ScuolaCoop

Il Capoverso

Il Capoverso è il racconto del Master Capi Negozio 2015/2016. Il Master è un percorso di sei mesi, che ha visto coinvolti una quindicina di capi negozio provenienti un po’ da tutta Italia. Durante il corso si ragiona sul ruolo, sulle proprie potenzialità e caratteristiche. Sul conoscere meglio se stessi e il contesto in cui si lavora.

Scritto da Marco Bruschi

Versione stampabile con immaginiVersione stampabile senza immagini

Se qualcuno, sette mesi fa, fosse arrivato per sbaglio al parcheggio di Scuola Coop, si sarebbe trovato davanti a strana scena. Una quindicina di persone bendate, che si arrabattavano per raggiungere l’agognato obiettivo: arrivare in cima alle scale.
Uno di loro non aveva la benda e il suo compito era guidarli, e cominciava a parlare con il primo della fila.
– Va bene Katia, allora segui la mia voce. Un po’ più a destra. Avanti, avanti. Occhio adesso.
Gli altri si tenevano le mani sulle spalle e stavano attenti più che altro a non sfracellarsi. Dopo un po’, chi guidava aveva le mani nei capelli e chi aveva architettato tutto ciò se la rideva sornione.
– Questo è un po’ ciò che capita quando vi arrivano le comunicazioni “dall’alto”, – gli avrebbe detto dopo.

Cos'è un Capo Negozio

Per raccontare cos’è il Master Capi Negozio si dovrebbe innanzitutto capire cos’è un capo negozio. Ma così si entrerebbe in un cortocircuito, perché uno degli obiettivi del master è proprio quello di riflettere sul ruolo, sulla sua evoluzione e sui suoi confini.

Se tornassimo di nuovo da quel passante, quello che era capitato per caso nel parcheggio, scopriremmo che adesso è ancora più disorientato. Sta guardando queste persone che sono state legate come salami da una pellicola trasparente. Sembrano un mazzo di fiori, e chi sta nel mezzo non dev’essere proprio comodissimo. Davanti a loro sono stati disposti dei birilli. Chi li ha legati, che poi è lo stesso che poco prima gli aveva detto di raggiungere alla cieca la cima delle scale, adesso gli sta dicendo che l’obiettivo è raggiungere l’ultimo birillo nel minor tempo possibile, senza uscire dal cerchio.

– Avete due o tre minuti per pensarci, – aggiunge, ma quelli sono già partiti.

Il mazzo si arrabatta a passettini per fare il percorso. Chi è all’esterno trascina gli altri, si gira su se stessi; alla fine arrivano all’ultimo birillo e guardano verso l’alto. Come siamo andati?

– Insomma. C’è chi ha fatto molto meglio di voi. Pensate meglio alla strategia.

Il mazzo si riunisce in consultazione, mentre il passante nel parcheggio sta meditando se chiamare o meno la polizia. Intanto sono ripartiti. Sono più veloci stavolta, perché la tecnica è migliorata. Ma ancora non basta, possono ancora migliorare.

Ci riprovano ancora una o due volte. La pellicola viene spostata dal petto, più che altro per evitare il soffocamento. Si prova a metterla un po’ più su o un po’ più giù. Il passante ora è seduto sulla staccionata e guarda interessato. Dove diavolo vorranno arrivare?

All’ennesimo tentativo, all’ennesimo: “si può fare ancora meglio”, qualcuno dice:

– Ragazzi, ma cos’è ‘sto cerchio?

– Come cos’è? E’ questa cosa qui, no?

– Non lo so. Questa è una pellicola con cui siamo legati. Dove sta scritto che questo è il cerchio?

Sguardi dapprima un po’ perplessi, poi via via sempre più consapevoli.

Dalla staccionata, quel tipo, sentì distintamente:

– Non sta scritto da nessuna parte nemmeno che dobbiamo rimanere legati.

Qualcuno potrebbe dire che per “capo negozio” c’è una definizione pre e post Master. Molti dei partecipanti del Master 2015/2016 l’hanno detto – e scritto.

Ci si deve innanzitutto accordare sui termini. Il capo negozio può anche essere chiamato responsabile del punto vendita, oppure – più pomposamente – store manager. Fra le cooperative stesse non c’è omogeneità fra le parole. In alcune viene definito come responsabile, in altre direttore.

Come lo si voglia chiamare, c’è una definizione oggettiva e largamente condivisa di capo negozio:

La persona responsabile dell’intero punto vendita e delle persone che ci lavorano. Ha la responsabilità delle operazioni generali del punto vendita, assicurandosi che procedano senza problemi, in modo pulito e sicuro e raggiungendo gli obiettivi di vendita o di budget”.

Partendo da questo cappello introduttivo, andando a scavare un pochino di più, si scopre che poco più sotto iniziano ad aprirsi dei mondi interi. C’è una complessità che, come spesso accade, fa paura, sia vista dall’esterno che dall’interno. Per esempio:

Siamo diventati più amministrativi e meno commerciali.
Siamo a volte troppo presi dal perseguire gli obiettivi economici che ci vengono imposti, e in alcuni casi perdiamo di vista quello che dovrebbe essere il nostro ruolo relazionale/sociale e cooperativo.
Siamo spesso anche: salumieri, addetti al carico e scarico, cassieri, ortofrutticoli , amministrativi.
Il nostro ruolo prevede anche di essere un po’ psicologi, e un po’ insegnanti senza avere lauree in merito.

Queste righe, e altre che verranno dopo, sono frutto di un’attività che si chiama Il Capoverso, in cui Scuola Coop ha espresso tutto il suo sadismo proponendo ai capi negozio di scrivere. Raccontare ciò che era successo durante quei mesi di master e parlare del loro ruolo. Ma a questo arriveremo dopo.

Il passante sperso nel parcheggio, nel frattempo, è stato invitato ad accomodarsi dentro. Ormai si è appassionato alla cosa, e non c’è ragione perché rimanga là ai margini. Si chiama Carlo. Viene fatto entrare in una delle aule di Scuola Coop dove si trova davanti a una quindicina di facce sorridenti. Sono quelli che prima erano stati bendati e poi legati. Sono tutti capi negozio di diverse cooperative. Gestiscono tutti dei super, come dicono loro, cioè punti vendita che vanno dai 400 ai 2500 metri quadri. Sono un pubblico variegato, donne e uomini di diverse età. Alcuni di loro sono giovanissimi. Tutti loro, secondo la definizione oggettiva, sono responsabili dell’operato di almeno venti persone. Alcuni fino a sessanta.

A Carlo vengono sciorinati tutti questi dati ed è già un po’ in confusione. Non ha nemmeno ben capito cosa significhi davvero essere un capo negozio. Sì, va bene, ma che lavoro fate?, vorrebbe chiedere. Ma adesso c’è la pausa caffè.

