Coop in Rete: tutti i materiali del seminario

manifesto coop in rete

I social media sono acceleratori potenti di dinamiche sociali basate su apporto personale e cooperazione, in grado di migliorare risultati organizzativi e qualità della vita. I percorsi di cooperazione non sono tuttavia “incorporati” nella tecnologia ma necessariamente il frutto di progetti intenzionali che a valle originano strumenti quali una piattaforma, una intranet, una app, una network sociale o altro. A chiusura del cerchio osserviamo che, proprio in questi strumenti e ambienti, emergono contenuti e modalità che possono dare nuovo vigore ai contesti cooperativi che li hanno generati.

Per il terzo anno consecutivo, anche quest’anno, il 29 ottobre, Scuola Coop ha proposto un seminario sui temi legati alla comunicazione e alla collaborazione che si realizza attraverso il digitale. Questa volta il seminario è stato proposto in collaborazione con l’Ufficio Stampa di ANCC e ha investito sia l’ambito organizzativo interno alle nostre Cooperative sia la comunicazione esterna che si sviluppa con i soci e con i cittadini.

Moltissimi sono stati gli spunti di riflessione. Al mattino siamo partiti dai fenomeni di disintermediazione che stanno caratterizzando i mass media, ormai diventati, anche quelli tradizionali, degli ibridi digitali. Numerosi sono gli esempi di mezzi di informazione che offrono spazi crescenti on line a disposizione dei cittadini, per pubblicare notizie e condividerle, senza che questo minacci il giornalismo tradizionale, ma anzi con l’effetto di rafforzarne la popolarità. Il fenomeno organizzativo, o meglio auto-organizzativo, del crowdsourcing può interessare Coop da molti punti di vista: ricorrendo alle risorse di un gruppo non organizzato a priori si realizza un progetto editoriale ma si costruisce anche un punto vendita di quartiere o si progettano nuovi prodotti a marchio, scavalcando, a quel punto, il ricorso al marketing o alla pubblicità tradizionale. Abbiamo poi esplorato i processi di partecipazione mediati intelligentemente dalla rete. Esistono network di rilievo mondiale che sono al tempo stesso territorializzati in ogni Paese in cui sono presenti: raccontano storie con l’efficacia della comunicazione multimediale e con l’amplificazione che solo le piattaforme social consentono. Mobilitano l’attenzione di centinaia di migliaia di cittadini su temi che spesso sono vere e proprie campagne consumeriste. Possibili partner per Coop? Possibili modalità per una rinnovata stagione di consumerismo?

Dalla relazione con i soci e i cittadini siamo poi passati alla relazione con i lavoratori. E’ interessante su questo fronte capire le potenzialità che le reti digitali offrono, come succedanei di ampi o ampissimi open space che non avrebbe alcun senso costruire. Per inciso esistono studi che dimostrano che le persone stanno bene in spazi non caotici ma confortevoli, da personalizzare. Il tema è quello del lavoro, in cui il contributo professionale della singola persona o del singolo ufficio ha perso di valenza, se mai ne ha avuta. Nella complessità delle nostre organizzazioni ha senso che le conoscenze delle funzioni specialistiche vengano messe a disposizione, che si ragioni in termini di collaborazione tra gruppi finalizzata al raggiungimento di obiettivi complessivi, che si superi una settorializzazione controproducente. Tutto ciò che offre opportunità di scambio, che favorisce la nascita di nuove idee o soluzioni, dalla macchina da caffè, agli spazi di lavoro, alla rete intranet, va coltivato. Le connessioni orizzontali sono una linfa vitale. E offrono spunti logici per un ripensamento o quantomeno una rivisitazione delle nostre (logore) strutture gerarchico-funzionali. Siamo pronti per collavorare in Coop? Noi qui a Scuola crediamo di si.

Gli spunti per Coop erano così evidenti che abbiamo ricevuto diverse adesioni all’interno del nostro mondo. E’ stato possibile nel pomeriggio animare una tavola rotonda “a marchio Coop” nella quale la centralità delle relazioni in presenza è stata ribadita e nella quale le relazioni digitali sono state in larga parte individuate come terreno fertile per amplificare alcune dinamiche partecipative, progettuali, di ampliamento del servizio che sono già in essere nella Cooperative. Hanno partecipato Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia, Adriano Turrini, Presidente di Coop Adriatica, e Danilo Villa, Direttore Generale di Coop Lombardia.

Ci premeva sottolineare che le nuove tecnologie non sono gadgets, giochini inutili per clienti annoiati, passatempi per lavoratori svogliati. Sono strumenti che ci legano in relazioni sempre più strette, concrete e dagli effetti tangibili. Sono strumenti che occorre prima di tutto conoscere e collocare nel nostro contesto, senza inutili posizioni ideologiche a favore o contro. Sono opportunità e al tempo stesso potenziali pericoli: per l’equilibrio tra vita privata e lavorativa che si altera, per la qualità relazionale che contribuiscono a definire, per le aspettative che generano, per i fenomeni di oligopolio che generano e per molto altro che ancora impareremo.

Se fin qui vi ha interessato, continueremo volentieri a occuparcene.

Pubblichiamo gli interventi e le slides di:

Andrea Iannuzzi, giornalista del gruppo Repubblica – Espresso, esperto di media digitali (Slides in Pdf)

Salvatore Barbera, Direttore per l’Italia della piattaforma di petizioni on line Change.org (Slides in Pdf)

Nicola Palmarini, ricercatore e manager, autore di libri su organizzazione e tecnologia (Slides in Pdf)


Scarica il programma definitivo del 29 Ottobre

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