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Coop Contest: cosa abbiamo imparato (2)

Pubblicato da Stefano Ferrata

“Il Coop Contest come progetto di apprendimento” (riflessione 2/4)

Immaginatevi la scena:

un giovane, precario cognitivo ante litteram, entra per la sua prima volta in un’aula di formazione dove lo aspettano una ventina di quadri e funzionari di una azienda municipalizzata. Sono stati comandati a partecipare ad un progetto formativo, concertato con il sindacato,  per agevolare la cultura del cambiamento.

Il giovane, senza nessuna esperienza di lavoro all’interno di una qualsiasi impresa, è armato di una trentina di lucidi, scritti a mano piuttosto male, sul concetto di organizzazione e ruolo. Per non cadere in terra, visto che le gambe fanno Giacomo, Giacomo, si siede dietro un tavolo, a fianco della lavagna luminosa e comincia  a sparare un lucido dietro l’altro. Nelle rare volte in cui  l’ossigeno riesce ad arrivare al cervello prova a fare delle domande aperte sul contenuto di ciò che sta leggendo.

La tortura reciproca dura due Accedi per continuare a leggere il post

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