Vedendoli chiacchierare, prendendosi il tempo necessario per parlare tranquillamente dei più svariati argomenti, Carlo capisce subito una cosa. Già essere lì, assieme a persone nel loro stesso ruolo, è un’occasione che non capita molto spesso. Si stanno ancora conoscendo, certo, perché è il primo modulo, ma presto impareranno a fidarsi l’uno dell’altro e a prendersi in giro con gusto. Avranno modo di confrontare le varie realtà, le loro esperienze con quelle degli altri. Sapere di poter alzare il telefono e poter parlare con qualcuno che conosci davvero, è fondamentale.

Carlo sta in silenzio, li osserva. Il più giovane non avrà trent’anni. E’ un ragazzo smilzo, con gli occhiali, che quando incrocia i suoi occhi gli sorride. Due di loro già ridono e si punzecchiano bonariamente. C’è chi parla di lavoro, mentre sorseggia il caffè, ascolta con serietà e si muove come qualcuno che sta cercando qualcosa ma non riesce a trovarlo. Una di loro esce a fumare. Guarda lontano, il fumo che le esce dalla bocca, con lo sguardo fiero di chi nella vita ha preso molte batoste, ma non getterà così facilmente la spugna.

Ha già deciso che resterà con loro.

Il ruolo

Il ruolo del capo negozio è molto complicato perché fa da connettore fra la direzione – tutto ciò che viene definito “in alto” – e i dipendenti del punto vendita, che lavorano tutti i giorni a contatto con il cliente. Essendo nel mezzo, può sentirsi esposto a due fuochi di fila. Da una parte le esigenze della direzione, gli obiettivi e le regole da far applicare. Dall’altra si trova davanti le persone che poi devono tradurre in azioni concrete le direttive, problemi e imprevisti, necessità che spesso collidono con ciò che è stato detto sopra. Inoltre, deve confrontarsi con una serie di soggetti terzi, che a volte proprio terzi non sono, come per esempio i fornitori, la ASL e i clienti e soci stessi.

Uno dei testi prodotti durante l’ultima giornata del master 2015/16 si intitola Ti diranno che. E’ un testo rivolto a degli ipotetici allievi capo negozio, che dovrebbero entrare in ruolo da lì a poco. Quando il testo è stato letto, qualcuno ha scherzato:

– Cosa vogliamo fare? Li vogliam far scappare subito?

Il testo raccoglie molte delle cose che anche a loro erano state dette. Cose del tipo:

Ma anche:

E anche un po’ di:

– Ah ah, no, non li vogliamo fare scappare. Siamo qui per dire la verità no?

La verità è che tutte quelle cose e mille altre ancora, sono vere e false allo stesso tempo. La seconda parte del testo si intitola In pratica può succedere che. Può succedere che una regola che è stata imposta “dall’alto” non sia applicabile. Oppure che non ci sia il tempo fisico per seguire tutto ciò che c’è da fare. Oppure che ti arriva una consegna sbagliata e ti trovi senza zucchine e con il triplo dei pomodori previsti. Oppure che qualcuno dei collaboratori non faccia le cose come andrebbero fatte – o come ti aspetteresti. Può capitare un’epidemia di influenza che ti fa ritrovare senza cassiere, o senza addetti al banco pescheria – e lo devi fare tu. Oppure che si voglia fare un allestimento in un certo modo, che però non rispetterebbe del tutto le direttive commerciali.

Sono solo alcuni piccoli esempi. Nemmeno loro riescono a descrivere la complessità. Ma almeno una domanda potrebbero farla sorgere:

“Ma se è davvero così, come si fa?”

Come si fa a non sentirsi schiacciati? Come si fa a non provare risentimento verso qualcuno o qualcosa? Come si fa a tener duro?

Durante quel primo giorno di Master, Carlo percepiva quelle domande nell’aria. Magari non erano le stesse, magari non erano state espresse. Però alcuni di loro, forse tutti, cercavano le relative risposte. O metodi diversi, per non limitarsi solo a pensare che tanto è così, non ci si può fare niente. Alla fine del primo modulo erano già tutti stanchi di rispondere alzando le spalle.

L’innovazione è una trasgressione andata a buon fine

Era una delle giornate più fredde dell’anno e tutto il gruppo stava andando a visitare una cella frigorifera di diecimila metri quadri. Per la precisione stavano andando a Rivalta, dove c’è la piattaforma di smistamento di tutti i prodotti freschi e freschissimi di Piemonte, Lombardia e Liguria. Carlo era con loro, perché ormai si sentiva a casa. Aveva imparato che per “freschi” e “freschissimi” loro intendevano la frutta e la verdura, le mozzarelle, gli yogurt; tutte quelle cose che deperiscono. Erano stati anche in altri posti e sarebbero andati a visitare Fior Food a Torino e la sede di Novacoop – [la visita fra Vercelli e Torino è raccontata qui]

Siamo al penultimo modulo del Master e non era la prima uscita che facevano. Erano andati a visitare il punto vendita di Empoli, quello di Novoli, a Firenze. Avevano anche incontrato tante persone, che avevano raccontato la loro esperienza. Tante cose belle. Soprattutto, tante cose belle di Coop, che, messe tutte in fila, fanno un po’ riflettere. E’ facile pensare che tutto vada male, quando sei attorniato da tanti piccoli problemi che devi risolvere, o da fastidi che sembrano perseguitarti. Vedere tante belle realtà, una dietro l’altra, del mondo in cui lavori, non è banale. Non significa che si vive nel miglior mondo possibile, ma che c’è anche qualcos’altro, oltre i problemi immediatamente percettibili, ed è importante, ogni tanto, ricordarselo.

Durante tutti quei mesi, sia faccia a faccia, sia a distanza, il dialogo fra le persone non era mai cessato. Per confrontarsi su problemi comuni ma anche solo per chiedere: come stai?

Vedendo o ascoltando tutte quelle belle realtà, il dubbio che fosse possibile era pian piano germinato.

Che sia stato merito del Master o no, fatto sta che qualcuno nel proprio punto vendita aveva provato a riflettere su come cambiare le cose che non funzionavano – oppure aveva provato a farle funzionare meglio. Dai testi del Capoverso:

C’erano le primule in offerta in 3 x 2 , e nessuno nel mio negozio credeva che un punto vendita così piccolo avesse una chance di vendita. In realtà, inventandomi un allestimento ad hoc, su mia responsabilità, e tranquillizzando tutto il mio gruppo di lavoro, siamo risultati molto performanti pari   o addirittura superiori a negozi di metrature molto elevate.

Grazie anche a ciò che abbiamo appreso durante questo MASTER, siamo convinti che l’innovazione sia una “trasgressione“ andata a buon fine, che porta sempre valore aggiunto al nostro lavoro.

