essere stati selezionati per il Contest e di essere arrivati in fondo. C’era anche qualcosa di più: la “presenza” dei gruppi su quel palco esprimeva la voglia di stare lì fino in fondo a difendere le proprie idee, non come si fa in un gioco sapendo che c’è un premio in palio (importante ma fino a un certo punto); piuttosto come si fa con i fondamentali, sentendo che in palio ci sono opportunità future da cogliere, ritardi da colmare, posti di lavoro da tutelare, una identità da salvaguardare. Quest’anno ci credevano, in media, con una forza che abbiamo sentito inedita.

Quest’anno non abbiamo sentito la disponibilità a sorvolare di fronte alle provocazioni della Giuria ad esempio, che ci sono sempre state, perché fa parte del gioco e perché la Giuria sapeva fare proprio bene il suo mestiere. Sui temi cardine la richiesta di attenzione è stata sottolineata, in ogni progetto, con intenzione autentica e marcata: l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei soci, la formazione di chi lavora, l’innovazione, la responsabilità sociale e via e via.

E se ti chiedevi, ascoltandoli: che pensano questi ragazzi di Coop? La risposta ti arrivava diretta: che chiedono di più, che vogliono essere ascoltati, che sono preoccupati. Che sono pronti a dare un contributo maggiore e in diversi casi stanchi di aspettare. Più di uno ha già deciso di tornare a studiare o pensa di farlo, lasciando il lavoro perché non lo ritiene conciliabile con lo studio.

Scuola ha provato a essere un’ancora, in una fase in cui di ancore ce ne sono poche per tutti. Bisogna sapere che questo serbatoio di energia buona, più grande di quanto pensiamo, esiste.

E che la Coop di domani arriva da lì.

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Nimby in China, la collaborazione con Cifnews Italia

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La Cina è un mondo da scoprire. Una potenza economica e culturale in rapidissimo cambiamento. Con le sue contraddizioni e specificità, che cambiano da zona a zona del suo vasto territorio e che a volte possono farci sembrare di essere su un altro pianeta. Non a caso abbiamo scelto questa immagine per la prima copertina. Ci è stata gentilmente concessa dal fotografo Daniele Mattioli, che vive e lavora da anni a Shanghai. Questa foto è stata scelta dal National Geographic come copertina dello speciale “Inside China” nel 2007. In uno scatto, l’immagine di un paese che sembra sfuggirci ogni volta che tentiamo di metterlo a fuoco.

Per saperne di più Nimby ha avviato una collaborazione con Cifnews Italia, la sede italiana dell’omonimo portale cinese dedicato al cross-border e all’industria del commercio elettronico, nato nel 2013 a Xiamen.

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Attraverso una serie di domande Cifnews ci aiuterà a indagare meglio molti aspetti di questo paese.

Il primo articolo parla di logistica e di e-commerce, ed è già disponibile su Nimby.

Daniele Mattioli Photography

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Nimby è un luogo che ospita notizie riguardanti la grande distribuzione estera. Per ampliare il nostro panorama di riferimento e allargare lo sguardo.

È nato da un’idea di Scuola Coop ed è stato progettato assieme a rappresentanti delle Cooperative. È rivolto a tutti i lavoratori Coop. Se sei un lavoratore Coop e vuoi sapere come consultarlo scrivi a segreteria@scuola.coop.it 

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Quelli del Coop Contest – Day 3

Modulo III del Coop Contest 4. Questa volta non siamo stati troppo cattivi con le domande, vero?

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La spesa che non pesa – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.50La proposta di Giulia, Unicoop Firenze, ha catalizzato l’attenzione di molti dei partecipanti al Contest di quest’anno. Il gruppo, dopo qualche negoziazione, è costituito da Giulia di Unicoop Firenze, Ilaria e Claudia di Coop Amiatina, Luca e Paolo di Coop Lombardia, Elia e Pietro di Novacoop, Alberto di Coop Alleanza 3.0

Nessun stupore che il tema sia di quelli che aggregano. L’attenzione all’ambiente con la conseguente riduzione dell’uso di imballaggi usa e getta a favore dei vuoti a rendere richiede di certo una dedizione e un impegno di tempo nel supermercato superiore alle soluzioni take away. Ma la sensibilità ecologica non manca tra i giovani, come pure l’interesse verso le porzioni pensate su misura per ogni esigenza di acquisto, che evitano sprechiamo l di cibo sempre meno tollerabili. Lo sfuso poi si lega a un concetto di qualità conveniente: pago il prezzo del prodotto, non quello dell’imballaggio o della pubblicità.

