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Gli artigiani al lavoro

mani3Che c’azzeccano gli artigiani con i responsabili dei nostri punti vendita?

La famosa locuzione riportata in auge da Di Pietro (a proposito ve lo ricordate? Sembra preistoria) calza a pennello per provare a spiegare il senso di un nuovo percorso che ha preso il via a Scuola Coop lo scorso 8 Febbraio.

Chi sono gli artigiani?

A parte quelli che fanno i sofà che non riusciamo a comperare a prezzo pieno neanche minacciandoli, sono coloro che esercitano una professione coniugando le abilità pratiche con le conoscenze teoriche e traducendo il tutto  in un’attività di produzione più o meno originale: “colui che ha la capacità di fare con precisione e sicurezza,  che ha abilità  pratica combinata  con conoscenza teorica”.

Beh forse letta così e conoscendo un po’ l’attività dei nostri Direttori di punto vendita ecco che il parallelismo con gli artigiani si fa più congruo.

Se poi, come recita il titolo del corso, affianchiamo ad artigiano un altro bel sostantivo come complessità ecco che il ritratto del ruolo rivestito si fa davvero somigliante.

I nostri supermercati sono sistemi complessi,  in cui le variabili che interagiscono danno vita ad un organismo ogni volta unico, pur con caratteristiche riconoscibili e costanti all’interno delle singole cooperative.

E chi è chiamato al ruolo di capo di questa complessità sa perfettamente quanto la sua capacità di essere artigiano sia un fattore critico di successo.

Veniamo allora al percorso formativo vero e proprio:  l’obiettivo che ci poniamo è aumentare la capacità di analisi e di proposta di chi opera come responsabile di un punto vendita

In “Artigiani della complessità” sono presenti molte delle caratteristiche metodologiche che hanno rappresentato in questi anni il modo di proporre formazione, o forse apprendimento, a Scuola Coop.

Come abbiamo detto  c’è l’idea di artigianalità nell’accezione della passione per il lavoro ben fatto, che ha bisogno di attenzione personalizzata e non può essere preso a scatola chiusa da qualche sistema produttivo serializzato. Questo non significa rinunciare ad una base metodologica condivisa, tutt’altro. È solo da tale condivisione, infatti, che si può valorizzare il contributo della singola organizzazione o della singola persona.

C’è l’idea di complessità che applicata alle organizzazioni potrebbe essere intesa così: il massimo del risultato lo possiamo raggiungere solo grazie all’attivazione delle persone, non nonostante le persone. Non si può pensare che un centro, per quanto illuminato, possa reggere da solo il peso della complessità nella quale ci ritroviamo a navigare. Ci vogliono periferie (per noi i punti vendita?) attive, intelligenti, discretamente autonome, connesse e cooperanti.

E’ quello che i 24 partecipanti, provenienti da sei cooperative, hanno cominciato a fare nel primo modulo, proponendo idee di miglioramento per i propri punti vendita e cominciando a lavorare per far sì che dalle idee si possa passare a delle proposte strutturate e comprensibili e perché no? Attuabili

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