Vi facciamo un piccolo esempio: uno di noi ha reinterpretato le indicazioni espositive mensili, che avevano per tema la “sagra delle arance” all’entrata del negozio. Il collega ha mantenuto questo tema, ma ha deciso di allestirlo nella zona ortofrutta. All’entrata del negozio ha invece allestito un’esposizione di   salumi locali. Ciò ha permesso di ottenere più risultati:

aumento delle vendite del comparto salumi, fidelizzazione del cliente sul prodotto locale, aumento margine a valore, vendita attiva pagata dal fornitore ,  raggiungimento degli obiettivi della sagra degli agrumi e soprattutto “gratificazione collettiva vendendo un pezzo in più”.

Tutti diamo per scontato perché da sempre è così; che le avancasse devono per forza essere gestite da fornitori esterni. In realtà, uscendo dagli schemi, ho allestito una avancassa a tema con prodotto Coop con un grande successo. La cosa può portare alla vendita di un pezzo in più e sicuramente fa rappresentanza.

Le avancasse, come qualcuno spiegò a Carlo, sono quella parte della cassa dove la gente si mette in fila. Di solito ci stanno i cioccolatini o le gomme. Di solito, ma non è detto che sia una regola. Si può scoprire infatti che, almeno in una cooperativa, una su tre non è vincolata da un contrato con i fornitori. Alla ragazza che ha deciso di cambiare quell’allestimento, nessuno era andato a dirglielo. Ha deciso di impegnarsi da sola per controllare ben bene i contratti. Non si è accontentata del “si fa così perché è sempre stato così”. Il che è molto diverso da rifiutare completamente le regole. Semmai assomiglia molto al volerle migliorare.

Piano piano un po’ tutti hanno cominciato  ad accontentarsi sempre di meno e a capire che, dove prima rispondevano con un’alzata di spalle, potevano in realtà trovare molteplici motivazioni. E’ stato molto difficile. Soprattutto perché a volte, la causa non andava cercata fuori, ma in loro stessi. Se l’organizzazione non supporta a dovere, se i collaboratori non supportano a dovere, non è detto che non si possa trovare quel pezzo in più che manca per far funzionare comunque le cose.

L'attività: il Capoverso

L’attività che Scuola Coop ha proposto durante l’ultimo modulo del Master non era mai stata fatta prima. C’era il rischio che le persone la trovassero noiosa.

– Ma non è che questa cosa diventa una palla?

– Mah, non so. Proviamo.

A Scuola le cose funzionano un po’ così. Non ci sono modelli predefiniti e ci si adatta al contesto. Si rischia e si prova.

L’idea consisteva nel ripercorrere assieme – prima in coppia e poi in gruppo – le cose fatte in quei mesi. Per ogni punto, i partecipanti dovevano scrivere qualche riga, poi riunirsi per produrre tre testi: uno rivolto a futuri capo negozio, uno al presidente di una cooperativa appena insediato e uno ai propri colleghi capo negozio. Il patto era da entrambe le parti: se volete farlo, noi poi ci impegniamo a produrre un testo da pubblicare sul nostro sito. Ed è quello che state leggendo adesso.

I dubbi si sono palesati subito.

– Oh mamma, ci state dicendo che dobbiamo scrivere?

– Scrivere scrivere? Non possiamo parlare, eh?

Con un sorriso: – Ma chi l’ha scelto ‘sto nome.

Poi, altrettanto velocemente, si sono dissipati. Ciò che prima provocava timore, è diventato uno strumento per dire, finalmente, la propria; per raccontarsi a vicenda un percorso; per narrare e narrarsi.

La prima considerazione era stata che, cavolo, se n’erano fatte di cose. Si erano incontrate persone – di Coop ma anche no, dirigenti ma anche artigiani, imprenditori – tutti appassionati al proprio lavoro e con la voglia di fare di più. Si erano visti video e film, analizzati casi di studio, per poi ridiscutere tutto assieme. Gite, visite, viaggi, per andarsele a cercare le conoscenze, senza aspettare che battano alla porta. Per andare a trovarli, gli stimoli.

Il sottotitolo de Il Capoverso è: viaggio verso il capo Coop.

Un viaggio, è proprio quello che i partecipanti hanno fatto attraverso i loro scritti. Un viaggio a ritroso, guardando le cose dalla fine del percorso – guardandole dall’alto, come ci piace pensare. Arricchiti da un bagaglio di esperienze che Scuola Coop ha voluto dargli, ma che era compito loro assimilare e interpretare.

Guardarsi meglio

Dall’esercitazione abbiamo imparato che spesso ci blocchiamo a fronte di indicazioni non chiare e ci limitiamo ad applicarle senza analizzare cosa sarebbe più efficace. La sensazione è stata  il non essere riusciti a vedere la risoluzione, in quanto si era tutti presi a trovare una soluzione tecnica anziché una soluzione efficace. […] Spesso nel quotidiano ci facciamo sommergere da tanti problemi per la maggior parte dei quali la soluzione è molto più semplice.

Questo Capoverso riguarda la pellicola trasparente. Quella cosa con cui i partecipanti erano stati legati come salami durante il primo modulo. Questo invece riguarda la passeggiata bendata:

Anche se affrontata con il sorriso, l’esperienza ci ha dimostrato quanto sia difficile impartire chiaramente degli ordini e di quanta precisione ci debba essere nel trasmettere indicazioni. Tutto questo lo ritroviamo ogni giorno nel nostro lavoro ed averne avuto una tale dimostrazione puo aiutare ad evitarlo.”

Riflessioni del genere, durante il Master, ce ne sono state tante. A un certo punto, i partecipanti hanno iniziato a mettere in pratica la cosa più preziosa che potessero fare: guardare meglio dentro di sé.

Questo percorso è molto difficile, perché per dare dei risultati dev’essere onesto. Non è semplice guardarsi allo specchio e soprattutto non è semplice ammettere che forse si sta sbagliando qualcosa. E’ ancora più difficile confrontarsi sui propri punti deboli con gli altri. Per poterlo fare, la fiducia dev’essere alta. Non vai a raccontare gli affari tuoi al primo che passa. Per queste cose ci vuole tempo. Una delle cose strane del master è proprio questa: il tempo. Non è da tutti avere a disposizione sei mesi per spalmare gli incontri e per conoscere sempre meglio chi ti sta davanti.