Ecco che l’offerta si integra con i banchi assistiti di carne, pesce, gastronomia, panetteria e di prodotti (anche confezionate laddove non si può fare altrimenti) di produttori locali. Il km zero, o meglio il prodotto di fornitori regionali, soddisfa infatti un medesimo bisogno di tutela del territorio e dell’ambiente, che è nella sensibilità di chi sceglie. Laddove sfuso e locale non bastano, la preferenza va all’offerta di prodotti Viviverde Coop.
Il gruppo si sta cimentando nella creazione di un vero e proprio format di vendita inedito. In bocca al lupo!

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LegalCoop – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.45“Perché la cooperazione è il luogo della condivisione, dell’innovazione e della socialità, un laboratorio di economia per chi crede nel benessere collettivo”.

In queste poche parole presenti nel concept inviato troviamo il nucleo della proposta di Legal Coop.

Perché parliamoci chiaro a fronte di questa dichiarazione di intenti resa concreta da innumerevoli azioni coerenti, c’è anche una realtà quotidiana fatta del nome di Coop (spesso usato a sproposito a cappello di realtà distanti anni luce) associato a fatti e comportamenti che sono dall’altra parte della barricata rispetto alla legalità.

Per questo sia chi ha proposto l’idea, Claudia di CFT, a proposito benvenuti ai tre partecipanti del Contest di quest’anno provenienti dalla collaborazione con Generazioni di Legacoop, sia chi ha aderito all’invito a lavorare insieme e cioè   Domenico, Chiara, Jessica e Daniele di Alleanza 3.0, Marianna e Irene di Unicoop Firenze, Carol dell’Università di Padova hanno ritenuto che un progetto sulla Legalità fosse non solo utile ma anche urgente.

Si tratterà di costruire un progetto che contribuisca a rendere ancora più efficace il nostro essere allo stesso tempo imprese commerciali e sociali, rafforzando e\o creando dei canali di valorizzazione a partire dalle proposte già oggi presenti in Coop. Quindi ricadute tangibili ma anche visibili nei punti vendita, reti di Ambasciatori della nostra impresa, attingendo al bacino dei soci, dei lavoratori o dei partner imprenditoriali, associativi e istituzionali con i quali abbiamo in comune una certa visione dell’economia e della società. E chissà quante altre direzioni potranno essere seguite grazie al percorso appena cominciato.

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I punti della salute. FidelizzAmati – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-22 10.41.35Cibo croce e delizia dei nostri tempi.

Posto che la prima, grande, drammatica discriminazione è tra chi ci può accedere tranquillamente e chi no (e purtroppo i dati Istat confermano che in Italia il problema si sta ripresentando), il cibo ha assunto nel nostro mondo occidentale una centralità per certi versi sorprendente.

Si parla sempre più spesso di fenomeno di moda che va dal trash del food-porn al settarismo più spinto.

Ecco, tolta la testa e tolta la coda (come diceva una pubblicità di almeno 45 anni fa) rimane il cuore del tema: ed è a questo cuore che si rivolge il progetto “I punti della salute. FidelizzAmati”. Fuor di metafora organicista il tema è possiamo avere con i cibo un rapporto sano, equilibrato, che non si neghi i piaceri, che non sono solo sensoriali ma anche culturali, ma che tenga anche presenti le necessità di una corretta alimentazione?

E se la risposta è positiva il passaggio successivo è: Coop può fare di più in questa versante oltre quello che già propone da anni sia con i prodotti a marchio sia con le attività sull’educazione alimentare?

E si può legare questo tema  della corretta alimentazione in maniera più stringente al momento della spesa o almeno al luogo fisico ad esso ancora oggi deputato che sono i nostri punti vendita? E può essere che un servizio di consulenza personalizzato sull’alimentazione possa fare da volano ad una ulteriore fidelizzazione alla nostra insegna?

E ancora…e ancora..e ancora…perché davvero le questioni legate all’alimentazione sono come le ciliegie (tanto per rimanere in tema)  una tira l’altra.

Per nostra fortuna Martina, Klodian e Irene di Unicoop Firenze, Laura e Marco di Alleanza 3.0, Alessandro e le due Sonia di Coop Lombardia si sono detti disponibili a rischiare l’indigestione da problemi…tanto poi un nutrizionista che li aiuti a risolvere lo troveranno. Buona fortuna e in bocca al lupo (non letteralmente)!

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Self Coop 24 – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-21 12.27.07L’oggetto simbolo del progetto Self Coop 24 è la vending machine, cioè il distributore automatico, per offrire i prodotti Coop ventiquattr’ore su ventiquattro e in luoghi altri rispetto al punto vendita, riqualificati per l’occasione.

Da quest’idea della proponente, Eva, il gruppo ha cominciato a rimaneggiare, ad aggiungere, scomporre e ricomporre.

