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Verso una ecologia della mente

Bateson Gregory

Verso una ecologia della mente

Adelphi
Milano
1977

Il libro di Gregory Bateson è una raccolta di saggi, conferenze e lezioni che spaziano dalle sue osservazioni con i delfini, alle sue ricerche sulla comunicazione (fu lui a concepire il concetto di doppio legame studiando le relazioni e i comportamenti dei cosiddetti schizofrenici), a ragionamenti sui sistemi complessi, sull’ecologia e sul pensiero. Siamo di fronte a uno dei pensatori più importanti del ‘900. Persona curiosa, aperta all’esplorazione di mondi apparentemente lontani tra loro, è stato uno dei pionieri delle ricerche sulla cibernetica a partire dagli anni ‘40. Il suo modo di ragionare, ben evidente nei suoi testi, era un modo di ragionare rigoroso, ma impressionistico. Per questo non sempre facilmente accessibile. Lo sconcerto dei suoi studenti di fronte a domande improbabili era dato dal fatto che non riuscivano a comprendere dove volesse andare a parare. Ma spesso non voleva andare a parare da nessuna parte. Semplicemente poneva domande che non avevano una risposta già pronta, ma richiedevano un lavoro di ricerca e scoperta. Un libro che andrebbe letto senza forzare la mano. Poche pagine, su cui ritornare di tanto in tanto. Un libro che chi governa dovrebbe avere l’umiltà di prendere in considerazione.

Per chi è un po’ affetto dalla sindrome dell’utilitarismo e per chi si occupa di apprendimento consigliamo vivamente la lettura dei seguenti saggi presenti nel libro: Finalità cosciente e natura, conferenza del 1968 e Le categorie logiche dell’apprendimento e della comunicazione, scritto nel 1964.
Qui di seguito un assaggio del suo pensiero. Attualissimo in epoca di fondamentalismi di vario genere.
Se mettete Dio all’esterno e lo ponete di fronte alla sua creazione, e avete l’idea di essere stati creati a sua immagine, voi vi vedrete logicamente e naturalmente come fuori e contro le cose che vi circondano. E nel momento in cui vi arrogherete tutta la mente, tutto il mondo circostante vi apparirà senza mente e quindi senza diritto a considerazione morale o etica. L’ambiente vi sembrerà da sfruttare a vostro vantaggio. La vostra unità di sopravvivenza sarete voi e la vostra gente o gli individui della vostra specie, in antitesi con l’ambiente formato da altre unità sociali, da altre razze e dagli animali e dalle piante.
Se questa è l’opinione che avete sul vostro rapporto con la natura e se possedete una tecnica progredita, le probabilità che avete di sopravvivere sarà quella di una palla di neve all’inferno. Voi morrete a causa dei sottoprodotti tossici del vostro stesso odio o, semplicemente, per il sovrappopolamento e l’esagerato sfruttamento delle riserve.
Le materie prime sono limitate.
Se io sono nel giusto, allora il nostro atteggiamento mentale rispetto a ciò che siamo e a ciò che sono gli altri deve essere ristrutturato.

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