Se non fosse stato grazie al tempo, non sarebbe stato possibile confrontarsi su un caso reale, che una delle partecipanti a un certo punto si è sentita di descrivere. Aveva problemi con una sua capo reparto, che era nel punto vendita da molto tempo e non riconosceva la sua autorità. Una mezza giornata del Master si è focalizzata proprio su questo. Prima, ha esposto le cose dal suo punto di vista, per un quarto d’ora, senza essere interrotta. Poi i partecipanti poterono farle delle domande, a patto che fossero volte alla ricerca di informazioni e non esprimessero nessun giudizio. Dopo questo passaggio, è andata in un angolino della stanza, mentre gli altri commentavano fra loro quello che avevano sentito e lei prendeva appunti. Tutti sapevano che lei stava ascoltando, ma la cosa non ha reso i ragionamenti affettati. Le persone hanno discusso fra loro ed espresso il loro punto di vista. E’ una cosa possibile solo se è chiaro a tutti che nessuno è lì per giudicare, semmai per offrire il proprio contributo. Come collega e come amico.

– Oddio, – ha commentato poi la ragazza, – mi avete fatto vedere sfumature che non avevo mai considerato.

Durante i moduli del Master, il focus è rimasto sempre meno sull’esterno e si è spostato sempre più sull’interno. Il che non si è tradotto nel dimenticarsi dei problemi oggettivi, ma nel ridimensionarli, anche accettando il fatto che forse non si sta facendo abbastanza per risolverli, o che addirittura ne siamo una concausa.

Si sentivano sempre di più frasi che iniziavano con: “ammetto che”, “confesso che”, “ripensandoci, in effetti ho capito che”.

Si respirava sempre di più la consapevolezza che i problemi, sia esterni che interni, potevano essere ridimensionati. Anzi, che ridimensionarli era il punto di partenza. Il passaggio successivo era affrontarli tenendo conto di una pluralità di risorse e di modi, anche reinterpretando o volutamente discostandosi dalla norma o dalle regole. Dal famoso “è sempre stato così”.

La differenza la dobbiamo fare sia con il nostro prodotto ma soprattutto con le nostre PERSONE”, si legge nella lettera al fantomatico Presidente appena insediato. I capi negozio hanno ben chiaro il significato di questa parola. Persone.

Non preoccuparti troppo dell’io perché senza il noi neanche lo potresti aprire il negozio”, ha scritto qualcuno.

Le parole organizzazione, mestiere, rappresentanza, personale, si leggono in più punti. Sono le quattro aree in cui si potrebbe tagliare con l’accetta il loro lavoro. Tutte e quattro devono convivere assieme per andare avanti. Proprio come un punto vendita è formato da tante parti che devono non solo coesistere, ma far sì che il tutto sia maggiore della somma delle parti.

Ed è proprio per questo che è impossibile dare una definizione univoca di “capo negozio”. Perché sono persone. Così come lo sono i loro collaboratori e i loro dirigenti. Come la cooperativa in cui lavorano.

Il pezzo in più

Non a caso, due testi su tre erano indirizzati a capo negozio o allievi capo negozio. Il destinatario dei colleghi è stato scelto dai partecipanti stessi. Probabilmente sentivano la voglia di comunicare a persone che hanno il loro stesso ruolo, ciò che avevano capito in quei sei mesi di incontri, storie e confronti. Mesi in cui si sono arrabattati nel ripensamento di loro stessi. Si sono trovati davanti a esempi che li hanno fatti vacillare, hanno intrapreso un percorso di autocritica, di analisi interiore e di acquisizione di consapevolezza.

Forse davvero si può parlare di un capo negozio prima e dopo il Master, ma non è compito di chi scrive questo testo determinarlo. Parte del suo compito è, però, sottolineare l’importanza di un concetto che è stato ripetuto più e più volte, durante i moduli. Il pezzo in più.

Il pezzo in più può essere determinante. E’ quella cosa che vendi a una persona che arriva alle sette e quarantacinque di sera, trafelata e stanca, che ha voglia di comprare solo un piatto pronto e il latte per la mattina dopo. Il pezzo in più è quello che vendi se ti sei organizzato per fare uscire le baguette fresche verso le sette di sera, cosicché quella persona e tutte quelle come lui, la vedano lì, ancora calda e fragrante, e decidano di prenderla per accompagnare la cena.

Il pezzo in più è la carbonella che vendi d’estate, perché l’hai messa davanti alla carne, e i clienti vengono ispirati e decidono di farsi una grigliata.

Il pezzo in più sono le primule che una delle partecipanti ha venduto perché ha deciso di trasgredire consapevolmente una regola.

Il pezzo in più, a volte, può anche essere un sorriso.

Alla fin fine, lo scopo del Master è proprio questo. Permettere a chi partecipa, a chi si appassiona e ci prova, a chi riflette, a chi si mette in gioco, di trovare il pezzo in più. Il suo pezzo in più, che è diverso da tutti gli altri e che non si può insegnare o vendere. Che è già lì e va solo riscoperto.

Alcuni di loro, all’inizio del Master, si erano posti una domanda: Come dovrebbe essere il tuo negozio? Non erano mai riusciti a darsi una risposta secca, certa. Nel loro scritto, nell’ultimo modulo del Master, l’hanno fatto. Queste poche righe potrebbero essere allegoria del loro ruolo, della loro voglia di andare oltre, del loro pezzo in più.

Come dovrebbe essere il tuo negozio?

La risposta non può essere una perché ciascuno di noi ha uno stile e una personalità che colora, completa e rende vivo il negozio al di là dei percorsi obbligati e delle buone pratiche .

Il bello di questo mestiere sta proprio nel poter imprimere la nostra impronta a dispetto di tutti i vincoli.”

Alla prossima

Carlo non voleva vederli andar via. E’ per questo che fece un saluto veloce e rimase in aula. Poi, andò a sbirciare dalla finestra. Li vide là nel parcheggio, che si abbracciavano e si stringevano la mano. Tutti avevano in bocca il morso della malinconia.

– Dobbiamo rivederci tutti assieme, – stavano dicendo.

Due di loro continuarono a prendersi in giro e a ridere fin quando non fu l’ora di andare davvero. Quello che si muoveva come se stesse cercando qualcosa, si muoveva ancora nello stesso modo, però sembrava stesse andando in una direzione precisa. Afferrò con forza la maniglia della portiera.

– Alla prossima allora.

Salirono in macchina.

Solo una rimase. La ragazza che il primo giorno era uscita a fumare. Anche adesso fumava. Guardava lontano, come quella volta. Ma ora i suoi occhi brillavano.