La vending machine è rimasta, ma non immaginatevi il solito distributore. Potrebbe diventare un vero e proprio chiosco multimediale per offrire una molteplicità di servizi. Dalla misurazione della pressione alla consultazione degli eventi più vicini e via dicendo.

Si vocifera anche di creare una linea ad hoc, ma è ancora tutto da vedere.

L’unica cosa sicura è che le potenzialità sono tantissime e sarà solo il gruppo a decidere cosa ne uscirà fuori.

Quindi un gran buon lavoro a Eva e Sara di Unicoop Tirreno, Jurgen, Mario e Jacopo di Coop Alleanza 3.0, Valentina di Coop Lombardia, Chiara e Ilaria di Coop Reno

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Dalla culla alla Coop – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-20 15.40.29Tra i forum e i blog dedicati alle mamme una domanda ricorrente è: come fare la spesa con i bambini? E tra le tante risposte, molte suggeriscono di rinunciare proprio all’idea.

Sarà per questo che Ilaria Raucci di Coop Lombardia e il gruppo Dalla culla alla Coop si è messo al lavoro per immaginare una Coop più accogliente verso bambini e genitori.

Si tratta di un progetto che parte da basi molto solide: l’attenzione di Coop verso i bambini e le loro famiglie si esprime attraverso esperienze consolidate come la linea Crescendo e Kids, il sito alimentazionebambini, e naturalmente l’educazione al consumo consapevole che lega Coop alle scuole da oltre trent’anni.

Si può fare di più?

Pensando ai negozi sicuramente sì, in pochi hanno spazi attrezzati per il cambio e l’allattamento ma non solo. Osservare da vicino tutta la fase dell’arrivo di un bimbo fino alla sua nascita e oltre rende consapevoli di una serie di bisogni legati alla cura di sè e del bimbo, che toccano l’alimentazione, la mobilità, la fruibilità dei principali servizi e sono legati da un’esigenza di sicurezza e protezione con cui si reinterpreta e si vive la quotidianità.

Anche per questo esiste una rete ampia e informale di supporto ai genitori o a chi si occupa di bambini che si nutre di esperienze, consigli e suggerimenti utili e che orienta scelte e consumi.

È noto che l’Italia non vanti da tempo primati demografici sulle nascite ma è anche vero che un’attenzione maggiore ai bisogni delle famiglie con bambini sarebbe un piccolo passo avanti. Non un incentivo a invertire la tendenza, questo certo richiede l’insieme delle forze di un sistema ma di sicuro un bel segnale di civiltà.

Ci piace pensare che Coop possa fare da apripista e per sapere dove ci porterà aspettiamo l’evoluzione del lavoro di Ilaria, Coop Lombardia – Marika e Nicole di Coop Liguria – Alessio e Fabio di Coop Alleanza 3.0 – Giulia di Coop Amiatina –  Fausto di Labcom

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Coop Innovation Lab – Coop Contest 4

Screenshot 2017-12-20 15.25.17Una volta era Adriano Olivetti. Che aveva intuito l’importanza di mettere al centro della propria organizzazione le persone coi loro bisogni, la cura del benessere individuale e sociale, la formazione continua (oggi ribattezzata long life learning), la cura del bello e della comodità degli ambienti, come volano di creatività e socializzazione. Ai giorni nostri, a far da contrappeso all’ansia per la produttività crescente e quindi all’attenzione per il qui e ora, cresce la consapevolezza che il cambiamento e la nuova conoscenza si sviluppano con una intensità tale che occorre strutturarsi nel continuo per accoglierla, per non restare indietro, per intercettarla.

L’idea di Marcella di Unifi, che propone luoghi nella periferia dell’organizzazione (cioè nei punti vendita) pensati per essere permeabili alla conoscenza e all’innovazione che preme da fuori, raccoglie questa suggestione, che sembra anche tenere assieme altre esigenze: la facilitazione dello scambio e della convivenza tra generazioni, l’accoglienza del sapere che portano con sé i nuovi assunti, il bisogno di realizzazione che per molte persone passa anche da un accrescimento cognitivo e culturale continuo.

Cosa avviene nel laboratorio di innovazione? Chi vuole allena il proprio cervello a quelle abilità che aiutano a comprendere le nuove tecnologie che si affacciano all’orizzonte, chi vuole condivide con altri il proprio sapere e si mette in connessione, nell’ottica che stiamo parlando di attività in orario lavorativo ma non obbligatorie. E altro ancora che Marcella e i suoi compagni di viaggio sono sulla strada di inventare.

Un augurio di buon lavoro a tutti i componenti del gruppo: Marcella e Viola di Unicoop Firenze, Giorgia di Novacoop, Cristian e Francesca di Coop Alleanza 3.0, Sara e Anita di Coop Lombardia, Elena di Centrale Adriatica

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