Hanno partecipato al Master Capi Negozio 2015/2016: Raffaella Roncarati, Katia Maccaferri, Marco Candido, Mauro Neri, Francesca Solferino, Anna Manca, Alessandro Valente, Nadia Sandrin, Pierpaolo Ius, Monica Del Sante, Antonio Raia, Davide Pivetta, Matteo Poles, Enrico Bragherio, Marco Nobile, Giuseppe Bologna

<ul><li><strong>wootable_business_hours</strong> - a:7:{s:3:"sun";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"1";}s:3:"mon";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}s:4:"tues";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}s:3:"wed";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}s:5:"thurs";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}s:3:"fri";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}s:3:"sat";a:3:{s:11:"openingtime";s:5:"09:00";s:11:"closingtime";s:5:"17:00";s:6:"closed";s:1:"0";}}</li><li><strong>wootable_confirmation_box_message</strong> - Would you like to proceed with the selected reservation details?</li><li><strong>wootable_max_number_of_people</strong> - 10</li><li><strong>wootable_page_booking</strong> - 76740</li><li><strong>wootable_page_manage</strong> - 76741</li><li><strong>wootable_reservation_interval</strong> - 1</li><li><strong>wootable_send_confirmation_to_restaurant</strong> - 1</li><li><strong>wootable_time_format</strong> - 24</li><li><strong>woothemes_settings</strong> - a:0:{}</li><li><strong>woo_ads_rotate</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_home</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_home_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_home_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60b.jpg</li><li><strong>woo_ad_home_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_image_1</strong> - </li><li><strong>woo_ad_image_2</strong> - </li><li><strong>woo_ad_image_3</strong> - </li><li><strong>woo_ad_image_4</strong> - </li><li><strong>woo_ad_image_5</strong> - </li><li><strong>woo_ad_image_6</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_mpu_disable</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_mpu_image</strong> - http://www.scuolacoop.it/wp-content/themes/gazette-new/images/300x100.jpg</li><li><strong>woo_ad_mpu_url</strong> - #</li><li><strong>woo_ad_top</strong> - false</li><li><strong>woo_ad_top_adsense</strong> - </li><li><strong>woo_ad_top_disable</strong> - true</li><li><strong>woo_ad_top_image</strong> - http://www.woothemes.com/ads/468x60a.jpg</li><li><strong>woo_ad_top_url</strong> - http://www.woothemes.com</li><li><strong>woo_ad_url_1</strong> - </li><li><strong>woo_ad_url_2</strong> - </li><li><strong>woo_ad_url_3</strong> - </li><li><strong>woo_ad_url_4</strong> - </li><li><strong>woo_ad_url_5</strong> - </li><li><strong>woo_ad_url_6</strong> - </li><li><strong>woo_alt_stylesheet</strong> - default.css</li><li><strong>woo_author</strong> - false</li><li><strong>woo_auto_img</strong> - false</li><li><strong>woo_body_color</strong> - </li><li><strong>woo_body_img</strong> - </li><li><strong>woo_body_pos</strong> - top</li><li><strong>woo_body_repeat</strong> - no-repeat</li><li><strong>woo_button_color</strong> - </li><li><strong>woo_comments</strong> - </li><li><strong>woo_contactform_email</strong> - </li><li><strong>woo_coords</strong> - true</li><li><strong>woo_cufon_disabled</strong> - false</li><li><strong>woo_custom_css</strong> - </li><li><strong>woo_custom_favicon</strong> - </li><li><strong>woo_custom_seo_template</strong> - a:3:{i:0;a:5:{s:4:"name";s:10:"seo_info_1";s:3:"std";s:0:"";s:5:"label";s:4:"SEO ";s:4:"type";s:4:"info";s:4:"desc";s:191:"Additional SEO custom fields available: <strong>Custom Page Titles</strong>. Go to <a href="http://www.scuolacoop.it/wp-admin/admin.php?page=woothemes_seo">SEO Settings</a> page to activate.";}i:1;a:5:{s:4:"name";s:10:"seo_follow";s:3:"std";s:5:"false";s:5:"label";s:16:"SEO - Set follow";s:4:"type";s:8:"checkbox";s:4:"desc";s:77:"Make links from this post/page <strong>followable</strong> by search engines.";}i:2;a:5:{s:4:"name";s:11:"seo_noindex";s:3:"std";s:5:"false";s:5:"label";s:13:"SEO - Noindex";s:4:"type";s:8:"checkbox";s:4:"desc";s:56:"Set the Page/Post to not be indexed by a search engines.";}}</li><li><strong>woo_desserts_term_id</strong> - 246</li><li><strong>woo_diner_address</strong> - </li><li><strong>woo_diner_currency</strong> - $</li><li><strong>woo_diner_intro_text</strong> - An introduction message for visitors to your Diners website.</li><li><strong>woo_diner_intro_text_header</strong> - Some more information</li><li><strong>woo_diner_intro_text_image</strong> - http://www.scuolacoop.it/wp-content/themes/diner/images/temp-moreinfo.jpg</li><li><strong>woo_diner_map_latitude</strong> - </li><li><strong>woo_diner_map_longitude</strong> - </li><li><strong>woo_diner_map_pov_pitch</strong> - </li><li><strong>woo_diner_map_pov_yaw</strong> - </li><li><strong>woo_diner_map_type</strong> - Normal</li><li><strong>woo_diner_map_zoom_level</strong> - 6</li><li><strong>woo_featured</strong> - false</li><li><strong>woo_featured_category</strong> - Blog</li><li><strong>woo_featured_img_pos</strong> - Right</li><li><strong>woo_feat_entries</strong> - 3</li><li><strong>woo_feedburner_id</strong> - </li><li><strong>woo_feedburner_url</strong> - </li><li><strong>woo_feed_url</strong> - </li><li><strong>woo_font_body</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}</li><li><strong>woo_font_nav</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#9b8b8b";}</li><li><strong>woo_font_post_entry</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}</li><li><strong>woo_font_post_meta</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"11";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#868686";}</li><li><strong>woo_font_post_title</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"32";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#222222";}</li><li><strong>woo_font_site_title</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"42";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}</li><li><strong>woo_font_tagline</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"15";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:6:"italic";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}</li><li><strong>woo_font_widget_titles</strong> - a:5:{s:4:"size";s:2:"20";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}</li><li><strong>woo_footer_aff_link</strong> - </li><li><strong>woo_footer_left</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_left_text</strong> - <p></p></li><li><strong>woo_footer_right</strong> - false</li><li><strong>woo_footer_right_text</strong> - <p></p></li><li><strong>woo_framework_template</strong> - a:20:{i:0;a:3:{s:4:"name";s:18:"Framework Settings";s:4:"icon";s:7:"general";s:4:"type";s:7:"heading";}i:1;a:6:{s:4:"name";s:21:"Super User (username)";s:4:"desc";s:246:"Enter your <strong>username</strong> to hide the Framework Settings and Update Framework from other users. Can be reset from the <a href='http://www.scuolacoop.it/wp-admin/options.php'>WP options page</a> under <em>framework_woo_super_user</em>.";s:2:"id";s:24:"framework_woo_super_user";s:3:"std";s:0:"";s:5:"class";s:4:"text";s:4:"type";s:4:"text";}i:2;a:5:{s:4:"name";s:21:"Disable SEO Menu Item";s:4:"desc";s:61:"Disable the <strong>SEO</strong> menu item in the theme menu.";s:2:"id";s:25:"framework_woo_seo_disable";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:3;a:5:{s:4:"name";s:33:"Disable Sidebar Manager Menu Item";s:4:"desc";s:73:"Disable the <strong>Sidebar Manager</strong> menu item in the theme menu.";s:2:"id";s:25:"framework_woo_sbm_disable";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:4;a:5:{s:4:"name";s:28:"Disable Buy Themes Menu Item";s:4:"desc";s:68:"Disable the <strong>Buy Themes</strong> menu item in the theme menu.";s:2:"id";s:32:"framework_woo_buy_themes_disable";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:5;a:5:{s:4:"name";s:24:"Enable Custom Navigation";s:4:"desc";s:182:"Enable the old <strong>Custom Navigation</strong> menu item. Try to use <a href='http://www.scuolacoop.it/wp-admin/nav-menus.php'>WP Menus</a> instead, as this function is outdated.";s:2:"id";s:20:"framework_woo_woonav";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:6;a:5:{s:4:"name";s:25:"Theme Update Notification";s:4:"desc";s:101:"This will enable notices on your theme options page that there is an update available for your theme.";s:2:"id";s:35:"framework_woo_theme_version_checker";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:7;a:5:{s:4:"name";s:29:"Disable Shortcodes Stylesheet";s:4:"desc";s:76:"This disables the output of shortcodes.css in the HEAD section of your site.";s:2:"id";s:32:"framework_woo_disable_shortcodes";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:8;a:5:{s:4:"name";s:26:"Remove Generator Meta Tags";s:4:"desc";s:81:"This disables the output of generator meta tags in the HEAD section of your site.";s:2:"id";s:31:"framework_woo_disable_generator";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:9;a:5:{s:4:"name";s:17:"Image Placeholder";s:4:"desc";s:151:"Set a default image placeholder for your thumbnails. Use this if you want a default image to be shown if you haven't added a custom image to your post.";s:2:"id";s:27:"framework_woo_default_image";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:6:"upload";}i:10;a:3:{s:4:"name";s:8:"Branding";s:4:"icon";s:4:"misc";s:4:"type";s:7:"heading";}i:11;a:5:{s:4:"name";s:20:"Options panel header";s:4:"desc";s:50:"Change the header image for the WooThemes Backend.";s:2:"id";s:34:"framework_woo_backend_header_image";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:6:"upload";}i:12;a:5:{s:4:"name";s:18:"Options panel icon";s:4:"desc";s:56:"Change the icon image for the WordPress backend sidebar.";s:2:"id";s:26:"framework_woo_backend_icon";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:6:"upload";}i:13;a:5:{s:4:"name";s:20:"WordPress login logo";s:4:"desc";s:51:"Change the logo image for the WordPress login page.";s:2:"id";s:31:"framework_woo_custom_login_logo";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:6:"upload";}i:14;a:3:{s:4:"name";s:15:"Import / Export";s:4:"icon";s:4:"misc";s:4:"type";s:7:"heading";}i:15;a:5:{s:4:"name";s:14:"Import Options";s:4:"desc";s:59:"Import the options from another installation of this theme.";s:2:"id";s:28:"framework_woo_import_options";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"textarea";}i:16;a:5:{s:4:"name";s:14:"Export Options";s:4:"desc";s:94:"Export the options to another installation of this theme, or to keep a backup of your options.";s:2:"id";s:28:"framework_woo_export_options";s:3:"std";s:3220:"YTo0Mzp7czoxODoid29vX2FsdF9zdHlsZXNoZWV0IjtzOjExOiJkZWZhdWx0LmNzcyI7czoxMjoid29vX2F1dG9faW1nIjtzOjU6ImZhbHNlIjtzOjE0OiJ3b29fYm9keV9jb2xvciI7czowOiIiO3M6MTI6Indvb19ib2R5X2ltZyI7czowOiIiO3M6MTI6Indvb19ib2R5X3BvcyI7czozOiJ0b3AiO3M6MTU6Indvb19ib2R5X3JlcGVhdCI7czo5OiJuby1yZXBlYXQiO3M6MTY6Indvb19idXR0b25fY29sb3IiO3M6MDoiIjtzOjEyOiJ3b29fY29tbWVudHMiO3M6MDoiIjtzOjIxOiJ3b29fY29udGFjdGZvcm1fZW1haWwiO3M6MDoiIjtzOjE0OiJ3b29fY3VzdG9tX2NzcyI7czowOiIiO3M6MTg6Indvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbiI7czowOiIiO3M6MTI6Indvb19mZWVkX3VybCI7czowOiIiO3M6MTM6Indvb19mb250X2JvZHkiO3M6MTE2OiJhOjU6e3M6NDoic2l6ZSI7czoyOiIxNCI7czo0OiJ1bml0IjtzOjI6InB4IjtzOjQ6ImZhY2UiO3M6NzoiR2VvcmdpYSI7czo1OiJzdHlsZSI7czowOiIiO3M6NToiY29sb3IiO3M6NzoiIzJjMjUyNSI7fSI7czoxMjoid29vX2ZvbnRfbmF2IjtzOjExNjoiYTo1OntzOjQ6InNpemUiO3M6MjoiMTQiO3M6NDoidW5pdCI7czoyOiJweCI7czo0OiJmYWNlIjtzOjc6Ikdlb3JnaWEiO3M6NToic3R5bGUiO3M6MDoiIjtzOjU6ImNvbG9yIjtzOjc6IiM5YjhiOGIiO30iO3M6MTk6Indvb19mb250X3Bvc3RfZW50cnkiO3M6MTE2OiJhOjU6e3M6NDoic2l6ZSI7czoyOiIxNCI7czo0OiJ1bml0IjtzOjI6InB4IjtzOjQ6ImZhY2UiO3M6NzoiR2VvcmdpYSI7czo1OiJzdHlsZSI7czowOiIiO3M6NToiY29sb3IiO3M6NzoiIzJjMjUyNSI7fSI7czoxODoid29vX2ZvbnRfcG9zdF9tZXRhIjtzOjExNDoiYTo1OntzOjQ6InNpemUiO3M6MjoiMTEiO3M6NDoidW5pdCI7czoyOiJweCI7czo0OiJmYWNlIjtzOjU6IkFyaWFsIjtzOjU6InN0eWxlIjtzOjA6IiI7czo1OiJjb2xvciI7czo3OiIjODY4Njg2Ijt9IjtzOjE5OiJ3b29fZm9udF9wb3N0X3RpdGxlIjtzOjExODoiYTo1OntzOjQ6InNpemUiO3M6MjoiMzIiO3M6NDoidW5pdCI7czoyOiJweCI7czo0OiJmYWNlIjtzOjU6IkFyaWFsIjtzOjU6InN0eWxlIjtzOjQ6ImJvbGQiO3M6NToiY29sb3IiO3M6NzoiIzIyMjIyMiI7fSI7czoxOToid29vX2ZvbnRfc2l0ZV90aXRsZSI7czoxMTg6ImE6NTp7czo0OiJzaXplIjtzOjI6IjQyIjtzOjQ6InVuaXQiO3M6MjoicHgiO3M6NDoiZmFjZSI7czo1OiJBcmlhbCI7czo1OiJzdHlsZSI7czo0OiJib2xkIjtzOjU6ImNvbG9yIjtzOjc6IiMyYzI1MjUiO30iO3M6MTY6Indvb19mb250X3RhZ2xpbmUiO3M6MTIyOiJhOjU6e3M6NDoic2l6ZSI7czoyOiIxNSI7czo0OiJ1bml0IjtzOjI6InB4IjtzOjQ6ImZhY2UiO3M6NzoiR2VvcmdpYSI7czo1OiJzdHlsZSI7czo2OiJpdGFsaWMiO3M6NToiY29sb3IiO3M6NzoiIzJjMjUyNSI7fSI7czoyMjoid29vX2ZvbnRfd2lkZ2V0X3RpdGxlcyI7czoxMTg6ImE6NTp7czo0OiJzaXplIjtzOjI6IjIwIjtzOjQ6InVuaXQiO3M6MjoicHgiO3M6NDoiZmFjZSI7czo1OiJBcmlhbCI7czo1OiJzdHlsZSI7czo0OiJib2xkIjtzOjU6ImNvbG9yIjtzOjc6IiMyYzI1MjUiO30iO3M6MTk6Indvb19mb290ZXJfYWZmX2xpbmsiO3M6MDoiIjtzOjE1OiJ3b29fZm9vdGVyX2xlZnQiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MjA6Indvb19mb290ZXJfbGVmdF90ZXh0IjtzOjc6IjxwPjwvcD4iO3M6MTY6Indvb19mb290ZXJfcmlnaHQiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MjE6Indvb19mb290ZXJfcmlnaHRfdGV4dCI7czo3OiI8cD48L3A+IjtzOjIwOiJ3b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljcyI7czowOiIiO3M6MTQ6Indvb19saW5rX2NvbG9yIjtzOjA6IiI7czoyMDoid29vX2xpbmtfaG92ZXJfY29sb3IiO3M6MDoiIjtzOjg6Indvb19sb2dvIjtzOjA6IiI7czoxNzoid29vX3Bpc19oYXJkX2Nyb3AiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MTY6Indvb19wb3N0X2NvbnRlbnQiO3M6MDoiIjtzOjIyOiJ3b29fcG9zdF9pbWFnZV9zdXBwb3J0IjtzOjU6ImZhbHNlIjtzOjEwOiJ3b29fcmVzaXplIjtzOjQ6InRydWUiO3M6MTM6Indvb19yc3NfdGh1bWIiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MTU6Indvb19zbGlkZXJfYXV0byI7czo1OiJmYWxzZSI7czoxOToid29vX3NsaWRlcl9pbnRlcnZhbCI7czoxOiI0IjtzOjE2OiJ3b29fc2xpZGVyX3NwZWVkIjtzOjM6IjAuNiI7czoxOToid29vX3N1YnNjcmliZV9lbWFpbCI7czowOiIiO3M6MTM6Indvb190ZXh0dGl0bGUiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MTU6Indvb190aHVtYl9hbGlnbiI7czo5OiJhbGlnbmxlZnQiO3M6MTY6Indvb190aHVtYl9zaW5nbGUiO3M6NToiZmFsc2UiO3M6MjI6Indvb190aHVtYl9zaW5nbGVfYWxpZ24iO3M6MTA6ImFsaWducmlnaHQiO3M6MTQ6Indvb190eXBvZ3JhcGh5IjtzOjU6ImZhbHNlIjt9";s:4:"type";s:8:"textarea";}i:17;a:3:{s:4:"name";s:9:"Admin Bar";s:4:"icon";s:6:"header";s:4:"type";s:7:"heading";}i:18;a:5:{s:4:"name";s:27:"Disable WordPress Admin Bar";s:4:"desc";s:32:"Disable the WordPress Admin Bar.";s:2:"id";s:31:"framework_woo_admin_bar_disable";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}i:19;a:5:{s:4:"name";s:46:"Enable the WooFramework Admin Bar enhancements";s:4:"desc";s:130:"Enable several WooFramework-specific enhancements to the WordPress Admin Bar, such as custom navigation items for 'Theme Options'.";s:2:"id";s:36:"framework_woo_admin_bar_enhancements";s:3:"std";s:0:"";s:4:"type";s:8:"checkbox";}}</li><li><strong>woo_framework_version</strong> - 4.1.0</li><li><strong>woo_google_analytics</strong> - </li><li><strong>woo_home</strong> - false</li><li><strong>woo_home_thumb_height</strong> - 57</li><li><strong>woo_home_thumb_width</strong> - 100</li><li><strong>woo_image_single</strong> - false</li><li><strong>woo_info_home</strong> - true</li><li><strong>woo_install_complete</strong> - true</li><li><strong>woo_link_color</strong> - </li><li><strong>woo_link_hover_color</strong> - </li><li><strong>woo_logo</strong> - http://www.scuolacoop.it/wp-content/woo_uploads/5-logo.png</li><li><strong>woo_mains_term_id</strong> - 245</li><li><strong>woo_manual</strong> - http://www.woothemes.com/support/theme-documentation/gazette-edition/</li><li><strong>woo_maps_apikey</strong> - </li><li><strong>woo_maps_default_maptype</strong> - Normal</li><li><strong>woo_maps_default_mapzoom</strong> - 9</li><li><strong>woo_maps_directions_locale</strong> - </li><li><strong>woo_maps_scroll</strong> - </li><li><strong>woo_maps_single_height</strong> - 250</li><li><strong>woo_options</strong> - a:89:{s:18:"woo_alt_stylesheet";s:11:"default.css";s:8:"woo_logo";s:0:"";s:13:"woo_texttitle";s:5:"false";s:19:"woo_font_site_title";a:5:{s:4:"size";s:2:"42";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}s:11:"woo_tagline";b:0;s:16:"woo_font_tagline";a:5:{s:4:"size";s:2:"15";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:6:"italic";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}s:18:"woo_custom_favicon";s:0:"";s:20:"woo_google_analytics";s:0:"";s:12:"woo_feed_url";s:0:"";s:19:"woo_subscribe_email";s:0:"";s:21:"woo_contactform_email";s:0:"";s:14:"woo_custom_css";s:0:"";s:12:"woo_comments";s:0:"";s:16:"woo_post_content";s:0:"";s:15:"woo_post_author";b:0;s:20:"woo_breadcrumbs_show";b:0;s:19:"woo_pagination_type";b:0;s:14:"woo_body_color";s:0:"";s:12:"woo_body_img";s:0:"";s:15:"woo_body_repeat";s:9:"no-repeat";s:12:"woo_body_pos";s:3:"top";s:14:"woo_link_color";s:0:"";s:20:"woo_link_hover_color";s:0:"";s:16:"woo_button_color";s:0:"";s:15:"woo_add_dropcap";b:0;s:14:"woo_typography";s:5:"false";s:13:"woo_font_body";a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}s:12:"woo_font_nav";a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#9b8b8b";}s:19:"woo_font_post_title";a:5:{s:4:"size";s:2:"32";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#222222";}s:18:"woo_font_post_meta";a:5:{s:4:"size";s:2:"11";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#868686";}s:19:"woo_font_post_entry";a:5:{s:4:"size";s:2:"14";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:7:"Georgia";s:5:"style";s:0:"";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}s:22:"woo_font_widget_titles";a:5:{s:4:"size";s:2:"20";s:4:"unit";s:2:"px";s:4:"face";s:5:"Arial";s:5:"style";s:4:"bold";s:5:"color";s:7:"#2c2525";}s:16:"woo_header_align";b:0;s:22:"woo_header_left_layout";b:0;s:29:"woo_header_left_headlines_tag";b:0;s:32:"woo_header_left_headlines_number";b:0;s:15:"woo_site_layout";b:0;s:34:"woo_homepage_recentnews_totalposts";b:0;s:34:"woo_homepage_recentnews_categories";b:0;s:19:"woo_morenews_enable";b:0;s:17:"woo_homepage_tags";b:0;s:32:"woo_homepage_morenews_totalposts";b:0;s:26:"woo_morenews_display_image";b:0;s:20:"woo_morenews_thumb_w";s:0:"";s:20:"woo_morenews_thumb_h";s:0:"";s:24:"woo_morenews_thumb_align";b:0;s:10:"woo_slider";b:0;s:15:"woo_slider_tags";b:0;s:18:"woo_slider_entries";b:0;s:18:"woo_slider_exclude";b:0;s:16:"woo_slider_speed";s:3:"0.6";s:15:"woo_slider_auto";s:5:"false";s:19:"woo_slider_interval";s:1:"4";s:17:"woo_slider_height";b:0;s:22:"woo_post_image_support";s:5:"false";s:14:"woo_pis_resize";b:0;s:17:"woo_pis_hard_crop";s:5:"false";s:10:"woo_resize";s:4:"true";s:12:"woo_auto_img";s:5:"false";s:11:"woo_thumb_w";s:0:"";s:11:"woo_thumb_h";s:0:"";s:15:"woo_thumb_align";s:9:"alignleft";s:16:"woo_thumb_single";s:5:"false";s:12:"woo_single_w";s:0:"";s:12:"woo_single_h";s:0:"";s:22:"woo_thumb_single_align";s:10:"alignright";s:13:"woo_rss_thumb";s:5:"false";s:19:"woo_footer_sidebars";b:0;s:19:"woo_footer_aff_link";s:0:"";s:15:"woo_footer_left";s:5:"false";s:20:"woo_footer_left_text";s:7:"<p></p>";s:16:"woo_footer_right";s:5:"false";s:21:"woo_footer_right_text";s:7:"<p></p>";s:11:"woo_connect";b:0;s:17:"woo_connect_title";b:0;s:19:"woo_connect_content";b:0;s:25:"woo_connect_newsletter_id";b:0;s:15:"woo_connect_rss";b:0;s:19:"woo_connect_twitter";b:0;s:20:"woo_connect_facebook";b:0;s:19:"woo_connect_youtube";b:0;s:18:"woo_connect_flickr";b:0;s:20:"woo_connect_linkedin";b:0;s:21:"woo_connect_delicious";b:0;s:19:"woo_connect_related";b:0;s:13:"woo_ad_single";b:0;s:21:"woo_ad_single_adsense";b:0;s:19:"woo_ad_single_image";b:0;s:17:"woo_ad_single_url";b:0;}</li><li><strong>woo_page_booking_desc</strong> - Use the form below to reserve a table at our restaurant</li><li><strong>woo_pis_hard_crop</strong> - false</li><li><strong>woo_post_content</strong> - </li><li><strong>woo_post_image_support</strong> - false</li><li><strong>woo_reservations</strong> - true</li><li><strong>woo_reservations_button</strong> - Book Online</li><li><strong>woo_reservations_heading</strong> - Reservations</li><li><strong>woo_reservations_text</strong> - +23 456 789</li><li><strong>woo_resize</strong> - true</li><li><strong>woo_rss_thumb</strong> - false</li><li><strong>woo_settings_custom_nav_advanced_options</strong> - yes</li><li><strong>woo_settings_custom_nav_version</strong> - 1.0.21</li><li><strong>woo_settings_woo_ratings_version</strong> - 0.1</li><li><strong>woo_shortname</strong> - woo</li><li><strong>woo_show_carousel</strong> - true</li><li><strong>woo_show_video</strong> - false</li><li><strong>woo_single_height</strong> - 180</li><li><strong>woo_single_width</strong> - 250</li><li><strong>woo_slider_auto</strong> - false</li><li><strong>woo_slider_interval</strong> - 4</li><li><strong>woo_slider_speed</strong> - 0.6</li><li><strong>woo_starters_term_id</strong> - 244</li><li><strong>woo_subscribe_email</strong> - </li><li><strong>woo_table_version</strong> - 1.0</li><li><strong>woo_tabs</strong> - true</li><li><strong>woo_texttitle</strong> - false</li><li><strong>woo_themename</strong> - Gazette</li><li><strong>woo_thumb_align</strong> - alignleft</li><li><strong>woo_thumb_single</strong> - false</li><li><strong>woo_thumb_single_align</strong> - alignright</li><li><strong>woo_timthumb_update</strong> - </li><li><strong>woo_typography</strong> - false</li><li><strong>woo_uploads</strong> - a:3:{i:0;s:59:"http://www.scuolacoop.it/wp-content/woo_uploads/5-logo.png";i:1;s:59:"http://www.scuolacoop.it/wp-content/woo_uploads/4-logo.jpg";i:2;s:84:"http://www.scuolacoop.it/wp-content/woo_uploads/3-definitivo_scuola_coop_light_.jpg";}</li><li><strong>woo_video_category</strong> - 360 gradi</li></ul>